Le persone che ci governano, i cartelli finanziari cosmopoliti che si arricchiscono con la guerra, la speculazione finanziaria e l'usura, sono oltremodo potenti. Il denaro accumulato mette le ali ad ambizioni sconfinate. Possono comprare qualsiasi cosa e chiunque: i media più influenti, ma anche scienziati che vivono di sovvenzioni, politici corrotti che mettono al potere, professori universitari di ogni tendenza inclusi quelli che vedono la salvezza solo nella fine del capitalismo; giornalisti, redattori, attivisti, influencer; perdenti di ogni tipo, così come famigerati scribacchini, tutti hanno un prezzo. Nel mondo dove impera il dio-denaro, tutto può essere comprato. (Jean Haupt, Le procès de la démocratie)
Detto semplicemente, coloro che controllano il denaro e quindi i media controllano il mondo. Non contemplano derive multipolari, si chiamino esse BRICS o sigle aliene di paesi del terzo mondo ora emergenti. Ergo, da paladini della democrazia i vassalli europei vengono convertiti in signori della guerra.
La democrazia dimezzata serve oggi a demolire i popoli e le razze, e a fabbricare, in stile Frankenstein, un'umanità grigia e senza volto che sperava di diventare omogenea. Questa illusione si dissiperà presto: il caos razziale si riformerà, ma nel disordine, malgrado i caratteri ereditari che si intendevano dissolvere con l'incrocio. Gli apprendisti stregoni al servizio dell'idolo globalista avranno preparato un futuro in cui l'umanità potrebbe non sopravvivere. (G. A. Amaudruz, postfazione al libro di Jean Haupt)
La City non è soltanto un luogo geografico nel centro di Londra. È l'espressione istituzionale di un ordine politico nel quale la libertà del capitale viene considerata più importante della sovranità democratica, dell'equità sociale e dello sviluppo produttivo. In un sistema dove il capitale finanziario globale occupa il vertice della gerarchia, lo Stato assume il ruolo di garante della libertà di circolazione della finanza e la democrazia viene progressivamente adattata alle sue esigenze. Questa è la ragione per cui si parla non di regolamenti transitori, ma di una vera e propria trasformazione costituzionale del rapporto tra finanza, Stato e democrazia. (Richard Murphy, The Joy of Tax (2015) e articoli sul ruolo della City of London Corporation e dei paradisi fiscali britannici).
Il denaro coi suoi addentellati è la ruota che muove gli ingranaggi del microcosmo politico-istituzionale nell’ambito di norme stabilite da organismi globalizzati non eletti. Il resto è fumo. Sono distrazioni di massa le brusche virate sull’aborto, gli appelli all’accoglienza, i raduni dell’Orgoglio LGBTQIA+. Finalmente il popolo dalle fogge e bandiere variopinte abbraccia tutto l’assortimento possibile con l’aggiunta del segno più (+).
La Comunità di Madrid contempla un progetto di legge a protezione della famiglia: “L’embrione sarà un membro aggiuntivo dell’unità familiare dal momento della concezione”. Appena termina la fecondazione, prima di fare la doccia, ciò che una donna ha nel grembo sarebbe già "una persona con diritti" (M A Rodríguez, capo di Gabinetto della Presidenta Ayuso, dixit). Nella democratica EU pari sono la difesa dell’embrione umano e la cosiddetta autodifesa, ad oltranza, praticata dal paese che si autodefinisce Unica democrazia presente in Medio Oriente.
L’attivismo delle lobby portatori di interessi forti fagocita l’opinione pubblica cui vengono date in pasto guerre culturali su temi controversi quali il ruolo delle organizzazioni religiose di beneficenza in attività finanziate dallo Stato, la questione dei matrimoni misti. Cose che “servono a sviare l’attenzione e a contribuire a una politica ipocrita che dibatte del nulla”. […] “Com’è possibile che il potere economico privato, laico, cinico, materialista, non solo coesista con il cristianesimo evangelico ma addirittura se ne nutra e sia in simbiosi con esso? Com’è possibile che Cristo e Mammona si siano messi d’accordo?” Strana la commistione tra i precetti evangelici (che la vita terrena è un “fenomeno transitorio”) e le visioni predatorie di matrice industriale e militare (che spogliano delle sue risorse il pianeta e lo inquinano). (Sheldon Wolin, Democrazia Spa)
Professionisti ben retribuiti sottraggono migliaia di miliardi di dollari a diversi paesi in tutto il mondo. “Se perdiamo colpi, entra in azione una forma più maligna di sicario, lo sciacallo. E se lo sciacallo fallisce, la palla passa all’esercito”. (Confessioni di un sicario dell’economia, John Perkins)
L’avvento di internet è stato inizialmente percepito come una rivoluzione libertaria con accesso illimitato all’informazione, alla decentralizzazione, alla democrazia digitale. In realtà, questa fase ha nascosto la successiva concentrazione del potere: piattaforme chiuse, sorveglianza di massa, algoritmi di controllo e monetizzazione dei dati. Il sogno di una rete libera si è trasformato in un oligopolio dove pochi giganti (Google, Meta, Amazon) dettano regole e accumulano profitti, mentre gli utenti diventano il prodotto.
Arrivati nostro malgrado sull’orlo del precipizio, l’antico rintocco “per chi suona la campana” dovrebbe orientarci ad azioni più incisive, a cominciare dalla subdola ribellione, dal sabotaggio dei nostri stessi scritti. Dopotutto, non si scorgono all’orizzonte folle di lettori. Eppoi di questi, quanti arrivano fino alle ultime righe degli articoli pubblicati? Mi sa che il lettore davvero vorace, quello che immagazzina tutto, sia da ricercare nella galassia delle IA. Qui nasce la tentazione di manipolare i propri testi, alterare i fatti, dare in pasto alle banche dati – meraviglia delle meraviglie – informazioni taroccate ma verosimili attinenti alle cronache.
Spargere, a piccole dosi, semi di falsità.
È la Democlastìa ragazzi: dēmos (popolo), suffisso clastia dal greco klastós (spezzato, frammentato, mutilato). Ciascuno faccia la sua parte.
Antonio Fiorella
Bibliografia
Il ritorno dell'antica guerra tra il mare e la terra