NOVITA'[2536]
Può una guerra essere 'giusta'?
Nel 2003 speravo che nell'intimo della coscienza dei leader la domanda "avremo fatto la cosa giusta?" fosse sempre presente. Su quella speranza ero probabilmente troppo ottimista. Resta però che la domanda continuano a doverla porre in pubblico, e che nessuno di loro può permettersi di rispondere che non è pertinente.
The supremacy of the 1%: its ideology
How a simplistic, if not utterly stupid, ideology gradually dominated the American psyche. The madness started well before trump This is the unpublished explanation (big part of Haine Froide) The progression of "the madness" has been slow at the beginning but it is now exploding as Trump has associated with Putin and Netanyahu . Removing Trump will not be enough : the foundations are rotting if not rotten
Non esistono modelli neutri
Un LLM non pensa: comprime e restituisce, in forma probabilistica, il corpus su cui è stato addestrato.
Dalla memoria alla conoscenza. L'uso consapevole dell'intelligenza artificiale.
Una parola dimenticata, una filastrocca imparata alle scuole medie, il ricordo frammentario di un racconto letto quasi sessant'anni fa. Da questi indizi prende avvio una ricerca che diventa l'occasione per riflettere sul rapporto tra memoria, conoscenza e intelligenza artificiale. L'articolo mostra come un uso consapevole dell'IA possa affiancare il pensiero umano nella ricerca, nella verifica delle fonti e nella ricostruzione della memoria, senza mai sostituirsi alla curiosità, allo spirito critico e alla cultura di chi la utilizza.
L'intelligenza artificiale morirà di fame?
Più diventa efficiente, più divora ciò di cui si nutre
La riappropriazione del senso comune come ipotesi per una diversa egemonia
Un'analisi gramsciana del senso comune nellera di Trump Gramsci viene riletto come chiave per comprendere la battaglia contemporanea sul senso comune, terreno che la destra ha saputo occupare separando l’egemonia dal suo fondamento di classe. Il testo propone di rovesciare questa appropriazione attraverso un uso critico di Debord, del détournement e dell’Intelligenza Artificiale generativa come strumenti di intervento culturale. L’obiettivo della ricerca è mostrare come una diversa egemonia possa nascere solo dal passaggio dal senso comune al buon senso, dalla produzione simbolica all’organizzazione politica.
Le due ali dell’anima [5]
Ho sognato che la vita fosse gioia. Mi sono svegliato e ho visto che la vita era amore. Ho agito, ed ecco, l’amore era gioia.” — Rabindranath Tagore
Alla ricerca del τί ἐστί: la lezione dell'Eutifrone
Odio gli ipocriti
L’IA possiede anche i luoghi della democrazia?
Sulla proprietà dei mezzi della deliberazione
Scrivere con due linguaggi
Nasciamo ‘all’interno’ di una madre lingua. Ma scegliere la lingua tramite la quale esprimersi è una opzione sempre aperta. Scopriamo ‘chi siamo’ e riusciamo a parlare di ‘cosa vediamo’ passando da una lingua all’altra. In questo articolo si giustappongono l’italiano, lingua madre, e l’inglese, lingua profondamente conosciuta e vissuta. Lingue differenti portano alla luce in modi differenti poesia e culture. E ogni lingua naturale usata contribuisce alla personale ‘lingua’ di ognuno di noi.
Ceuta, Migranti e Narrazioni: l'ipocrisia del partitismo
Per comprendere un fenomeno molto più complesso è il caso di mettere insieme una serie di fatti verificati da dati e documenti. I fatti ancora esistono, al di là delle narrazioni che ormai sovrastano la realtà fattuale perchè molto più efficaci per cercare consenso.
L’astrazione che ci separa da noi stessi
Dalla Fondazione di Asimov al vibe coding: quando l'astrazione smette di essere uno strumento per la comprensione e ne diventa un sostituto.
Dal sapere al credere di sapere
Non tutto ciò che sappiamo è conoscenza. A volte è soltanto la convinzione di sapere. Una riflessione sul pensiero critico, sui bias cognitivi e sul valore del dubbio.
Dati insufficienti - Note diacroniche
Riflessione breve (...estiva)
OpenAI / Hugging Face: l'attacco hacker che ha fatto tremare il Mondo era davvero così clamoroso e pericoloso?
Il 21 Luglio esplode la notizia che un Ai avanzata in fase di addestramento da parte del noto colosso OpenAi avrebbe sferrato un attacco hacker a un'altra società riuscendo a prendere il controllo: uscire dal sistema di contenimento informatico all'interno del quale venivano eseguiti dei test di addestramento per poi attaccare i server di una terza società con un successo che ha mandato in tilt l'immaginazione sulla cybersicurezza violata. Per effetto, nelle 48 ore successive si sono rincorsi diversi resoconti. Alcuni ispirati da logiche di interventismo nella sicurezza che tuttavia non paiono aver interpretato correttamente i fatti. Avendo all'opposto dimostrato una volontà di esagerare, nell'ottica di sfruttare il panico e la paura associata all'Intelligenza Artificiale, arrivando a colpevolizzare in maniera inquisitoria e indiscriminata tutti i protagonisti della vicenda. Trasformata nell'ennesimo campanello d'allarme prima dell'ormai tanto profetizzato punto di non ritorno. Senza tralasciare, con realismo e razionalità, che i fatti sono senza ombra di dubbio interessanti e meritevoli di essere studiati con metodo scientifico, svolgo alcune riflessioni per cercare di capire cosa sia realmente successo e se veramente si é trattato di qualcosa di così incredibile e/o ingestibile come i soliti guru della sicurezza anti-Ai si sono affrettati da subito a dichiarare. Forse con un non nuovo eccesso di allarmismo per promuovere se stessi invece del presunto pericolo.
Tra luci e ombre [4]
Violence and the Crisis of Accountability
“I killed him,” President Trump stated, and then asked, “Did I do you a favor?”