Il corpo come interfaccia: la fine della privacy nel flusso dei dati

In questo scenario, il "controllo" non avviene tramite elettrodi, ma attraverso l’analisi algoritmica dei nostri pattern comportamentali. Siamo già interfacce attive che alimentano un sistema globale che, lungi dall'essere agli albori, ha già mappato la nostra essenza digitale in tempo reale, rendendo la distinzione tra "umano" e "sistema digitale" sempre più impercettibile. Non è necessario che il sistema conosca il nostro pensiero esplicito; basta che conosca i nostri pattern di reazione. Questo è il cuore della profilazione moderna: non ci categorizzano più per "età" o "posizione geografica", ma per predisposizioni comportamentali

Babele o una città abitabile?

Si è parlato molto dell'enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV dalla sua pubblicazione, spesso riducendola a un testo sull'AI. Leggendola, ho avuto invece la sensazione che la domanda centrale fosse un'altra. Non riguarda le macchine. Riguarda noi. Come possiamo restare umani mentre la nostra potenza tecnologica cresce più velocemente della nostra maturità morale? Ho provato a mettermi in dialogo con l'enciclica perché mi ha colpito come due percorsi così diversi – uno radicato nella Dottrina sociale della Chiesa, l'altro, il mio laico, ecologista e sociologicamente orientato – arrivino a interrogarsi sugli stessi nodi: la dignità della persona, il senso del limite, il lavoro, la tecnologia, la verità, la cooperazione, la fragilità, la pace. Ne è nato un articolo che attraversa l'enciclica punto per punto, cercando di mostrare dove questi due sguardi si incontrano e dove, invece, mantengono la propria specificità. Credo che oggi abbiamo bisogno di meno contrapposizioni ideologiche e più dialoghi tra visioni diverse che condividono la stessa preoccupazione per il futuro dell'umano.

Superficialità o indifferenza?

La superficialità, che condanniamo, è una scelta reale o la conseguenza della assuefazione al rumore di fondo che accompagna le lunghe giornate, sovraccariche di informazioni e prive del necessario silenzio, propedeutico alla riflessione.

Sì, viaggiare…

Siamo all’inizio dell’estate, le ferie incombono (forse non per tutti), e ormai ogni giornale cartaceo, on line e televisivo non fa altro che parlarne ogni giorno. Né si può negare che il turismo rappresenti, soprattutto per Paesi come l’Italia, una della maggiori voci dell’economia. Parlare di turismo significa parlare in qualche modo di viaggi, dato che il viaggiare è imprescindibile per essere turisti. Solo che essere turisti non vuol dire essere necessariamente anche viaggiatori. Ma andiamo per ordine…

La Fabbrica dei Sogni Offline è in crisi

Svincolarsi del tutto dall’oligopolio che domina il mercato delle prestazioni digitali si è rivelato (ancora?) impossibile. L'AI locale è un fantastico assistente alla scrittura e alla consultazione, ma per costruire sistemi complessi ed evitare la frustrazione di codice corrotto, abbiamo bisogno di agenti che possano operare direttamente sul file system con precisione chirurgica Cronistoria del crollo di un'utopia

About Science and Wisdom

Ho diseppellito un vecchio arnese del mestiere pubblicato su Business Credit a fine secolo scorso. Sorvolando le peculiarità lavorative della categoria, offre uno spaccato della COMPLESSITÀ sociale a tutto tondo. In tale contesto le correnti di pensiero egemoni continuano a tessere indisturbate i loro disegni fino a fare della democrazia una caricatura di sé stessa. DEBITO, CORRUZIONE e SCANDALI sono alcune delle leve del potere oligarchico sovranazionale per controllare e rovesciare i governi dei paesi a tutte le latitudini. Il risultato è la Democlastìa (neologismo suggerito da Gemini che unisce dēmos (popolo) e clastia dal greco klastós, spezzato, mutilato). M’inchino di fronte alla folgorante erudizione & intuizione della IA sempre pronta a cogliere a volo qualsiasi spunto narrativo e spingerti più su o giù da qualsiasi crinale: non è su questo versante che potremo mai fronteggiarla.

Il caldo, il dogma e la paura: anatomia della certezza climatica.

Questo articolo esplora il confine tra scienza, comunicazione e politica nel dibattito sul cambiamento climatico. Senza negare la realtà del riscaldamento globale, l’autore mette in discussione la trasformazione dell’incertezza scientifica in certezza politica e morale, analizzando le fallacie logiche e i meccanismi retorici che caratterizzano parte della comunicazione mainstream. Un invito a distinguere tra evidenza, modello, scenario e decisione, per recuperare un approccio autenticamente critico e razionale a uno dei temi più importanti del nostro tempo.

Appunti su Peter Shor

Non ricordo esattamente il momento in cui ho incontrato Peter Shor. Ricordo invece con estrema precisione la domanda che mi è venuta subito dopo.