Educazione, Lavoro, Organizzazione e Apprendimento
Tempus fugit
Ogni civiltà produce i libri che merita. La nostra produce libri sul tempo rubato.
La scuola dopo l’AI
L’intelligenza artificiale non sta solo entrando nella scuola: sta cambiando il modo in cui riconosciamo la competenza. Oggi è possibile ottenere risultati corretti senza aver costruito davvero l’apprendimento. Ed è questo che mette in crisi il sistema.
Il pensiero critico già non stava benissimo prima. E la valutazione con lui.
Una risposta a Leonardo Lastilla. Leonardo Lastilla ha scritto su questa rivista un pezzo che mi ha fatto stare a disagio nel modo giusto. Lo consiglio a chiunque insegni, o abbia insegnato, o abbia avuto la fortuna di essere stato a scuola. Il disagio che produce è il segno che tocca qualcosa di reale. Concordo con quasi tutto. La desertificazione cognitiva esiste. Lo studente che nega il plagio mentre lo ammette, che sostiene che le idee erano sue anche se le parole non lo erano, è un dato etnografico preciso, non un'esagerazione polemica. Lo scenario che Lastilla immagina, quello in cui gli studenti confrontano il voto del professore con quello dell'AI e poi contestano il primo in nome dell'oggettività della seconda, appartiene a una traiettoria logica già in moto da tempo. Qui, però, la mia risposta comincia a divergere dalla sua.
La morte del pensiero critico e della valutazione
Infatti, e a onor del vero, le prime nuove tecnologie facilitavano la valutazione oggettive per la presenza sulle piattaforme di insegnamento, quali Canvas o Blackboard, di strumenti atti a misurare la produzione degli studenti. Come se tutto l’impianto dell’educazione dovesse essere misurabile. Aspetto che tuttavia rifiuto perché secondo me, imparare significa sviluppare le capacità emotive e cognitive che permettano di diventare individui a tutto tondo con un ben definito spirito critico. In quel nuovo contesto, che ne era, appunto, della valutazione del pensiero critico, analitico e narrativo degli studenti? Già allora ci si sarebbe dovuti preoccupare del progressivo ridimensionamento di quella parte fondamentale dell’apprendimento. Se lo si fosse fatto, oggi forse non vedremmo la desertificazione cognitiva che avanza inesorabile in tante aule. Negli ultimissimi anni è arrivata l’intelligenza artificiale e c’è seriamente da domandarsi se non sia arrivata la morte del pensiero critico e della valutazione tout court.
Il manifesto di Altamura. Due lezioni per chi coordina l'Agile e per chi vuole imparare a farlo.
Quando un'organizzazione cresce, i metodi che funzionavano bene per pochi team cominciano a mostrare i propri limiti, e il coordinamento fra molte squadre richiede strutture nuove che rischiano di tradire lo spirito originario dell'agilità. Questo articolo affronta il problema in due movimenti. Nel primo uso la metafora ferroviaria per spiegare come il Scaled Agile Framework coordini decine di team attraverso binari stabili, orari condivisi e cerimonie di pianificazione collettiva. Nel secondo affronto la questione, altrettanto cruciale, di come si impara davvero a praticare l'Agile in un mercato italiano dove la certificazione rischia di sostituirsi alla competenza. Un lascito per chi oggi si affaccia a questo mestiere e vuole distinguere i vassoi dorati dal pane buono.
L’AI sta creando esperti… senza esperienza
L’intelligenza artificiale non sta solo cambiando ciò che sappiamo fare. Sta cambiando il modo in cui riconosciamo la competenza. Oggi è possibile produrre risultati convincenti senza aver davvero compreso il percorso che li genera. E questo rende sempre più difficile distinguere l’esperienza dalla sua simulazione. Non è un problema tecnologico ma una questione di giudizio e responsabilità.
Del culto al post-it a la antropología aplicada
La innovación que importa no ocurre en cinco días. Ocurre cuando una organización aprende a mirarse a sí misma desde dentro, con otros.
Quando l’AI esce dallo schermo
L’intelligenza artificiale non è più solo qualcosa che risponde. Sta iniziando a percepire e agire nel mondo reale. Questo passaggio cambia tutto: non stiamo più introducendo strumenti, ma sistemi che hanno conseguenze concrete. Una riflessione su cosa succede quando l’AI esce dallo schermo.
La religione della produttività
Qualsiasi innovazione tecnologica introdotta nel sistema produttivo, un sistema che, aldilà delle futilità ben confenzionate come ESG e responsabilità sociale, nel concreto non dimostra nessuna etica, nessuna consapevolezza delle conseguenze sociali e ambientali delle proprie scelte, andrà sempre più a discapito del lavoro umano. In un sistema in cui tutto è sacrificato sull’altare delle produttività per permettere a sempre più pochi di guadagnare sempre di più, il contributo dell’uomo sarà sempre più limitato e marginale.
Strumenti di percezione e strumenti di controllo nella governance dei progetti
A sedici anni, ruotando la manopola di un ricevitore a onde corte, appresi un principio che ha governato, con una costanza di cui ho preso piena coscienza soltanto molto tardi, ogni aspetto della mia vita professionale: ciò che è invisibile ai sensi è presente nello spazio, e attende soltanto che qualcuno costruisca lo strumento adatto a percepirlo. Le onde radio attraversano continuamente l'aria intorno a noi, portando informazioni, segnali, messaggi. Restano impercettibili finché un'antenna, un ricevitore, un demodulatore le trasformano in qualcosa di intellegibile. L'informazione esisteva prima dello strumento. Lo strumento l'ha resa disponibile alla coscienza.
La notte dei lunghi coltelli
Senza educazione non c’è futuro. La scuola deve essere il luogo principale per formare le generazioni future.
I miei studenti ripetono a pappagallo
Cosa capiscono veramente i nostri studenti di quello che gli diciamo a lezione o che leggono nei manuali?
Trovare lavoro ai tempi dell’Intelligenza Artificiale
Oggi cercare lavoro non significa più inviare un CV. Significa essere valutati da algoritmi e osservati attraverso la propria identità digitale. Tra sistemi di screening automatizzati e tracce lasciate online, la selezione cambia forma: non riguarda più solo ciò che dichiariamo, ma ciò che emerge nel tempo. Un’analisi tra aspetti pratici ed etici su come AI e social stanno trasformando il modo in cui veniamo scelti.
Dalle campagne vuote al futuro che manca
Un viaggio tra storia, spopolamento, lavoro, democrazia e immigrazione: dalle campagne svuotate della Rivoluzione agricola inglese all’Italia di oggi, dove i territori che perdono giovani e lavoro rischiano di perdere anche il futuro.
[Etica]
‘Etica’ e ‘morale’ sono termini strettamente connessi. E al di là di cavillose e sottili distinzioni concepite dai filosofi, indicano una cosa semplice e precisa: il sistema di concetti, giudizi, norme, valori a cui fa riferimento, nella sua condotta, ogni singolo uomo.
[Ecologia]
Non basta ‘mettere ordine in casa propria’. Viviamo tutti in un’unica casa comune.
L'IA e la necessità di leggere
L'uso efficace dell'IA per l'apprendimento dipende dalla capacità di leggere testi estesi, seguire i riferimenti attraverso i paragrafi, notare cambiamenti di certezza e riconoscere quando il linguaggio spiega invece di affermare.
Studia, programma, innova!
Un testo scritto nel lontano 2013 (non c'era ancora ChatGPT o Claude) per il mio progetto SOLOTABLET e qui riproposto per suggerire la lettura delle opere di due autori tra loro diversi: Douglas Rushkoff (Programma o sarai programmato) e Steve Johnson (Dove nascono le grandi idee. Storia naturale dell'innovazione). A mio modesto parere questi autori e i loro libri sono sempre attuali e proponibili per la loro lettura.
L’Intelligenza Artificiale entra a scuola
L’ingresso dell’intelligenza artificiale nella scuola sta avvenendo senza una vera riflessione pedagogica. Gli studenti la utilizzano già per studiare, scrivere e comprendere, ma questo solleva una questione più profonda: cosa accade quando sistemi generativi entrano nella fase in cui si forma il pensiero?