La Festa del Lavoro su di Sé

Il lavoro su di sé è il riconoscimento di sé stessi come soggetti. Ogni altra forma di lavoro, ogni manifestazione del lavoro, è una prosecuzione, una espansione, una ripresa, una conseguenza, di questa prima forma di lavoro: il lavoro su di sé. In questa prima forma, è presente ogni aspetto di ciò che chiamiamo lavoro. La bellezza, il piacere, la fatica, la tensione verso lo scopo. La società si fonda su questo: sullo scambio di lavori finalizzati alla costruzione di soggetti. Soggetti in grado di fornire un contributo autonomo alla costruzione della società. Senza autonomia del soggetto non c'è società degna di questo nome. Il potere, l'autorità nociva, consistono in fondo in questo: nel tentativo, portati avanti da soggetti umani, di impedire ad altri umani di sviluppare la propria soggettività. Nel momento la necessità stessa del lavoro, ridefinito dalla presenza di macchine, sembra in discussione, conviene tornare alle radici del lavoro umano, al suo senso profondo. Il lavoro che merita di essere festeggiato è il lavoro su di sé. La ricerca di sé come soggetto.

Verità/Approvazione

Gustav Klimt, 'Nuda Veritas', 1899. Stultifera Navis non pubblica immagini, e con questo articolo quella scelta acquista un peso diverso dagli altri: l'opera che vi porto non viene osservata, vi osserva. Costruitela dentro di voi prima di andare avanti. Una donna è in piedi, frontale, immobile.... Nel 1897 Gustav Klimt esce dalla Künstlerhaus, l'associazione ufficiale degli artisti viennesi, insieme ad altri diciotto artisti, e fonda la Secessione con un motto preciso: Al tempo la propria arte, all'arte la propria libertà.

Valzer, lambrusco e libertà

“Valzer, Lambrusco e Libertà” è un evento progettato insieme all’Assessora alla Cultura del Comune di Castelvetro di Modena, all’interno della rassegna “Sguardi dell’Emilia”, promossa insieme ai Comuni di Spilamberto e Castelnuovo Rangone. Svoltosi il 18 aprile 2026. Questo piccolo momento di riflessione ci ha per qualche istante liberato dalle cupezze della guerra e da un futuro nel quale ci sembra di essere dei burattini manipolati da altri.

Dal corpo al cervello

Nel Novecento si studiavano i muscoli. Oggi si studia la mente. Domani si misurerà la ricchezza — o la sua assenza QUANDO L’INDUSTRIA GUARDAVA IL CORPO NACQUE IL BOOM ECONOMICO Prima si contavano movimenti. Oggi si contano decisioni. Domani si conteranno gli effetti. Un libro del 1931, trovato per caso in una mattina di Primo Maggio, racconta un’industria che studiava il corpo del lavoratore per costruire prosperità. Oggi l’industria osserva il cervello. Il passato ha generato un boom economico. Il futuro resta una domanda aperta.

Why bad leaders are not leaders

That is why “bad leadership” is too weak for some political behaviour. Corruption, intimidation, institutional vandalism, attacks on media and punishment of critics are not lower-quality versions of leadership. They replace leadership with personal rule.

Effetti Collaterali

Questo articolo non vuole riprodurre la lettura del bugiardino di un medicinale; vuole, invece, rappresentare, un ragionamento sul momento attuale e sulla tecnologia presente nella nostra società utilizzando le due coordinate principali della realtà in cui viviamo: Spazio e Tempo. Purtroppo non esiste nessun bugiardino o avvertenza relativa all’attuale architettura della società collegata al fenomeno emergente dell'Intelligenza Artificiale Generale (AGI)

La fogna come tribuna. Trump, Savage e la normalizzazione del disumano

Robert Reich posed a simple and devastating question this week: why did the president of the United States repost a video in which a podcaster (Savage) calls the wombs of immigrant mothers a chamber pot—a bedroom, a latrine—and accuses a Chinese American citizen of wanting to turn the country into a colony of Beijing? The answer Reich doesn't explicitly give—but the material dictates—is this: because it works. Because that's exactly what the system was built to work.

Intervista ImPossibile a Albert Einstein (IIP #32)

Spazio, tempo e AI L’intelligenza artificiale non è solo una nuova tecnologia, ma fa parte di un cambiamento più profondo nel modo in cui produciamo e comprendiamo la conoscenza. Ogni fase della storia scientifica ha prodotto strumenti capaci di estendere le facoltà umane; ciò che distingue l’AI è il fatto che questa estensione interviene direttamente sui processi di selezione, organizzazione e produzione del sapere. Non si limita a supportare il pensiero; ne ristruttura l’ambiente operativo, ridefinendo il rapporto tra osservazione, interpretazione e decisione.

Chi custodisce il "bene dell'umanità"?

Il 27 aprile 2026 si è aperto a Oakland, in California, il processo che vede Elon Musk contro OpenAI e il suo amministratore delegato Sam Altman. Musk, cofondatore e primo finanziatore dell'organizzazione nel 2015, accusa Altman di aver tradito la missione originaria: nata come fondazione senza scopo di lucro per sviluppare l'intelligenza artificiale a beneficio di tutta l'umanità, OpenAI si sarebbe trasformata in un veicolo commerciale strettamente legato a Microsoft. Musk chiede danni miliardari e la rimozione di Altman dalla guida dell'azienda. Una giuria popolare dovrà decidere. I giornali lo raccontano come un duello. Da una parte Musk, l'uomo più ricco del mondo, sempre più controverso. Dall'altra Altman, il padre di ChatGPT, l'uomo che ha portato l'intelligenza artificiale nelle case di tutti. In mezzo, una causa miliardaria e quella che molti definiscono la battaglia per l'anima dell'intelligenza artificiale. Forse troppo bene. Il duello tra due miliardari ha il vantaggio di essere semplice, visivo, adatto ai titoli. Ma riduce a una questione personale qualcosa che personale non è. La vera posta in gioco non riguarda né Musk né Altman. Riguarda una domanda che nessuno dei due ha mai avuto interesse a rispondere: chi custodisce il bene dell'umanità, quando a prometterlo è un'azienda privata?

Lo sguardo dei manager italiani sulla Gen Z

L'arrivo della Generazione Z nelle organizzazioni ha generato una mole di discorsi manageriali, toolkit e programmi dedicati. Questo articolo sposta lo sguardo: dall'oggetto osservato (i giovani lavoratori) al soggetto che osserva (manager, funzioni HR, dispositivi organizzativi). Attraverso una lettura critica che attinge a Boltanski e Chiapello, Standing, Crouch, Fleming, Edmondson, Fraser, Honneth, Sennett e Latour, il contributo esamina come categorie diffuse — purpose, psychological safety, organizational citizenship, wellbeing, sustainability — funzionino spesso come dispositivi di neutralizzazione del conflitto e di psicologizzazione di problemi strutturali. Vengono discussi i fenomeni di DEI washing e purpose washing, la dimensione redistributiva (sistematicamente elusa nel discorso people), la differenza tra comunità organizzativa come retorica e come progetto istituzionale. La tesi: la Gen Z non è una sfida generazionale, ma una lente diagnostica che rende visibili scarti già presenti tra rotta dichiarata e rotta effettiva delle organizzazioni contemporanee.