NOVITA'[1416]
Di là dal feed e tra i cavi
Ricevo e pubblico una lettera mandatami dall’Algoritmo
Non si discute con le macchine. O la catastrofe morale dei computer scientist
L'esigenza primaria nell'azione politica e culturale oggi necessaria consiste nell'evitare di stare al gioco che impone a tutti di parlare con la macchina, di guardare alla macchina, di considerare centrale nella nostra vita l'interazione con la macchina. Ciò che è necessario oggi è l'abbandono di queste vie di fuga, ed il ritorno invece a guardare il faccia gli altri esseri umani senza mediazioni macchiniche. Il primo interlocutore con cui è necessario oggi parlare e discutere, lungi dall'essere una macchina, è un umanissimo essere: il creatore di queste macchine. Il computer scientist. Del suo operato dobbiamo discutere. Con lui dobbiamo discutere, richiamandolo alla responsabilità del suo agire.
La gratitudine può essere la via che conduce alla filantropia del domani?
Una riflessione sul possibile ruolo della filantropia nell'era della nuova tecnologia per riscoprire il ruolo della gratitudine.
L’Itinerario Stultifero: Filosofia e poetica del percorso compiuto e da compiere
Viviamo in un'epoca che celebra il tempo sempre presente (il presentismo) la velocità, l'istantaneità, la simultaneità. Il web promette di darci tutto e subito, di connettere ogni cosa con ogni cosa, di eliminare la distanza tra domanda e risposta. Ma questa promessa nasconde una minaccia: la perdita della lentezza, della riflessione, della profondità, della sequenzialità, della trasformazione. Se tutto è equidistante, se ogni contenuto vale quanto ogni altro, se ci viene sempre più spesso segnalato da algoritmi e Chatbot fuori del nostro controllo, se possiamo saltare da qualunque punto a qualunque altro punto, perdiamo la dimensione del cammino. Ogni itinerario è una pratica umanista L'itinerario è una forma di resistenza L'itinerario, è una forma di ospitalità intellettuale: Ma è anche una forma di speranza.
Il sacrificio nascosto. Cronaca invernale di una pietas residuale.
In una notte dicembrina, mentre l'Occidente maschera il suo vuoto con fraternità natalizia ipocrita, un caregiver esausto rivela il suo martirio occulto: vita annullata da gesti corrosivi; amore come croce vincolante; isolamento che rende trasparenti. Contro l'egolatria moderna che esalta autonomia illusoria e delega il dolore, questa pietas residua denuncia l'hybris di una civiltà indifferente, trasformando il sacrificio in resistenza quotidiana all'abbandono collettivo.
Una mente in comodato d'uso?
Alcune delle distopie più note, nel mondo della letteratura e del cinema, erano ambientate in un futuro che i loro autori avrebbero potuto conoscere, ma non è stato così. George Orwell avrebbe avuto 81 anni nel suo “1984”, ma se ne è andato nel 1950, due anni dopo aver scritto il celebre romanzo. Philip Dick scrive nel 1968 “Il cacciatore d’androidi”, da cui è stato tratto il film “Blade Runner”, lo ambienta nel 1992, ma muore dieci anni prima. Fritz Lang era invece sicuramente certo di non sopravvivere al futuro immaginato per il suo celeberrimo “Metropolis”, che aveva scelto di ambientare a cento anni esatti dalla scrittura della sceneggiatura. Questo, tuttavia, non vale per noi, anche se di quel 2026 abbiamo visto, per ora, solo sette giorni…
The Laws of Humanity the Future Cannot Break
These laws are biological, psychological, and historical constraints. The Sixth Great Transition magnifies violations faster than any era before it. Systems that ignore these laws do not fail slowly. They fracture suddenly. Polyintelligence is not a leadership upgrade. It is the minimum viable intelligence architecture that respects human limits under acceleration. The future will not belong to those who move fastest. It will belong to those who remember what cannot change.
Il Caso del Baule Censurato
Una nuova avventura di Sherlock Holmes sulla Stultifera Navis. Il protagonista narratore è il Dott. John H. Watson, ma a scrivere non è stato lui. L'autore, dopo avere scritto il primo racconto già pubblicato, ci ha preso gusto e lo farà ancora. Questa volta ha coinvolto Holmes facendolo viaggiare nel tempo insieme al suo fidato Watson, introducendolo all'uso dello smartphone, a Internet, alle IA e al digitale, per poi imbarcarlo sulla Stultiferanavis, in modo che potesse provare a risolvere il nuovo caso con la nave al centro. L'incidente su cui Holmes, come sempre, ha applicato il metodo investigativo deduttivo, che lo ha reso famoso, portando alla soluzione, se così si può chiamare, del caso, ha riportato la serenità a bordo della nave ma anche la consapevolezza che non tutto è come ci si immagina, appare o ci si racconta.
La sobrietà dei giganti: modelli di sostenibilità sociale ed economica a Brobdingnag
la sostenibilità analizzati con gli occhi di Gulliver 2
Piccoli uomini, grandi sprechi. L’insostenibilità del potere a Lilliput
la sostenibilità analizzati con gli occhi di Gulliver 1
Comunicare per rigenerare: il ruolo della sostenibilità digitale nella comunicazione
La sostenibilità digitale nella comunicazione è un campo ancora giovane, ma in rapida evoluzione. Servono nuove competenze, nuovi strumenti, nuove domande. Come misuriamo l’impatto di una campagna? Come bilanciare visibilità e sobrietà? Come formare i team su questi temi? La sostenibilità digitale non è un vincolo creativo, ma un’opportunità narrativa. Comunicare in modo sostenibile significa scegliere di generare valore, non solo visibilità. Significa costruire relazioni più sane, ambienti più inclusivi, messaggi più autentici.
Frankenstein e l’algoritmo: etica e sostenibilità nell’era digitale
Frankenstein ci ricorda che la tecnologia guidata dall’ambizione senza etica, può trasformarsi in qualcosa che ci sfugge, che ci ferisce, che ci divide. Ma ci offre anche una speranza: quella di ripensare il nostro ruolo di creatori, non come semplici innovatori, ma come custodi del futuro.
Il tempo umano come metrica etica della trasformazione digitale
La vera innovazione non è quella che ci rende più veloci. È quella che ci rende più presenti. Perché il futuro è umano-centrico. O non sarà.
Dal “pollo di Trilussa” alla sostenibilità digitale: perché i numeri sono necessari ma non bastano
Trilussa ci ricorda che la media può nascondere la realtà.
Una bufala teatrale che da diciassette anni gira in rete
Da diciassette anni è in rete una bufala assurda, che vorrebbe Luchino Visconti regista della commedia 'L'intervista' di Natalia Ginzburg quando era morto da più di dieci anni e Laurence Olivier regista della stessa opera da morente, tre anni dopo essersi ritirato dalle scene.
Scrivere a mano. Arte, ovvero tecnica
Tornare oggi a scrivere a mano , o almeno il tenere vivo nella memoria quel gesto puro e libero. Considerare la tecnica come arte. Distinguere la tecnica dalla tecnologia. Tre antidoti. Tre modi di contrastare l'estrazione di valore dall'agire umano. Tre modi per riavvicinarci alla consapevolezza del nostro agire virtuoso orientato alla conoscenza.
La Ragione nell'epoca del suo discredito
Ha ancora senso coltivare l'arte del ragionare bene quando il mondo premia sistematicamente chi ragiona male?
Governance etica dell’AI e Risk Management ESG nel 2026
Come cambia la gestione del rischio nell’era della sostenibilità digitale ...
Prometeo e Iron Man: il fuoco digitale e la sfida della sostenibilità
Il futuro è nelle nostre mani Prometeo ci ha donato il fuoco. Iron Man ci ha mostrato come usarlo con intelligenza. Ora tocca a noi: trasformare il digitale in alleato della sostenibilità, e non in nemico invisibile. Il cloud può essere il nostro reattore Arc, se alimentato da energia pulita e guidato da coscienza ecologica.