Tecnologia, IA e Macchine
Questo argomento esplora l'universo dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali contemporanee. Comprende lo sviluppo di sistemi di IA come Claude e altri assistenti virtuali, la ricerca sull'Intelligenza Artificiale Generale, e le riflessioni sul rapporto tra uomo e macchina nell'era digitale e postdigitale.
Include anche le questioni legate ai robot, alle visioni transumaniste e postumane, e agli strumenti tecnologici che caratterizzano la nostra epoca (da Google ai motori di ricerca con AI Overviews). Si interroga sulle promesse, i limiti e le implicazioni della tecnologia nella trasformazione della società, del lavoro e dell'esperienza umana, ponendo domande fondamentali sul nostro futuro in un mondo sempre più mediato dalle macchine intelligenti.
Il problema dell'Intelligenza Artificiale? Ce ne sono 10.000
Ogni volta che si parla di intelligenza artificiale, prima o poi qualcuno annuncia quale sia IL problema. Per alcuni sono le allucinazioni, le risposte sbagliate date con grande sicurezza. Per altri sono la privacy, il lavoro che cambia o scompare, il rischio di affezionarsi a una macchina come a una persona, la fatica crescente di distinguere il vero dal verosimile. Ognuno ha ragione sul proprio pezzo. Il guaio comincia quando quel pezzo viene presentato come il tutto.
La società, il progresso, l’Intelligenza Artificiale e i suoi limiti
Siamo diventati, in qualche misura, produttori dei limiti ai quali dobbiamo poi sottoporci.
Quando il futuro è troppo
Una riflessione personale che parte dalla lettura dell'intervista di Carlo Mazzucchelli al filosofo Giuseppe Goisis.
Macchina per Governare
Padre Dominique Dubarle, padre domenicano francese, coglie immediatamente la novità implicita in quel "libro straordinario, misteriosamente intitolato 'Cybernetics'", che Norbert Wiener, matematico statunitense, pubblicò negli ultimi mesi del 1948. Dubarle pubblica quindi subito una recensione di 'Cybernetics' sul quotidiano francese 'Le Monde'. Accade che nella recensione Dubarle -razionalista, dichiarato seguace di Cartesio- Dubarle, nella recensione, si allontana in realtà dal commentare il testo di Wiener: lo usa semplicemente come spunto per prefigurare una 'macchina per governare' ed un 'governo della macchina'. Uno scenario che da un lato affascina Dubarle, e dall'altro lo inquieta. Accadrà poi che l'articolo di Dubarle sarà preso in seria considerazione da Wiener, e sarà anzi per Wiener motivo di un cambio di prospettiva. Per noi, oggi, ottanta anni dopo, l'articolo è fonte di riflessione. Certe prospettive benvenute o inquietanti, che ci sembrano di apparizione recente, legate a tecnologie ancora nuovissime, apparivano già chiare a Dubarle. Già allora Dubarle parlava di 'automazione della verità' e di controllo autonomo della macchina sull'umanità. E già allora Wiener rispondeva che il maggior rischio risiedeva nell'uso della macchina da parte di una ristretta élite a danno del resto dell'umanità.
Generare diagrammi di argomento con l'intelligenza artificiale.
Dal Computer Aided Argument Mapping all'AI Aided Argument Mapping Le mappe argomentative rendono visibile la struttura logica di un testo: la tesi, le ragioni che la sostengono, le premesse implicite, le obiezioni e le confutazioni. Per decenni costruirle ha richiesto competenza e tempo, e il software (Computer Aided Argument Mapping) si limitava a fornire la tela. L'articolo sostiene che i modelli linguistici di grandi dimensioni cambiano la divisione del lavoro. Dopo aver mostrato come la lettura corrente fonda accettabilità, rilevanza e sufficienza in un'unica impressione di plausibilità, ripercorre le convenzioni grafiche dei diagrammi di argomento (Beardsley e Scriven, Wigmore, Toulmin) e difende l'albero rovesciato come la disposizione più adatta alla valutazione, collegandolo alla distinzione fra ragionare e argomentare e alla coppia antica di analisi e sintesi. Presenta poi LogicMap.AI, un generatore che unisce argument mining e argument mapping in un'unica pipeline e produce una sintassi intermedia correggibile a mano, una mappa HTML e un file per bCisive. La conclusione è che la delega toglie la parte lenta del lavoro e lascia quella difficile: la competenza logica si sposta dalla costruzione della mappa alla sua validazione, e chi ne è privo ottiene una comprensione soltanto apparente.
Il futuro è già nella domanda
Possibile Probabile Immaginabile
It is all public relation, words are important
Le incertezze sul futuro dell'Intelligenza Artificiale
Una riflessione che nasce dall'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping: l'assenza di Anthropic e il sospetto di un occasione mancata. Un incontro tanto atteso. Un esisto difficile da interpretare. La sensazione strisciante e inquietante che la diplomazia non abbia molto da offrire. Sono molte le chiavi interpretative che si susseguono. Ciascuna portatrice di conclusioni che forse rispecchiano più l'intendimento di chi si applica nell'opinionismo laddove le notizie a disposizione sono talmente poche che alimentano più che altro l'immaginario. Provo a fare un analisi ragionata su alcuni aspetti. Basandomi più su quello che manca. E su quello che avrebbe dovuto esserci. A cominciare da Anthropic.
La realtà è una prospettiva
Dire che la realtà è una prospettiva comporta il compito di curare il proprio punto di vista, senza concedere a ogni opinione lo stesso valore. Le prospettive si giudicano per la loro franchezza, per la disponibilità a dichiarare da dove guardano e per il rapporto fra la fiducia che esprimono e le prove che le sostengono; si giudicano anche quando la verità e il consenso divergono, costringendoci a scegliere quale dei due servire.
Cosa nasconde l'allarmismo contro la corsa all'Intelligenza Artificiale
Nasconde l'ambizione di coloro che con la scusa del rischio e della sicurezza vogliono controllarci, l'ambizione di coloro che con la scusa del rischio e della sicurezza vogliono controllarci (e fare affari d'oro) Tutti parlano di intelligenza artificiale. E' l'hype del momento. Il leitmotiv che fa tendenza Il "tormentone" high tech di attualità. Ovunque sui social, youtube & co. si moltiplicano gli "esperti". E soprattutto si moltiplicano gli allarmi sul pericolo esistenziale legato all'Ai. Persino chi, fino a qualche annetto fa si occupava sui social di tutt'altro, tra ricette di cucina e auricolari del nuovo del cellulare di turno adesso pontifica sulle Ai. Con video sempre più accattivanti (realizzati con l'Ai) in una corsa a chi è più sintetico (più il video è breve meglio è). Che bel modo di fare informazione! La tuttologia 3.0 in versione allarmismo apocalittico sintetizzata in comode pillole! In questo scenario social distratto la prima considerazione è che se c'è "adesso" tanta insistenza su questo argomento corre il rischio, questo sì concreto e realista, di essere prematuro. Siamo nella fase iniziale. Non è ancora cominciata quella di accelerazione. Non abbiamo nessuna affidabile proiezione sull'effettiva creazione in tempi brevi di un'Agi. Sul cui significato però c'è divergenza. In quanto "potrebbe" essere come l'hanno fino ad oggi descritta buona parte dei commentatori. Ma è un condizionale. Verosimilmente un rilevante numero di ipotesi in uso fanno affidamento sulla letteratura sci-fi futurista rivisitata in chiave filosofica. Questo merita un approfondimento.
«Prof, ma come fa a sapere se l'ho fatto io o ChatGPT?»
Forse tra qualche anno la domanda non sarà più se uno studente ha usato l'intelligenza artificiale, ma cosa ha imparato mentre la usava.
Medioevo AI e la quaestio disputata
Stregoni, profeti, inquisitori, streghe, pozioni e magie dell'Artificial Intelligence Generation
Perché un'azienda chiama demone il proprio prodotto?
Cinque giorni di dichiarazioni sui pericoli dell'AI, e nessuna parola sui suoi costi.
Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa (Epilogo)
Il tempo che ci precede è qualcosa di diverso. È il presente sottile in cui una forma può ancora essere riconosciuta come forma, prima che venga scambiata per mondo. Il momento in cui è ancora possibile chiedersi quale idea di essere umano sia nascosta in un'interfaccia, in una metrica, in una soglia, in un agente. Quale libertà rende possibile. Quale libertà rende più difficile. Quali vite dovranno adattarsi alla sua grammatica per risultare leggibili. Quali silenzi scambierà per consenso.
Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa (Le patologie del campo [XIV])
Quattordicesimo capitolo del mio libro 𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲: 𝗩𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮. Non basta chiedere al singolo professionista di essere più critico. Quando il ciclo è già in movimento, la critica individuale arriva tardi. Deve separarsi non solo da una raccomandazione, ma dall'intera forma in cui il caso è stato reso visibile. La correzione non nasce più soltanto nel momento della decisione. Va progettata prima: nei criteri che ordinano i segnali, nelle interfacce che distribuiscono l'attenzione, nelle metriche che definiscono il successo, negli spazi in cui il dissenso può ancora avere forma.
L'Intelligenza Artificiale risolve uno dei 7 problemi del Millennio. Riflessioni su aspetti positivi e rischi delle scoperte tramite Ai.
L'Ai avrebbe risolto uno degli storici problemi mai risolti dall'umanità denominati problemi matematici del millennio. Segnatamente l'equazione di Navier-Stokes che descrive il movimento dei fluidi viscosi, come l'acqua e l'aria, fondamentali per progettare aerei o fare previsioni metereologiche come pure per analizzare la diffusione degli agenti inquinanti. Come rammenteranno alcuni lettori dei miei articoli avevo già presagito oltre un anno fa che fra i passaggi più indicativi della fase di miglioramento di questa tecnologia che precede quella di accelerazione, ci sarebbero stati dei rilevanti risultati anzitutto nella matematica e nella fisica. Tuttavia occorre riflettere su cosa tutto ciò può significare. Che implicazioni abbiano scoperte così fondamentali attraverso l'Ai. Il ruolo che si prospetta per la ricerca umana e che significato potrebbe avere nell'immediato futuro una presenza "irrinunciabile" dell'Ai in ogni stadio o fase della ricerca. Esisterà un'innovazione senza l'Ai? Chi detiene le chiavi del controllo dei sistemi più avanzati potrebbe usarli per se stesso come in una trama da "Avengers"? Sono domande importanti che dovrebbero aprire a considerazioni pratiche che tuttavia vengono ignorate da chi dovrebbe vigilare. Cerchiamo quindi di osservare più da vicino i vantaggi e i potenziali rischi, a cominciare da questa notizia sulla risoluzione di uno dei 7 problemi matematici del millennio.
Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa (Le patologie del campo [XIII])
Tredicesimo capitolo del mio libro 𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲: 𝗩𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮. Le pratiche che ci sopravvivono non aspettano che ce ne andiamo. Imparano a continuare senza di noi, con la naturalezza delle cose che accadono senza che nessuno le abbia volute.
Le affermazioni di un ex dipendente di OpenAi e Anthropic sul pericolo di un'Intelligenza Artificiale malevola sono da prendere sul serio?
L'intelligenza artificiale ci ucciderà tutti? No, con buona pace del sensazionalismo che senza dubbio ha il vantaggio di attirare l'attenzione, ma non è in programma. Tuttavia ci sono continui allarmi sui progressi di alcuni modelli di Ai. In alcuni casi sembrano anche costruiti apposta, forse a scopo di marketing, per promuovere gli agenti in commercio. A volte però, le dichiarazioni più tranchant arrivano da chi per curriculum e per l'attività lavorativa svolta ha lavorato proprio a contatto con l'addestramento delle Ai. Pertanto viene legittimo riflettere maggiormente su che tipo di attendibilità e di attenzione sia giusto e prudente attribuire alla voce di un potenziale insider.
Il tempo che ci precede: Le patologie del campo
La parte terza del mio libro
Niu lai. E' arrivato il vitello
Un film di animazione grezzo e pixeloso, prodotto con pochissimi mezzi e mestiere, sbanca il botteghino cinese. Forse perché meglio qualcosa di brutto ma autentico rispetto a qualcosa di finto e sintetico. O almeno me lo auguro.