Ho trascorso gran parte della mia vita professionale nelle assicurazioni e nella finanza, tra grandi organizzazioni internazionali e iniziative digitali. Ho guidato persone e progetti di trasformazione, incontrando domande che il linguaggio del management non sempre riesce a contenere: che cosa significa scegliere, conservare uno sguardo autonomo, cambiare senza perdere il senso di ciò che si fa. Da questa esperienza nasce il mio interesse per il rapporto tra tecnologia, pensiero e libertà. Dell’intelligenza artificiale mi interessa non soltanto ciò che può fare, ma come modifica il nostro modo di vedere il mondo e le possibilità che riusciamo a riconoscere. La filosofia, la letteratura e la musica accompagnano questa ricerca. Leggere, scrivere e suonare sono modi diversi di prestare attenzione, prendere distanza dalle abitudini e lasciare spazio a ciò che ancora non comprendo. Scrivo per dare forma alle domande che mi accompagnano. Nel dialogo con gli altri cerco ciò che, da solo, non avrei saputo vedere.