Cultura, Letteratura, Arte, Narrazione, Scrittura e Poesia
A che serve scrivere
“Scrivere oggi significa cercare la verità in un'epoca dominata dal controllo e dallo stato di eccezione, posizionandosi ai margini del "dispositivo" tecnologico e politico." - Giorgio Agamebn
[ Autopoiesi ]
Il fuoco non basta: la tecnica e chi la accende. Prometeo, l’IA e il rischio di smettere di pensare
Una riflessione su fuoco, scrittura e intelligenza artificiale: quando la tecnologia forma chi la usa e quando lo riduce a spettatore ben servito.
Libertà di scelta e generosità
In un’epoca come la nostra la pratica della generosità è simbolo di saggezza, sposta l’attenzione sul Nostroverso fatto di sofferenze diffuse e di difficoltà del vivere, sul vissuto delle persone e non sulle loro narrazioni online. La sofferenza non è metaforizzata, raccontata o esibita online, è concreta, materiale, esigente di cura, non può essere digitalizzata ma umanizzata, dentro una visione empatica dell’umano. Per questo motivo ogni gesto generoso non è solo individuale ma implica l’immedesimazione nelle attese e nelle speranze degli altri, definisce una generosità dai benefici condivisi. Deve però essere perseverante nel tempo, non aleatoria o improvvisata, ma frutto di scelte costanti maturate nella consapevolezza che mai come ora sia necessario curare l’umano indirizzando i suoi gesti nel mondo, in modo che siano generosamente attenti agli altri, alla collettività.
Sicofante
Ci vengono proposte ogni pie' sospinto parole nuove. Sembra inevitabile: nuove tecnologie digitali, nuovo lessico. Un lessico esoterico, fatto di parole inglesi, presto diffuse da consulenti ed esperti. Parole che più di spiegare occultano. Molte, in realtà, sono le parole per dire in modo semplice e chiaro di come la macchina di cui tanto si parla si rivolge agli umani che la usano con 'excessive validation or praise'. Ma si sceglie di dire: 'Sycophancy'. Propongo quindi un breve viaggio tra le possibili parole capaci di definire l'atteggiamento, dall'antica Grecia ad oggi. Viaggio che mi permette di dire, in conclusione: 'Dario Amodei è un sicofante'.
Intervista ImPossibile a Pier Paolo Pasolini (IIP #33)
AI e l’omologazione culturale L’intelligenza artificiale interviene nel modo in cui si costruisce il senso. Non organizza soltanto informazioni; entra nel linguaggio, orienta le scelte, stabilisce ciò che qualcuno ritiene essere importante. Il potere non coincide più con un centro visibile o con un’istituzione riconoscibile; prende forma come infrastruttura diffusa, capace di operare in modo continuo e preventivo. Questo processo riguarda la cultura nel suo insieme. L’AI tende a uniformare i modi di comunicare e di immaginare. Le differenze vengono assorbite e rese compatibili, l’omologazione diventa una condizione strutturale. Pasolini aveva già descritto un passaggio simile quando parlava di “mutazione antropologica”, cioè di un cambiamento che investe coscienza, linguaggio e comportamenti sotto la spinta del consumismo. In quella fase la televisione e la pubblicità costruivano modelli comuni e producevano una cultura unica, capace di sostituire la varietà delle esperienze. Oggi l’intelligenza artificiale porta questo processo a un livello più profondo. I modelli culturali vengono generati e adattati in tempo reale, anche da noi stessi. Il potere interviene a monte delle scelte, orienta il campo delle possibilità prima ancora che una decisione prenda forma; il risultato tende verso una progressiva convergenza di linguaggi e visioni. Intervistare Pasolini in questo contesto ha un senso politico preciso, la sua analisi permette di leggere il presente a partire dal linguaggio e dai comportamenti, non solo dalla tecnica. Offre strumenti per riconoscere come il potere entra nella vita quotidiana e nella costruzione del desiderio. La sua posizione resta utile, aiuta a vedere come l’omologazione riguarda non solo i contenuti, ma le condizioni in cui si pensa e si parla. In questo senso, la sua critica consente di comprendere l’intelligenza artificiale come questione pubblica, legata alla libertà e alla possibilità di vivere le differenze.
Verità/Approvazione
Gustav Klimt, 'Nuda Veritas', 1899. Stultifera Navis non pubblica immagini, e con questo articolo quella scelta acquista un peso diverso dagli altri: l'opera che vi porto non viene osservata, vi osserva. Costruitela dentro di voi prima di andare avanti. Una donna è in piedi, frontale, immobile.... Nel 1897 Gustav Klimt esce dalla Künstlerhaus, l'associazione ufficiale degli artisti viennesi, insieme ad altri diciotto artisti, e fonda la Secessione con un motto preciso: Al tempo la propria arte, all'arte la propria libertà.
Il linguaggio che prepara la violenza
La volgarità non è più un eccesso: è diventata linguaggio funzionale.
Diamo voce alla Generazione Z
La vittoria del No nel referendum sulla giustizia è stata possibile grazie ai ragazzi della generazione Z. Chi ha a cuore la democrazia ora sa che deve costruire un rapporto con loro. Ma, per costruirlo, deve ascoltarli, mentre finora la classe politica li ha praticamente ignorati.
Arte e intelligenza artificiale: (POV #32)
Brian Eno e Refik Anadol: tra ambienti generativi e immaginazione dei dati. Se l’esperienza è sempre più mediata da sistemi che apprendono e producono forme, quale margine resta per una percezione che non sia interamente prefigurata? E quale ruolo può assumere l’arte nel rendere questo processo intelligibile, senza ridurlo a spettacolo?
Overtourism = game over?
L’hanno chiamato overtourism e in questo articolo si sostiene che continuare a farlo prosperare significherà game over per tante città italiane, a cominciare da Firenze, perché questo paradigma sta profondamente erodendo alla radice l’identità di quei luoghi.
Si può ancora parlare?
I rapporti fra gli individui sono diventati così schermati che ogni virgola fuori posto può essere percepita come un attacco distruttivo all’imperante ego di ciascuno. Il commento, la critica, il giudizio (quelli motivati, costruttivi, competenti) non hanno più diritto di cittadinanza perché vengono immediatamente percepiti come aggressioni, pregiudizi, distruzioni. Di fatto in tanti hanno talmente abolito il pensiero che non sanno più distinguere, appunto, tra un giudizio benevolo e una cattiveria. Si è proprio eliminata la capacità di giudizio.
Dire senza dire. Non dire dicendo (vii)
MACINATO FRESCO: PAGHI UNO, COMPRI DUE
E’ ancora possibile capirsi?
L’infrastruttura che ha guidato tutti i processi storici e sociologici è sempre stata il linguaggio; in questo senso, il linguaggio non è stato solo uno strumento, ma l’architettura attraverso cui si sono costituiti identità, istituzioni, forme di legittimazione del potere ma, soprattutto, narrazioni collettive.
L’abbraccio e il suo intimo significato
“Dare” un abbraccio è un modo silenzioso di assumersi, per un istante, la vulnerabilità dell’altro. È una forma di responsabilità tradotta nel corpo. È dire: puoi appoggiarti. È assunzione temporanea del peso emotivo dell’altro.
La felice imperfezione del pensiero rivela la mente in azione - The beautiful imperfection of thought reveals the mind at work
Un commento al per nulla "banale" articolo "Un ‘banale’ elogio dell’imperfezione" di Pietro Alotto
Le categorie dell'osservazione. Intelligenza artificiale e produzione del visibile
Si narra di un re che, per vedere meglio i confini del regno, fece costruire torri sempre più alte. Col passare degli anni osservò che i confini si spostavano, lungo linee che le torri non avevano previsto. Cambiò le torri; i confini continuarono a spostarsi. Il re, prima di morire, confessò al successore un sospetto: che forse le torri avessero disegnato i confini, anziché mostrarli. Davanti all'intelligenza artificiale, oggi, ci troviamo di fronte a una domanda del tutto simile a quella del re.
La vita rubata di Camille Claudel
Avrebbe potuto essere libera, stare meglio o guarire, incontrare un altro uomo, più sincero di Rodin, guadagnare, vedere il suo talento riconosciuto ma la sua vita le era stata rubata. Non c’è perdono per quello che è stato fatto a Camille Claudel.
Gorz – recensione
Enzo Miccoli, Virtualità e utopia concreta – il comunismo eretico di André Gorz, Mimesis, Milano 2025 è un libro che merita attenzione.
La forza del migliore argomento. Agire comunicativo e democrazia partecipativa nell’epoca degli algoritmi
L’obiettivo di questo contributo è da un lato quello di ricostruire i nuclei fondamentali della teoria dell’agire comunicativo, dall’altro, riflettere criticamente sulla sua centralità nel contesto delle società digitali, caratterizzate da una profonda ridefinizione della sfera pubblica.