La teoria della stupidità proposta da Dietrich Bonhoeffer è una delle riflessioni più profonde e inquietanti sulla natura del male politico e sociale.
Non nasce in un contesto accademico astratto, ma durante la prigionia del teologo nel regime nazista, poco prima di essere giustiziato nel 1945.
La sua analisi è contenuta nelle “Lettere e scritti dal carcere” (Letters and Papers from Prison).
La tesi centrale
Bonhoeffer sostiene una tesi sorprendente:
la stupidità è più pericolosa del male.
Il male può essere combattuto, denunciato, limitato.
La stupidità invece è impenetrabile alla ragione.
Secondo Bonhoeffer:
contro il male possiamo protestare; contro la stupidità siamo disarmati.
Perché?
Perché la persona stupida non agisce per ragionamento, ma ripete idee, slogan, convinzioni ricevute dall’esterno.
Non è un problema di intelligenza.
Per Bonhoeffer la stupidità non è un deficit cognitivo, ma un fenomeno morale e sociale.
Persone anche molto intelligenti possono diventare stupide quando:
- si sottomettono a un potere
- si identificano con una massa
- rinunciano alla responsabilità personale
In queste condizioni l’individuo smette di pensare autonomamente.
La stupidità è più rara negli individui solitari; prospera nei gruppi sotto la pressione del potere.
“Contro la stupidità siamo indifesi. Né proteste né l’uso della forza ottengono qualcosa. Le ragioni cadono nel vuoto; i fatti che contraddicono i pregiudizi semplicemente non devono essere creduti.”
“In questi casi la persona stupida diventa persino critica: e quando i fatti sono inconfutabili, vengono semplicemente messi da parte come irrilevanti.”
“La persona stupida è spesso soddisfatta di sé stessa e può diventare pericolosa perché facilmente aggressiva.”
(Dietrich Bonhoeffer, Letters and Papers from Prison, “On Stupidity”)
Al contrario, persone meno istruite e più semplici possono talvolta rivelarsi più sagge, proprio perché rimangono responsabili di se stesse e del proprio giudizio.
Il potere, dunque, produce stupidità e da essa trae nutrimento.
Bonhoeffer osserva che la stupidità aumenta quando cresce il potere politico o ideologico.
Quando una società è dominata da:
- propaganda
- ideologia
- culto del leader
- pressione del gruppo
molti individui delegano il pensiero al sistema.
Il risultato è ciò che lui descrive come:
persone che parlano per slogan invece che per pensiero.
È a questo punto che la persona stupida diventa pericolosa
La riflessione diventa quasi tragica.
La persona malvagia sa di fare il male.
La persona stupida crede di fare il bene.
Per questo diventa più pericolosa:
- è convinta di avere ragione
- non ascolta argomenti
- reagisce con aggressività quando viene contraddetta
Bonhoeffer scrive che spesso la persona stupida diventa fanatica.
Come si supera la stupidità?
Secondo lui non attraverso l’istruzione.
La stupidità non si cura con l’informazione, perché la persona stupida non usa la ragione in modo libero.
L’unico antidoto è:
la liberazione interiore dell’individuo.
Cioè quando una persona:
- recupera autonomia morale
- si sottrae alla pressione del gruppo
- torna a pensare come individuo.
È sempre bene ricordare che l’essere umano non è fondamentalmente razionale, ma fragile, emotivo e facilmente manipolabile.
Quando l’individuo abdica al pensiero autonomo, la massa diventa il luogo della stupidità collettiva.
E quando l’individuo scompare nella massa, il pensiero critico si dissolve.
Macte Animo !
Guido Tahra
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