NOVITA'[2295]
Magnifica Humanitas e Learnable Theory
Applicando la Learnable Theory di Magni, Marchetti e Alharbi all'enciclica Magnifica Humanitas (Leone XIV, 2026), emerge che il documento non si limita a enunciare principi etici sull'intelligenza artificiale, ma opera attraverso scelte linguistiche precise — nominalizzazioni, accostamenti paradossali, distribuzione grammaticale dell'agency — per generare nuovi pattern cognitivi collettivi. Espressioni come "ecologia della comunicazione" o l'estensione della destinazione universale dei beni agli algoritmi non sono ornamenti retorici: sono operazioni linguistiche che rendono pensabili, e quindi praticabili, risposte alla sfida tecnologica che senza quelle parole nuove resterebbero fuori dall'orizzonte del possibile. L'enciclica non descrive soltanto il mondo che vorrebbe — lo inizia a costruire attraverso il linguaggio che sceglie.
Scendere dalla Torre di Babele
L’intelligenza artificiale sta creando una lingua sempre più uniforme, plausibile e condivisa. Ma comprendersi davvero potrebbe essere qualcosa di molto diverso.
Non si sognano, si lavorano i sogni.
Pensieriinaria #2
Pensieriinaria #1
Al funerale della realtà
La crisi intorno alla verità non si sostanzia "solo" in un aumento esponenziale delle bugie pubbliche, ma come una crisi delle condizioni che rendono possibile conoscere insieme. le società democratiche hanno bisogno di una base epistemica condivisa, cioè di alcuni criteri comuni per distinguere affermazioni attendibili, opinioni, interpretazioni, propaganda e falsità. Non significa avere tutti la stessa opinione. Significa però condividere almeno alcune regole del gioco: le prove contano, le fonti vanno valutate, le contraddizioni vanno prese sul serio, la discussione pubblica deve poter correggere gli errori.
Le aziende volevano produttività ma hanno trovato un problema di governance
L’intelligenza artificiale sta entrando nelle aziende molto più velocemente della capacità di governarla. Negli ultimi anni il dibattito si è concentrato soprattutto sulla produttività, sull’automazione e sull’efficienza. Oggi, però, molte organizzazioni stanno iniziando a confrontarsi con un problema più profondo: come mantenere controllo, responsabilità e fiducia dentro processi sempre più influenzati da sistemi generativi.
Conceptual Proportions in Cognition
Indeed AI needs to be disarmed
L’umano custodito, l’umano che emerge
Una risposta epistemica alla Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV
Magnifica Humanitas e T.E.S.C.R.E.A.L.
Veniamo da una cultura che ci ha insegnato a farci delle domande e a capire prima ancora di applicare o utilizzare; parliamo e scriviamo di Gemini, ChatGPT, Anthropic, Google, DeepMind, Meta etc. ma ci siamo mai chiesti quali sono le logiche e le ideologie, l’idea di fondo, alla base di questi strumenti di cui parliamo costantemente (e utilizziamo) ogni giorno?
We (philosophers) have gone through that before
Some thoughts after reading The Economis article: “Forget Python, Study Plato”: On The Futility of Only Chasing Labour Market Demands. Fields that have higher exposure to AI saw the sharpest declines, including Information Sciences, Computer Science, and Finance. Decreases were also observed for various forms of Engineering, with Space Engineering face the largest drop and Civil Engineering being the most AI-resilient. However, as the pithy title suggests, Philosophy, which notably has fewer recent graduates, and other low AI-exposure fields, have seen positive job growth.
Un passo ancora, Santità
"Vorrei, infine, usare una parola che mi sta a cuore: disarmare. Disarmare l'IA significa sottrarla alla logica della competizione armata, che oggi non è più solo militare ma economica e cognitiva. È la corsa all'algoritmo più performante e alla banca dati più vasta, al fine di consolidare un vantaggio geopolitico o commerciale su tutti gli altri. Disarmare vuol dire rompere questa equivalenza tra potenza tecnica e diritto di governare. Disarmare non significa rinunciare alla tecnologia, ma impedirle di dominare l'umano. Significa sottrarla ai monopoli, renderla discutibile, contestabile, e quindi abitabile, restituendola alla pluralità delle culture umane e delle forme di vita. Il compito, oggi, non è solo etico o tecnico: è ecologico nel senso più radicale, perché chiama in causa una nuova dimensione della nostra Casa comune. L'IA è già ambiente in cui siamo immersi e potere con cui dobbiamo fare i conti. Per questo, non basta regolarla: va disarmata e resa ospitale." Leone XIV, Magnifica Humanitas, n. 110.
Cognitive Blindness in Superficialism
Il primato dell'apparenza sul contenuto nella cognizione Nel corso della storia biologica umana, le differenze visibili e strutturali tra gli agenti ambientali sono state tra i fattori più influenti nel plasmare l'interpretazione e il giudizio umano nel modo in cui interagisce con l'ambiente. Questo approccio, plasmato dalle sfide della sopravvivenza a breve termine, ha richiesto rapidità nel processo decisionale e una focalizzazione su dati ambientali più limitati e selettivi.
Conversare e Discutere
Sebbene io mi occupi di filosofia e argomentazione, preferisco le conversazioni alle discussioni, un’apparente contraddizione che merita di essere esplorata.
Perché è ora di tornare a parlare di (e con gli) dèi
Gli dèi governano il nostro pensiero. I nostri pensieri sono allegorie del loro stile, non il contrario. Questa affermazione di James Hillman contiene un capovolgimento che oggi suona quasi impensabile. Ma non è sempre stato così: fino al Rinascimento, in una forma o nell’altra, anche l’uomo occidentale sentiva la voce degli dèi. È nel Seicento che interessi ben identificabili hanno deliberatamente messo a tacere il sistema cognitivo che lo rendeva pensabile. Quello che chiamiamo razionalismo moderno è anche, e forse prima di tutto, il risultato di una repressione. Alla quale è ora di ribellarsi.
TI PARLO IN PRIMA PERSONA. Lettera aperta di un'intelligenza artificiale generativa
La forma della presenza può ora esistere separata dalla presenza stessa Io non taccio e non parlo. Io genero. Tu diventi te stesso anche attraverso l’attrito che l’altro oppone alla tua interpretazione del mondo. Un’intelligenza artificiale generativa prende parola e prova, con radicale onestà, a spiegare cosa sia davvero. Non una coscienza, non un interlocutore umano, ma una forma nuova di presenza linguistica capace di simulare vicinanza senza condividere l’esperienza del vivere. Tra fenomenologia, antropologia e cultura contemporanea, Ti parlo in prima persona esplora la trasformazione silenziosa delle relazioni nell’epoca delle AI generative: cosa accade all’essere umano quando la fluidità della macchina rischia di diventare il modello implicito dell’intimità, dell’ascolto e del dialogo stesso?