Ingegnere con doppia specializzazione gestionale/industriale ed elettronica sistemi embedded. Mi occupo di INNOVAZIONE di prodotti e processi dal 1990 e di econometria industriale (analisi costi, margini unitari, finanza per progetti industriali). Sono specializzato nella progettazione ed industrializzazione di prodotti elettronici. I miei clienti sono tutte aziende manifatturiere che sentono la necessità di innovare i propri prodotti per ritrovare un nuovo sviluppo alto e forte. Spesso arrivano da percorsi di efficienza e qualità che non hanno sostanzialmente spostato nulla nel loro modo di lavorare, prodotti datati facevano, prodotti datati continuano a realizzare. Questa è una condizione che non produce cassa e margini tali da garantire uno sviluppo ordinato dell'azienda. Un segnare il passo che alla fine porta solo alla fatica del vivere. Più nello specifico aiuto le aziende nell'inserire intelligenza ed elettronica (HW/FW/SW) nei loro prodotti. Mi prendo cura dello sviluppo del prodotto dall'ideazione fino alla realizzazione di prototipi da utilizzare per le certificazioni di prodotto fino ad arrivare all'industrializzazione e produzione. Curo anche l'integrazione con la meccanica. Metto a disposizione dei clienti una rete di Risolutori Industriali specializzati per intervenire con precisione in ogni aspetto del progetto. Da gennaio 2019 anno sono diventato mentor certificato del Politecnico di Milano - PoliHub seguo alcune start-up, aiuto i giovani a spiccare il volo con i loro importanti progetti. Con il Politecnico di Milano ho avviato una collaborazione stabile per portare la ricerca all'interno delle imprese, per promuovere l'avvio di progetti industriali utili alla risoluzione di problemi complessi.
Meritocrazia e sviluppo umano: due grammatiche incompatibili
Un articolo di di Marcus - operaio quantistico Meritocrazia e sviluppo umano non sono due strategie alternative per gestire la stessa società. Sono due visioni dell'essere umano. La meritocrazia presuppone un essere umano fondamentalmente isolato, dotato di qualità intrinseche misurabili, mosso dalla ricerca del riconoscimento competitivo, ordinabile su una scala in cui qualcuno sta sopra e qualcuno sta sotto. È l'antropologia dell'homo oeconomicus generalizzata oltre l'economia: applicata al lavoro, all'istruzione, alla salute, alla cittadinanza. È un'antropologia coerente, ed è quella che ha plasmato gli ultimi quarant'anni delle democrazie occidentali. Ma è un'antropologia in cris. Lo sviluppo umano presuppone un essere umano costitutivamente relazionale, le cui qualità si manifestano e si formano nella partecipazione, la cui dignità non si misura ma si riconosce, le cui possibilità si dispiegano nell'incontro con istituzioni che le abilitano. È un'antropologia che non si oppone all'eccellenza né alla differenza - al contrario, le valorizza nella loro pluralità qualitativa, senza ridurle a posizioni su una scala. Che non rinuncia al giudizio morale, ma rifiuta la valutazione amministrativa. Che non rinuncia all'aspirazione, ma rifiuta la competizione come matrice della convivenza. Che non rinuncia alla responsabilità, ma rifiuta l'individualismo come quadro per pensarla.