Elogio della solitudine

La solitudine non è necessariamente la negazione dell’altro, né il rifiuto della socialità. È la capacità di non considerare la presenza altrui come una condizione necessaria alla propria esistenza. La solitudine allora, può trasformarsi da condizione temuta in conquista. La solitudine imposta è una condanna. La solitudine scelta è una libertà.

Fraternità- Il “parente povero” del trinomio della Rivoluzione francese

Il diritto alla libertà garantisce l’autonomia e l’iniziativa del singolo individuo, ma può sfociare in una competizione selvaggia e senza limiti. Il diritto all’uguaglianza tutela la dimensione sociale, riconoscendo la stessa dignità a tutti gli umani, ma, senza la libertà, può sfociare nell’autoritarismo, in regimi oppressivi. È necessario un terzo principio che permetta la dialettica tra i due e rappresenti un fattore di equilibrio: la fraternità. Oggi è del tutto carente.

𝐃𝐞̂𝐦𝐨𝐬-𝐊𝐫𝐚́𝐭𝐨𝐬 : potere al popolo

Che cosa significa davvero democrazia? Partendo dall'etimologia Dêmos–Krátos, “potere del popolo”, una riflessione sulla libertà e sui rischi della sua degenerazione, sul richiamo dell'“uomo forte” e sulla responsabilità che ogni cittadino assume quando esercita il proprio diritto di voto. Perché la democrazia non è soltanto un sistema di governo: è cultura, consapevolezza, partecipazione e responsabilità.

Perché la geopolitica globale non riconosce la libertà di Kant

Non è un articolo sulla guerra, né sui confini, né sulla NATO, né sulla Russia o Cina, né sulla crisi dell’ordine liberale, anche se tutti questi elementi entrano nel ragionamento. La domanda è: che cosa succede al concetto di libertà (sicurezza nazionale) quando lo si trasferisce da una società (nazione) dotata di un’autorità politica a una società internazionale priva di un’autorità sovrana?

La libertà del desiderio

Siamo abituati a cercare la libertà nel momento della scelta. Ma se ciò che desideriamo prende forma prima di scegliere, è forse lì che dovremmo cominciare a cercarla.

Da soli, non siamo liberi. Un racconto di un seminario sulla libertà nelle organizzazioni.

Com'è stato un seminario dedicato alla libertà nei contesti lavorativi. Attraverso il dialogo tra filosofia (Étienne de La Boétie, Isaiah Berlin, Hanna Arednt) ed esperienza organizzativa, con il prezioso contributo dei partecipanti, abbiamo esplorato il rapporto tra autonomia, ruolo, responsabilità e partecipazione. Ne è emersa un’idea di libertà non come assenza di vincoli, ma come possibilità di pensare, prendere parola, incidere e costruire insieme agli altri uno spazio di lavoro più vivo.

Ēthos anthrōpōi daímōn.

Sulla tensione tra destino e libertà nell’esperienza del dolore trasformativo Se un evento contingente — che avrebbe potuto non essere — produce una trasformazione che non sarebbe stata possibile senza di esso, come si descrive il rapporto tra la contingenza dell’evento e la necessità — vissuta, narrativa, forse irriducibile alla sola narrazione — della trasformazione?

Kasparov, l'Eroe della Classe Egemone

Kasparov piace a Computer Scientist e di Ingegneri dell'Interfaccia Uomo Macchina perché sancisce un assetto sociale dove, essendo l'essere umano obbligatoriamente connesso alla macchina, loro, Computer Scientist e di Ingegneri dell'Interfaccia Uomo Macchina, i Sorveglianti della Connessione uomo-macchina, sono la classe egemone.

Valzer, lambrusco e libertà

“Valzer, Lambrusco e Libertà” è un evento progettato insieme all’Assessora alla Cultura del Comune di Castelvetro di Modena, all’interno della rassegna “Sguardi dell’Emilia”, promossa insieme ai Comuni di Spilamberto e Castelnuovo Rangone. Svoltosi il 18 aprile 2026. Questo piccolo momento di riflessione ci ha per qualche istante liberato dalle cupezze della guerra e da un futuro nel quale ci sembra di essere dei burattini manipolati da altri.

[Libertà]

Dante associa 'libertà' e 'volontà': della libertà furono e sono dotate solo le creature intelligenti, gli uomini. Sta agli uomini usare questo dono: la libertà discende da un esercizio di volontà. Il poeta ci impegna a cercare la libertà, più che a definirla. La stessa idea di libertà ci chiama a non ridurre la libertà a un percorso, a una scuola di pensiero. Noi umani, quale che sia la situazione in cui ci troviamo, non abbiamo alibi: siamo chiamati a difendere, e tradurre in pratica quotidiana, il gran dono che ci è stato offerto.

Libertà è partecipazione

Non c’è nulla di più importante della Libertà e su questo credo che possiamo essere tutti d’accordo, ma è fondamentale comprenderne il vero senso e capire che quando si parla di Libertà s’intende qualcosa che deve appartenere a tutti indistintamente e, per questo motivo, è ovvio che, pure se può sembrare una contraddizione, non può esistere vera Libertà senza il rispetto delle regole.

La lezione di Sant'Agostino

Una lezione sulla verità. La verità a cui si riferisce Sant’Agostino non è legata strettamente ai fatti, non è la maschera del qui e ora: essa è oltre la prigione dello scetticismo e del sospetto, non si lascia confondere dalla polemica, dai ricatti e dalle minacce. È una verità ontologica, intima e ulteriore che, pur essendo nell’interiorità dell’uomo, non è tutto l’uomo: «Se troverai mutevole la tua natura, trascendi te stesso»

Siamo precipitati in un chiasmo, nella tana di Bianconiglio

Questa riflessione nasce da un disagio profondo, reale, credo condiviso da molti. Il malessere nasce dalla percezione di vivere in un mondo al contrario, di stare tutti su una nave scagliata verso gli scogli da venti fortissimi e da mani ormai da tutti riconoscibilissime. Ci sentiamo tutti semplici sopravvissuti, naufraghi in cerca di canotti e di salvataggi, sempre più incerti e insicuri sulla nostra capacità di farcela, di scamparcela, di ritornare a casa. Il tutto risulta complicato dal fatto che sono venute meno le categorie semantiche delle parole che usiamo per comprendere e raccontarci il mondo. La difficoltà è ancora maggiore se collocata dentro quella che numerosi studiosi ormai presentano come la disfatta dell’Occidente. Una disfatta fattasi opinione pubblica a cui si sta reagendo con meno democrazia e libertà, con false verità e meno Verità, con diffusa opacità e rara trasparenza, con tanto individualismo, poco solidarismo e ancor meno compassione, soprattutto con una retorica malata, manipolatoria e sbagliata di quello che si definisce progresso ma che in realtà progresso non è più. Su tutto questo ho provato a riflettere a partire dalla parola CHIASMO!

Praticare il dubbio e la libertà di scelta

Un testo tratto dal mio ultimo libro 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐄𝐑𝐒𝐎 -𝐏𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥 𝐌𝐞𝐭𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨. - Il contesto in cui esercitare la nostra libertà di scelta è sempre più quello virtuale. In esso abbiamo trasferito armi e bagagli, menti e azioni, le nostre intere esistenze, creando dei nostri doppioni nella forma di account o profili digitali. Con l’obiettivo di eliminare dubbi e incertezze, la libertà di scelta è oggi di fatto sostituita con semplici algoritmi, a cui siamo invitati a credere, da protocolli fatti di codice straniero, pensato per cambiare la mente e il mondo, da programmi progettati per suggerire e guidare le nostre azioni, scelte e decisioni.