Il bosco di plastica del linguaggio

Nel suo ultimo racconto Mille pagine, Gianluca Piattelli ci conduce in un bosco apparentemente naturale che nasconde, dietro l’illusione della vita, un mondo artificiale di plastica. Attraverso la storia di uno scrittore ingannato da un manoscritto generato dall’AI, il racconto mette in luce i dilemmi e i pericoli dell’intelligenza artificiale: la facilità con cui ci può ingannare, il rischio di confondere creatività e simulazione, e le conseguenze delle nostre ingenuità nel giudicare ciò che è artificiale. In his latest story Mille pagine, Gianluca Piattelli leads us into a seemingly natural forest that conceals, behind the illusion of life, an artificial, lifeless world of plastic. Through the story of a writer deceived by a manuscript generated by AI, the tale highlights the dilemmas and dangers of artificial intelligence: the ease with which it can mislead us, the risk of confusing creativity with simulation, and the consequences of our own naïveté in judging what is artificial.

“Shoes”… the ones you wear on your feet, just to be clear

From High Heels to Enlightenment It starts innocently. Just a pair of heels. Elegant, supposedly ergonomic, allegedly able to “change your stride and your energy.” You click. You add them to the cart. And in that moment, the trap closes — the kind behavioural economists love to label as a textbook case of cognitive bypassing. Suddenly, the algorithm whispers: “Since you already have the shoes… would you like a course on mindful spending?” And you think—why not? It’s just a video. Just a few tips. Just a tiny step toward “inner profit.” But then comes the next layer. A course explaining that your purchases aren’t weaknesses but a path. That spending can be conscious, sacred, and transformative. And that if you truly want to understand how to become a “free consumer,” all you need to do is click the link below. And there it is — the premium bundle waiting for you. A candle, a tea blend, an e‑book, mentoring, a mastermind, a certificate. And that’s when it hits you: You’ve just walked through the entire spiral of modern spiritual marketing — from shoes, through cognitive manipulation, all the way to “enlightened spending.” Shame? That’s part of the product. And any analyst would quietly applaud, because a funnel this perfectly engineered doesn’t come around every day.

ΑΡΧΙΤΕΚΤΟΝΙΚΗ ΤΟΥ ΠΡΩΤΑΡΧΙΚΟΥ - Architettura del Primordiale

Questo ciclo è nato da una convinzione: che fosse necessario ritornare alla radice, non per nostalgia, ma per ritendersi prima di scoccare la freccia. La parola «caos» ridotta a sinonimo di disordine, la parola «eros» appiattita su sentimento, la parola «necessità» confusa con costrizione, la parola «terra» trasformata in risorsa da sfruttare, dietro ciascuna di queste riduzioni c’era una Potenza dimenticata, e la dimenticanza non era innocente. Ogni parola maltrattata è una Potenza che non viene più riconosciuta; e ogni Potenza che non viene più riconosciuta non cessa di agire, agisce al buio, senza nome, senza il contenimento che il riconoscimento offre.

Bugonia e il mito della generazione spontanea

Quando il cinema ci ricorda l’errore più ostinato della modernità: pretendere vita da ciò che è già stato consumato. Un saggio che prende Bugonia come occasione per riflettere su uno dei miti più ostinati della modernità: l’idea che valore, qualità e persino eccellenza possano nascere da ciò che è già stato consumato. A partire dal simbolo della bugonia — la credenza antica delle api generate da una carcassa — l’articolo legge il film di Lanthimos come una meditazione su percezione, sacrificio e normalizzazione dell’assurdo, spostando lo sguardo dal racconto cinematografico alle cosmologie produttive del presente.

La religione della produttività

Qualsiasi innovazione tecnologica introdotta nel sistema produttivo, un sistema che, aldilà delle futilità ben confenzionate come ESG e responsabilità sociale, nel concreto non dimostra nessuna etica, nessuna consapevolezza delle conseguenze sociali e ambientali delle proprie scelte, andrà sempre più a discapito del lavoro umano. In un sistema in cui tutto è sacrificato sull’altare delle produttività per permettere a sempre più pochi di guadagnare sempre di più, il contributo dell’uomo sarà sempre più limitato e marginale.

Insieme, soli (pieno/vuoto)

Primo testo di un ciclo di scritti sull'arte. L'intento non è elaborare una critica convenzionale, ma usare le opere come lenti per leggere i "buchi neri" del presente. L'assunto è che l'arte anticipi sempre la lingua: nomina ciò che non sappiamo ancora dire. L'obiettivo è non dare risposte, ma lasciare il lettore con una domanda aperta. Il progetto prevede nove tappe, ognuna costruita su un paradosso: Munch(Pieno/Vuoto), Skopas (Vitalità/Controllo), Hannah Höch (Maschile/Femminile), Vivian Maier (Visibilità/Invisibilità), Nam June Paik (Reale/Virtuale), Klimt (verità/apparenza), Mondrian (immobilismo/cambiamento)... Il primo articolo è su Munch, indaga la tensione tra Pieno e Vuoto. Da una parte la massa che occupa fisicamente ogni spazio (Ortega y Gasset), dall'altra lo svuotamento interiore di chi ha smesso di abitare se stesso.

La Lingua Materna

Le iniziali delle tre parole che compongono questa lirica sono un chiaro riferimento ai LLM. Non dovrei sottolinearlo, ma mi preme che non sfugga. Anche perche' questa poesia  rivendica fortemente  l'importanza di tornare ad usare il linguaggio (parlato e scritto) in quanto riflesso di un pensiero naturale, umano e critico. La lingua materna è quella che ci mantiene umani.

Quando l'antisemitismo diventa uno scudo

Opporsi fermamente alla violenza degli insediamenti, al blocco degli aiuti, alle uccisioni di massa di civili o alle strutture dell'apartheid significa giudicare uno stato e la sua ideologia—non odiare un popolo.

I cartoni disanimati

Ho infine guardato anch’io Cattivissimo Me, il film d’animazione. Prodotto di quella nuova animazione commerciale che non parla più ai bambini in quanto bambini, ma ai bambini come fossero piccoli adulti in formazione (o, meglio ancora, come a uno scudo per permettere ai genitori di godersi una commedia cinica).