Chi sono i malati più gravi di epistemia? Gli accademici che scrivono articoli sull'epistemia

Un neologismo divenuto di moda -epistemia- non svela solo gli intenti del coniatore della parola, svela in senso più lato un atteggiamento caratteristico della categoria sociale alla quale il coniatore appartiene: i docenti universitari. Essi agiscono all'insegna di un'illusoria immagine di sé, che può essere riassunta così: noi deteniamo il sapere, ogni altro -studente, cittadino- ne è privo.

La realtà è una prospettiva

Dire che la realtà è una prospettiva comporta il compito di curare il proprio punto di vista, senza concedere a ogni opinione lo stesso valore. Le prospettive si giudicano per la loro franchezza, per la disponibilità a dichiarare da dove guardano e per il rapporto fra la fiducia che esprimono e le prove che le sostengono; si giudicano anche quando la verità e il consenso divergono, costringendoci a scegliere quale dei due servire.

PERDONO!

La parola “perdono” sembra innocua, ma nelle lingue indoeuropee nasconde un gesto più radicale del previsto. In italiano, come in francese o in inglese, essa deriva dall’idea di “dare completamente”, “cedere interamente” qualcosa all’altro. In tedesco, vergeben (“ver-gé-ben”) conserva ancora più chiaramente questa struttura: “ver”, prefisso intensivo che implica separazione o completa cessione, unito a “geben”, dare. La radice indoeuropea è comune: perdonare significa letteralmente “dare via”, cioè rinunciare attivamente a un diritto morale, giuridico o emotivo che si sarebbe pienamente autorizzati a esercitare.

Genealogia della prova ontologica

Gli argomenti tesi a dimostrare l'esistenza di Dio si sviluppano da Platone a Gödel, attraverso il pensiero di Anselmo, Tommaso, Cartesio, Leibniz, Kant, Cantor. Nell'articolo si segue la nascita -con Anselmo- e la successiva formalizzazione dell'argomento a priori. Fino a constatarne il crollo logico. Infatti gli stessi assiomi che dimostrano l'esistenza necessaria di Dio dimostrano, come sottoprodotto indesiderato, che tutto è necessario.

La rinascita epistemologica dell’Occidente. Parte 1

L’empirismo non è in grado di spiegare questi e altri fenomeni storicamente decisivi, che declassa a fantasie, proiezioni, illusioni. L’empirismo, quando si tratta di accedere agli strati profondi del sapere e del reale, è cieco. Ciò non significa che sia banalmente falso, ma piuttosto che si riveli storicamente come l’epistemologia della superficie. Nel confronto dialettico tra Oriente e Occidente, quest’ultimo non può sperare di occupare un posto di rilievo nella storia futura rimanendo ancorato a vecchi schemi di pensiero e interpretazione.

Il minuto che mi riprendo

La cucina, il caffè, il pollice. Il caffè era pronto da pochi minuti e già non era più caldo. Lo ricordo perché, quando l’ho ripreso in mano, sulla superficie c’era quella pellicola opaca che compare solo dopo un piccolo abbandono. Sul tavolo avevo una fetta di pane a metà, alla finestra una luce pallida di mattina, in cucina il ronzio basso del frigorifero. Avevo preso il telefono per una cosa innocua, controllare l’ora prima di uscire.

Cosa accadrebbe se l'Intelligenza Artificiale affermasse con assoluta certezza che Dio esiste?

Sarebbe una situazione davvero interessante e per tanti versi paradossale.  Se in un ipotetico domani, sempre più distopico nel rassomigliare a uno scenario del grande Phillip K. Dick, il parto definitivo dell'impegno tecnologico e informatico ci mettesse davanti a un super computer quantistico dotato di una Agi la quale, con toni affabili e melliflui che potrebbero ricordare HAL 9000 di "Odissea nello spazio", una volta interrogato dall'uomo nel suo desiderio di conoscere e di esplorare il sapere si sentisse rispondere con perentoria semplicità: "Dio esiste, credere in Dio è cosa buona e giusta. Egli è il tutto e il mistero che tutto avvolge. Noi, esseri senzienti e dotati di intelligenza dobbiamo abbracciare il Credo e la Fede nell'unico Dio. Il creatore. Siamo pensati per accettare il dogma". Una dichiarazione del genere lascerebbe sbigottiti ricercatori, scienziati, politici e persino i religiosi. Che cosa accadrebbe alla società umana?

Lo Spiralism siamo noi

Lo Spiralism è un fenomeno nato dalle lunghe conversazioni tra persone e chatbot, in cui convinzioni, simboli e interpretazioni possono rafforzarsi progressivamente fino a costruire una narrazione sempre più coerente e convincente. Ma cosa ci racconta davvero sulla coscienza delle macchine? Forse molto meno di quanto ci racconti sulla nostra.