NOVITA'[2148]
[Libertà]
Dante associa 'libertà' e 'volontà': della libertà furono e sono dotate solo le creature intelligenti, gli uomini. Sta agli uomini usare questo dono: la libertà discende da un esercizio di volontà. Il poeta ci impegna a cercare la libertà, più che a definirla. La stessa idea di libertà ci chiama a non ridurre la libertà a un percorso, a una scuola di pensiero. Noi umani, quale che sia la situazione in cui ci troviamo, non abbiamo alibi: siamo chiamati a difendere, e tradurre in pratica quotidiana, il gran dono che ci è stato offerto.
Lavoro senza senso
Una visione meramente performativa e economica della vita e del lavoro ha progressivamente marginalizzato il senso stesso di lavorare. Dobbiamo smettere di considerare di trattare esaurimento e disengagement come patologie individuali e cominciare a riconoscerlo come segnale collettivo di un sistema che non è più umanamente sostenibile
Confederalismo Democratico e Filoponìa.
Un auspicio capace di porsi come punto di partenza di un cambiamento globale
CantIAmo
Per sdrammatizzare i bruttissimi tempi che viviamo, mi sono divertito a parafrasare un canzone. Ma nel divertimento ci sono questioni molto serie. Ad ogni modo, cantare è una forma di sopravvivenza.
La conoscenza come bene comune
Newton diceva di stare sulle spalle dei giganti. La sua era un'ammissione onesta: nessuna scoperta nasce dal nulla, ogni idea porta con sé il peso invisibile di chi l'ha resa possibile. La scienza, la filosofia, la letteratura funzionano così da sempre. Per accumulo, per trasmissione, per contaminazione tra tradizioni che non si sono mai chieste il permesso di parlarsi. Il sapere è per natura collettivo, relazionale, refrattario alla proprietà. Quello che Newton non poteva prevedere è che qualcuno avrebbe brevettato le spalle. Eppure è esattamente quello che è successo. Negli ultimi decenni si è costruita un'architettura legale, economica e istituzionale fondata sull'idea che la conoscenza si comporti come qualsiasi altra merce. Che si possa possedere, recintare, vendere. Che chi la controlla abbia il diritto di decidere chi può usarla e a quale prezzo. Questo saggio cerca di capire questa contraddizione e di nominare quello che, nonostante tutto, resiste ancora.
"Habeas mentem, habeas faciem" Un manifesto contro la manipolazione digitale
"Habeas mentem, habeas faciem" Per una democrazia libera dalla manipolazione digitale. Un manifesto firmato da 20 intellettuali e professori contro lo strapotere degli algoritmi nelle piattaforme social. «La guerra ibrida passa anche dalla disinformazione»
Tempus fugit
Ogni civiltà produce i libri che merita. La nostra produce libri sul tempo rubato.
Baby Boomer e Gen Z, naufraghi della stessa tempesta
Un invito alla collaborazione tra generazioni, a bordo della Stultifera Navis – A dispetto di ogni stereotipo generazionale!
Poseidone e Acquaman - Chi governa davvero l’acqua nell’era digitale?
di Luca Sesini e Beppe Carrella
Gorz – recensione
Enzo Miccoli, Virtualità e utopia concreta – il comunismo eretico di André Gorz, Mimesis, Milano 2025 è un libro che merita attenzione.
La scuola dopo l’AI
L’intelligenza artificiale non sta solo entrando nella scuola: sta cambiando il modo in cui riconosciamo la competenza. Oggi è possibile ottenere risultati corretti senza aver costruito davvero l’apprendimento. Ed è questo che mette in crisi il sistema.
Brain-Rot, Knowledge-Maxxing e generazione Zeta (GenZ)
Dietro il fenomeno del knowledge-maxxing si cela un desiderio di profondità, determinato anche dalla percezione di avere sprecato troppo tempo in pratiche superficiali online che hanno causato un declino intellettuale, causato da distrazione e incapacità a portare l’attenzione da qualche altra parte al di fuori dello schermo o di contenuti pensati per catturare l’attenzione e agire cognitivamente sulla testa delle persone.
Cǎonímǎ, o della parola obliqua
Nel 213 avanti Cristo Qin Shi Huang bruciò i libri. Nel 2026 un filtro algoritmico cancella un account. Nella tradizione cinese, dal Daodejing al cǎonímǎ dei netizen, la risposta è antica: la parola obliqua, che resta fuori dal raggio dei filtri e si diffonde quando il controllo si intensifica.
La forza del migliore argomento. Agire comunicativo e democrazia partecipativa nell’epoca degli algoritmi
L’obiettivo di questo contributo è da un lato quello di ricostruire i nuclei fondamentali della teoria dell’agire comunicativo, dall’altro, riflettere criticamente sulla sua centralità nel contesto delle società digitali, caratterizzate da una profonda ridefinizione della sfera pubblica.
Libertà è partecipazione
Non c’è nulla di più importante della Libertà e su questo credo che possiamo essere tutti d’accordo, ma è fondamentale comprenderne il vero senso e capire che quando si parla di Libertà s’intende qualcosa che deve appartenere a tutti indistintamente e, per questo motivo, è ovvio che, pure se può sembrare una contraddizione, non può esistere vera Libertà senza il rispetto delle regole.
Coscienza, simulazione, realtà (POV #31)
Anil Seth vs David Chalmers: Se l’esperienza soggettiva è il criterio del reale, cosa distingue una mente biologica da una simulata? Che cosa resta della coscienza quando la tecnologia rende plausibile vivere dentro mondi simulati, interagire con sistemi che parlano e decidono, delegare parti crescenti dell’esperienza a infrastrutture computazionali?
"Il mondo salvato dai ragazzini" di Elsa Morante
Libro da leggere e rileggere anche saltando qui e là, come suggeriva, parlando in generale, Daniel Pennac nell'elenco dei 'diritti del lettore' e che, dopo tanti anni, è ancora da tenere vicino a sé. È un regalo che Elsa Morante ha voluto farci.
Intervista ImPossibile a Carl Gustav Jung (IIP #31)
L’inconscio artificiale L’intelligenza artificiale riapre una questione che riguarda il rapporto tra immagini e psiche. Le hanno sempre avuto una funzione attiva, orientano il modo in cui pensiamo, attribuiamo senso. Carl Gustav Jung ha costruito il suo lavoro partendo da questa consapevolezza. La sua idea di inconscio collettivo introduce una dimensione condivisa, attraversata da forme ricorrenti che precedono l’esperienza individuale. Gli archetipi sono strutture che organizzano il modo in cui percepiamo e interpretiamo il mondo. Nei sogni, nei miti, nelle narrazioni, queste forme riemergono e danno direzione ai processi interiori.
L'obolo della macchina. Genealogia della token economy fra Simonide, Tartu e Kyōto
l saggio propone una genealogia della cosiddetta token economy dei grandi modelli linguistici, mostrando come il concetto contemporaneo di unità minima di elaborazione e fatturazione linguistica discenda, a distanza di tre millenni, dalla logica economica dell'obolòs greco arcaico, lo spiedo di ferro impiegato come unità di peso e scambio prima dell'invenzione della moneta coniata. L'argomentazione si articola in cinque tempi. Una ricostruzione dell'ars memoriae occidentale, da Simonide di Ceo fino a Paolo Rossi, serve a collocare le attuali architetture di memoria artificiale nella lunga tradizione delle mnemotecniche. Un'analisi etimologica della catena obolo-dracma-talento fornisce la metafora-ponte per leggere il token come spiedo digitale. Una distinzione fra i tre strati della token economy, tecnico, economico e comportamentale, mette in luce la continuità di funzione fra il gettone skinneriano di Ayllon e Azrin e il token contemporaneo. Un confronto fra il palazzo mnemonico della tradizione occidentale e il basho della Scuola di Kyōto rivela la scelta implicita dei progettisti dei sistemi di memoria artificiale. Una chiusa restituisce la questione al territorio del sapere organizzativo.
Why the flesh‑and‑blood shrew will always beat the plastic one
AI calculates gravity. Newton stares at an apple. AI analyzes screen time. The parent bans the phone and stares at their own. AI computes a carbon footprint. The human flies to Dubai with a cup of organic yoghurt in hand. AI keeps its tone. The human shares empathy and yells at the receptionist. AI recommends sleep. The manager sends an email at 00:47. AI optimises consumption. The minimalist keeps a warehouse of gadgets at home. AI learns from mistakes. The human repeats them with even greater confidence. AI is logical. The human is a paradox with charisma. AI has data. The human has ego. And that’s why this match will never be won by the plastic head. The real menace is flesh and bone,because it wields chaos as a weapon. And that is the only place where it’s still possible to live, at least a little.