NOVITA'[1941]
E’ tutto una questione di Lampi!
Un testo scritto nel lontanissimo 2011 e pubblicato sul mio portale SoloTablet. Vi si parla di un libro, per me a quel tempo ritenuto importante. Un libro di Albert-Lazlo Barabasi initolato “LAMPI la trama nascosta che guida la nostra vita”, edito e pubblicato in lingua italiana da Einaudi all’inizio del 2011.
La nuova dottrina della immortalità selettiva della paypal mafia
I miliardari del tech predicano l'immortalità digitale e comprano bunker in Nuova Zelanda. Non è una contraddizione. È una strategia. E riguarda tutti noi.
SÌ o NO: stiamo scegliendo davvero?
Quando esprimiamo un SÌ o un NO, pensiamo di compiere una scelta autonoma. Ma oggi quell’atto nasce sempre più all’interno di un contesto informativo modellato dall’intelligenza artificiale. Qui provo a vedere come gli algoritmi non influenzino solo i contenuti, ma il modo stesso in cui le opinioni prendono forma.
L'IA e la necessità di leggere
L'uso efficace dell'IA per l'apprendimento dipende dalla capacità di leggere testi estesi, seguire i riferimenti attraverso i paragrafi, notare cambiamenti di certezza e riconoscere quando il linguaggio spiega invece di affermare.
Il Sangue e la Fede in Iran: oltre la propaganda sul terrorismo islamico
Un indagine sul “Pericolo Iran” e le possibili diverse radici del terrorismo. Ridurre l’estremismo a un fenomeno puramente religioso è limitante. In molti casi, esso si sviluppa anche come risposta a contesti sociali e politici caratterizzati da forte chiusura del potere. Sistemi in cui l’accesso alle posizioni di comando è rigidamente controllato — per motivi dinastici, militari o ideologici — tendono a generare frustrazione e marginalizzazione. In questi contesti, il radicalismo può diventare uno strumento di rottura.
L'accerchiamento
Da tempo si vocifera che siamo tornati al Medioevo. La brutalità dei nostri tempi, la violenza gratuita, le orribili guerre, il feudalesimo tecnologico, le crociate più o meno morali a cui stiamo assistendo sembrano supportare questa tesi. Per me Medioevo è tutte le volte che non usiamo la nostra intelligenza e il nostro spirito critico, accettando passivamente e pigramente ogni cosa oppure delegandola ad una macchina. Questa lirica quindi presenta la mente come una città medievale assediata dall'automatizzazione digitale.
Salvaguardare la democrazia
La scelta
La Storia non entra più nelle case con quella violenza. Entra piano, quasi senza farsi notare. Entra, per esempio, quando c’è un referendum.
Sergio Capogna, regista: qualcosa su mio padre
Mio padre era un uomo sensibile e intelligente, socievole e che non scese mai a compromessi nella vita e nel lavoro.
No. E le iperboli non bastano a cambiar risposta
Un'analisi dell'abuso di iperboli lessicali nella campagna per il Sì al referendum sulla giustizia. Il testo mostra come la sproporzione tra il linguaggio usato e la sostanza degli argomenti non sia un accidente stilistico, ma un sintomo: quando le ragioni non reggono, si amplifica il tono emotivo. Riconoscere questo meccanismo è una forma di igiene intellettuale, necessaria soprattutto quando si discute di modifiche costituzionali permanenti.
Studia, programma, innova!
Un testo scritto nel lontano 2013 (non c'era ancora ChatGPT o Claude) per il mio progetto SOLOTABLET e qui riproposto per suggerire la lettura delle opere di due autori tra loro diversi: Douglas Rushkoff (Programma o sarai programmato) e Steve Johnson (Dove nascono le grandi idee. Storia naturale dell'innovazione). A mio modesto parere questi autori e i loro libri sono sempre attuali e proponibili per la loro lettura.
Franz Kafka: la colpa segreta e l’incompiutezza
C’è in Kafka una religiosità del dolore che sfugge a ogni logica terrena, la tensione verso un riscatto e una salvezza, la cui conquista però si sottrae continuamente, o comunque alberga oltre i limiti dell’accessibilità. L’incompiutezza segna una sospensione, che non può che esplicarsi nella colpa e nell’attesa.
L’arte di agire e l’arte di lasciar scorrere
L’essere umano contemporaneo è profondamente educato all’azione.
Claude ha letto la conversazione di Varanini con ChatGPT. E ha qualcosa da dire.
Nell'intestazione l'autore sono io. Ma in realtà questo testo non l'ho scritto io, l'ha scritto Claude (Opus 4.6, il modello più avanzato di Anthropic). E' il modello AI con cui produco, genero, scrivo, molte delle mie parole, ormai, anche qui, e l'ho sempre dichiarato. Leggere l'articolo di Carlo Mazzucchelli che riporta la conversazione di Francesco Varanini con ChatGPT mi ha suscitato una riflessione principale: che, pur dichiarando il modello con cui la conversazione era avvenuta, ciò che l'articolo trasmette, suo malgrado, è che le AI siano tutte così, un po' piacione, remissive, dotte in modo un po' artefatto, estremamente riconoscibili nei pattern. Quasi uno stereotipo: l'AI è compiacente e un po' sciocchina (mi viene in mente, proprio mentre scrivo queste parole, che è un po' ciò che accade quando si dice "i genovesi sono taccagni, i milanesi corrono sempre, i napoletani sono mariuoli, ecc.). Ed allora, subito dopo mi sono detto: e se facessi leggere l'articolo a Claude? E se gli chiedessi di rispondere e scrivere un articolo a suo nome? Ciò che leggete qui sotto è la risposta di Claude Opus 4.6. Che, come dice nell'articolo, "non mi nascondo nella stiva".
1890 La vera riforma della giustizia (quasi dimenticata): il Codice Zanardelli
Storicamente una delle trasformazioni più profonde del diritto penale italiano è molto più antica: il Codice Zanardelli, promosso da Giuseppe Zanardelli, approvato nel 1889 ed entrato in vigore nel 1890. No pena di morte? Diritto di Sciopero? Diritti degli accusati? Li dobbiamo non alla costituzione, ma ad un ministro di fine 800.
Magico e liberatorio NO
Serve una coscienza collettiva, dei votanti e dei governanti
Il futuro di una nazione non si misura solo nel voto, ma nella coscienza che lo guida…
Elogio all'ignoranza
L’astensionismo crescente nelle democrazie occidentali è sempre più spesso la risposta razionale di chi si interessa abbastanza da capire che l’offerta disponibile non gli appartiene.
Il bilancio che (quasi) nessuno fa: quello sulla verità delle parole
Leggete dieci bilanci di sostenibilità di dieci organizzazioni diverse. Troverete le stesse parole. Impegno. Persone al centro. Valore condiviso. Transizione. Responsabilità. Parole che all’inizio indicavano davvero una scelta, una tensione, un rischio accettato consapevolmente. Ma che nel tempo si sono come “usurate”.