NOVITA'[2297]
Bill Joy: "Il mio senso di sconforto si intensificò"
Le cosiddette 'intelligenze artificiali' di cui tanto si parla e straparla, sono il portato di una ideologia e di un percorso storico di cui troppo poco si parla. Eppure solo la storia ci mostra il senso delle tecnologie che oggi, senza troppo pensare, usiamo. Ecco qui qualche traccia di storia recente. All'inizio del secolo Bill Joy, campione ed eroe della Silicon Valley e della New Economy, si interrogava e si scandalizzava. Il suo monito vale oggi più di allora. Al di là di ogni progresso, stanno gli interrogativi destati dall'umana saggezza.
Il consenso degli innocenti. L'IA, la Chiesa, e le convergenze parallele.
Negli ultimi giorni tutti hanno detto qualcosa sulla Magnifica Humanitas di Leone XIV. La maggior parte ha commentato cosa dice il Papa sull’IA. Me compreso, in un articolo recente pubblicato qui ("Un passo ancora, Santità"). Qui faccio un passo ulteriore e pongo una domanda diversa: perché il Papa, Microsoft, l’AI Act europeo e l’UNESCO dicono quasi la stessa cosa — dignità, trasparenza, governance responsabile — senza essersi mai coordinati? Forse non è una coincidenza. Magari è la forma di un campo discorsivo che si è consolidato. E quando un campo discorsivo è abbastanza solido, chi arriva con una critica diversa trova lo spazio già occupato. Gramsci chiamava questo egemonia. Non la dominazione che si impone con la forza, ma il consenso che emerge da istituzioni che credono sinceramente in quello che dicono — e che proprio per questo producono un effetto difficile da contestare. Otto capitoli. Big tech, regolatori, Chiesa, tradizioni religiose non occidentali, Cina, Giappone, India. E una domanda che tende a restare sullo sfondo in tutti questi documenti: chi possiede i mezzi di produzione cognitiva.
Il sottofondo che scegliamo dice chi siamo
Nel frastuono continuo del presente, c'è ancora chi sceglie di abitare il proprio tempo con bellezza e pensiero.
Magnifica Humanitas e Learnable Theory
Applicando la Learnable Theory di Magni, Marchetti e Alharbi all'enciclica Magnifica Humanitas (Leone XIV, 2026), emerge che il documento non si limita a enunciare principi etici sull'intelligenza artificiale, ma opera attraverso scelte linguistiche precise — nominalizzazioni, accostamenti paradossali, distribuzione grammaticale dell'agency — per generare nuovi pattern cognitivi collettivi. Espressioni come "ecologia della comunicazione" o l'estensione della destinazione universale dei beni agli algoritmi non sono ornamenti retorici: sono operazioni linguistiche che rendono pensabili, e quindi praticabili, risposte alla sfida tecnologica che senza quelle parole nuove resterebbero fuori dall'orizzonte del possibile. L'enciclica non descrive soltanto il mondo che vorrebbe — lo inizia a costruire attraverso il linguaggio che sceglie.
Scendere dalla Torre di Babele
L’intelligenza artificiale sta creando una lingua sempre più uniforme, plausibile e condivisa. Ma comprendersi davvero potrebbe essere qualcosa di molto diverso.
Non si sognano, si lavorano i sogni.
Pensieriinaria #2
Pensieriinaria #1
Al funerale della realtà
La crisi intorno alla verità non si sostanzia "solo" in un aumento esponenziale delle bugie pubbliche, ma come una crisi delle condizioni che rendono possibile conoscere insieme. le società democratiche hanno bisogno di una base epistemica condivisa, cioè di alcuni criteri comuni per distinguere affermazioni attendibili, opinioni, interpretazioni, propaganda e falsità. Non significa avere tutti la stessa opinione. Significa però condividere almeno alcune regole del gioco: le prove contano, le fonti vanno valutate, le contraddizioni vanno prese sul serio, la discussione pubblica deve poter correggere gli errori.
Le aziende volevano produttività ma hanno trovato un problema di governance
L’intelligenza artificiale sta entrando nelle aziende molto più velocemente della capacità di governarla. Negli ultimi anni il dibattito si è concentrato soprattutto sulla produttività, sull’automazione e sull’efficienza. Oggi, però, molte organizzazioni stanno iniziando a confrontarsi con un problema più profondo: come mantenere controllo, responsabilità e fiducia dentro processi sempre più influenzati da sistemi generativi.
Conceptual Proportions in Cognition
Indeed AI needs to be disarmed
L’umano custodito, l’umano che emerge
Una risposta epistemica alla Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV
Magnifica Humanitas e T.E.S.C.R.E.A.L.
Veniamo da una cultura che ci ha insegnato a farci delle domande e a capire prima ancora di applicare o utilizzare; parliamo e scriviamo di Gemini, ChatGPT, Anthropic, Google, DeepMind, Meta etc. ma ci siamo mai chiesti quali sono le logiche e le ideologie, l’idea di fondo, alla base di questi strumenti di cui parliamo costantemente (e utilizziamo) ogni giorno?
We (philosophers) have gone through that before
Some thoughts after reading The Economis article: “Forget Python, Study Plato”: On The Futility of Only Chasing Labour Market Demands. Fields that have higher exposure to AI saw the sharpest declines, including Information Sciences, Computer Science, and Finance. Decreases were also observed for various forms of Engineering, with Space Engineering face the largest drop and Civil Engineering being the most AI-resilient. However, as the pithy title suggests, Philosophy, which notably has fewer recent graduates, and other low AI-exposure fields, have seen positive job growth.
Un passo ancora, Santità
"Vorrei, infine, usare una parola che mi sta a cuore: disarmare. Disarmare l'IA significa sottrarla alla logica della competizione armata, che oggi non è più solo militare ma economica e cognitiva. È la corsa all'algoritmo più performante e alla banca dati più vasta, al fine di consolidare un vantaggio geopolitico o commerciale su tutti gli altri. Disarmare vuol dire rompere questa equivalenza tra potenza tecnica e diritto di governare. Disarmare non significa rinunciare alla tecnologia, ma impedirle di dominare l'umano. Significa sottrarla ai monopoli, renderla discutibile, contestabile, e quindi abitabile, restituendola alla pluralità delle culture umane e delle forme di vita. Il compito, oggi, non è solo etico o tecnico: è ecologico nel senso più radicale, perché chiama in causa una nuova dimensione della nostra Casa comune. L'IA è già ambiente in cui siamo immersi e potere con cui dobbiamo fare i conti. Per questo, non basta regolarla: va disarmata e resa ospitale." Leone XIV, Magnifica Humanitas, n. 110.
Cognitive Blindness in Superficialism
Il primato dell'apparenza sul contenuto nella cognizione Nel corso della storia biologica umana, le differenze visibili e strutturali tra gli agenti ambientali sono state tra i fattori più influenti nel plasmare l'interpretazione e il giudizio umano nel modo in cui interagisce con l'ambiente. Questo approccio, plasmato dalle sfide della sopravvivenza a breve termine, ha richiesto rapidità nel processo decisionale e una focalizzazione su dati ambientali più limitati e selettivi.
Conversare e Discutere
Sebbene io mi occupi di filosofia e argomentazione, preferisco le conversazioni alle discussioni, un’apparente contraddizione che merita di essere esplorata.