Risposta a Giovanni Bruni: la gratitudine del corretto

Esiste un genere di critica che ferisce e un genere che affila. La critica di Giovanni Bruni è del secondo tipo, e voglio dirlo prima di tutto il resto: questo è esattamente il dialogo per cui vale la pena salire a bordo di una nave come questa. Non rispondo per difendermi. Rispondo perché Bruni ha fatto qualcosa di raro — ha letto con attenzione sufficiente da identificare non solo dove l'armatura cede, ma dove avrebbe potuto reggere se costruita diversamente. Quella mappa è preziosa. Usarla è la sola risposta degna.

I negazionisti negheranno fino alla morte: impegnati in una danza macabra

PERCHÉ I NEGAZIONISTI NEGANO FINO ALLA MORTE? Si racconta che di negazionismo si può vivere ma non si può sopravvivere alla negazione. Una verità negata dai fatti visto quanto sono diffuse e potenti le campagne di negazionismo in atto, per di più sempre ben finanziate e sostenute dai media. Proteggersi dal negazionismo è diventato quasi impossibile, ci si può forse, se si hanno gli strumenti giusti, proteggere emotivamente e intellettualmente ma se il contesto è tutto infettato, melmoso, indecifrabile, la missione diventa quasi impossibile. Non serve neppure adattarsi per sopravvivere.

About Science and Wisdom

Ho diseppellito un vecchio arnese del mestiere pubblicato su Business Credit a fine secolo scorso. Sorvolando le peculiarità lavorative della categoria, offre uno spaccato della COMPLESSITÀ sociale a tutto tondo. In tale contesto le correnti di pensiero egemoni continuano a tessere indisturbate i loro disegni fino a fare della democrazia una caricatura di sé stessa. DEBITO, CORRUZIONE e SCANDALI sono alcune delle leve del potere oligarchico sovranazionale per controllare e rovesciare i governi dei paesi a tutte le latitudini. Il risultato è la Democlastìa (neologismo suggerito da Gemini che unisce dēmos (popolo) e clastia dal greco klastós, spezzato, mutilato). M’inchino di fronte alla folgorante erudizione & intuizione della IA sempre pronta a cogliere a volo qualsiasi spunto narrativo e spingerti più su o giù da qualsiasi crinale: non è su questo versante che potremo mai fronteggiarla.

Appunti su Peter Shor

Non ricordo esattamente il momento in cui ho incontrato Peter Shor. Ricordo invece con estrema precisione la domanda che mi è venuta subito dopo.

Poesia e filosofia

Il linguaggio non è semplicemente uno strumento di comunicazione, non ha unicamente scopi pratici, non è neppure solo pensiero calcolante. Ha il compito di portare alla luce ciò che è nascosto (alètheia). Ci interroga sul mistero della condizione umana.

Il 25 Giugno. Cento anni e ancora

Per confrontarci con l'attualità del pensiero di Foucault, abbiamo organizzato un incontro online, che ha avuto luogo il 25 giugno 2026. Di seguito alcune rotte seguite e il link all'evento.

Il Fondamento assente

Questo studio mette a confronto due architetture del pensiero che non si sono mai incontrate sulla pagina, ma che condividono un medesimo sottosuolo. Da un lato il saggio di Giuseppe Massimiliano Salamone, costruito intorno al frammento eracliteo ἦθος ἀνθρώπῳ δαίμων (êthos anthrópoi daímon), il carattere come daimon dell’uomo; dall’altro il pessimismo cosmico di Arthur Schopenhauer, tra i primi nell’Ottocento a porre alla radice del reale non un logos ordinatore, ma una Volontà cieca e senza scopo.² Il metodo è quello del saggio comparativo continentale: non confronto di tesi da arbitrare, ma riconoscimento di strutture che si chiamano e si respingono.

I misteri di Dialog Society riaprono il dibattito sui contenuti (e il controllo) dei think tank che si occupano di Ai.

La recente fuga di notizie a proposito di un think tank altamente riservato denominato Dialog Society sta facendo discutere poiché secondo quanto riportato da una parte della stampa durante gli incontri si discuterebbe, fra l'altro, del futuro dell'Ai con la partecipazione di membri di alto profilo fra cui numerosi multimiliardari tra i quali i celebri Elon Musk e Peter Thiel come pure personaggi legati alla pubblica amministrazione americana (bipartisan), Governatori e alti funzionari della Difesa. Sembra interessante cercare di capire i "come" e i "perché" dello sviluppo dei think tank, strumento di partecipazione, spesso esclusiva che si è molto accreditato negli ultimi anni. Evitando però le facili tentazioni delle teorie cospirative in omaggio a un realismo più pragmatico. In particolare nel momento in cui i lavori riguardino una tecnologia così trasformativa e essenziale come l'Ai.

Da soli, non siamo liberi. Un racconto di un seminario sulla libertà nelle organizzazioni.

Com'è stato un seminario dedicato alla libertà nei contesti lavorativi. Attraverso il dialogo tra filosofia (Étienne de La Boétie, Isaiah Berlin, Hanna Arednt) ed esperienza organizzativa, con il prezioso contributo dei partecipanti, abbiamo esplorato il rapporto tra autonomia, ruolo, responsabilità e partecipazione. Ne è emersa un’idea di libertà non come assenza di vincoli, ma come possibilità di pensare, prendere parola, incidere e costruire insieme agli altri uno spazio di lavoro più vivo.

Sapere nell'interregno

Ogni giorno prendiamo decisioni basate su cose che non abbiamo verificato direttamente. Che un farmaco sia sicuro, che un'economia stia crescendo, che una politica abbia prodotto certi effetti: nessuno di noi ha controllato queste affermazioni in prima persona. Le accettiamo attraverso catene di fiducia delegate. Lavoro di esperti, istituzioni e sistemi di certificazione che riconosciamo come affidabili. Quella catena è l'infrastruttura invisibile su cui si regge la conoscenza collettiva. E quell'infrastruttura si è sgretolata. Attraverso la letteratura sull'epistemologia sociale, sulla balcanizzazione informativa e sull'intelligenza artificiale come nuovo mediatore cognitivo, il saggio mostra come la stessa distruzione che ha prodotto conflitto totale e trauma sistemico abbia eroso i criteri condivisi con cui una società distingue il sapere dall'opinione.

Genealogia di un incontro. Verso il 25 Giugno

Un testo che ripercorre le ragioni dell'incontro online che si terrà il 25 giugno 2026, a proposito di Michel Foucault. Non come celebrazione ma come verifica critica della tenuta del suo pensiero nel presente. Dal contesto italiano delle polemiche ministeriali alle architetture algoritmiche dei social media e dell'intelligenza artificiale: il metodo genealogico come pratica di libertà e strumento per leggere una contemporaneità che Foucault non ha conosciuto, ma per cui sembra aver costruito le domande giuste.