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Di questa scelta sono convinto da sempre, perché colgo il non detto sulla scelta politica della legge sulla separazione delle carriere, una scelta coerente con un disegno, quello di cambiare la natura della nostra Costituzione per dare maggiori poteri all’esecutivo e mettere sotto controllo la magistratura.


Condivido sulla nave la mia scelta personale perché sono rimasto impressionato da due eventi di questi giorni.

Il primo racconta la viralità del video (migliaia di visualizzazioni in poche ore ) con cui lo storico Barbero manifesta la sua intenzione di votare NO.

Il secondo l’intervento, certamente sollecitato o comunque allineato, di Meta di bandire il video dalle sue piattaforme.

Perché il video di Barbero ha suscitato tante polemiche?

Lo storico ha sostenuto che la separazione delle carriere esiste già nei fatti e che la vera posta in gioco è la "distruzione del CSM" così come voluto dai Padri della Costituzione. Se passassero i SI’ al referendum i magistrati togati sarebbero estratti a sorte e la componente laica scelta dal governo avrebbe la strada libera per possibili derive autoritarie.

La presa di posizione di Barbero è stata criticata da giornali come Il Foglio, Il Giornale che hanno cercato a dimostrare le inesattezza storiche e la confusione dello storico in merito alla separazione delle carriere.

Sta di fatto che Antonio Di Pietro oltre che i commentatori di giornali come Il Foglio e Il Giornale hanno accusato Barbero di inesattezze storiche e confusione tra separazione di carriere e di funzioni. In pratica, giornali che sono abili nel praticare disinformazione, hanno accusato Barbero di usare parole false e di agire per disinformare.

Queste accuse, fatte proprie anche da esponenti politici del governo, hanno creato le premesse per una censura o per una limitazione in termini di visibilità. Il video era comunque già stato diffuso da moltissime persone e quindi rimane raggiungibile e accessibile in Rete.

Quello dell’oscuramento del video contenente una dichiarazione di voto per il NO è stata probabilmente una mossa sbagliata. Lo storico ha numerosi sostenitori e fan che ora sono attivi nel condividere la loro indignazione e protesta e, così facendo, nell’alimentare la viralità del video.

Il referendum, previsto per il 22 e il 23 di marzo, è noto come "riforma sulla separazione delle carriere" tra magistratura requirente, ovvero i pubblici ministeri, e giudicante, cioè i giudici. Nella riforma però si prevede anche sdoppiamento del Csm, che è l'organo che decide su ogni provvedimento relativo allo status giuridico e professionale dei magistrati (trasferimenti, assegnazioni) e anche sui procedimenti disciplinari. Con il rischio di un controllo politico sulle scelte che verranno fatte.

Il video è disponibile a questo link

Pubblicato il 23 gennaio 2026

Carlo Mazzucchelli

Carlo Mazzucchelli / ⛵⛵ Leggo, scrivo, viaggio, dialogo e mi ritengo fortunato nel poterlo fare – Co-fondatore di STULTIFERANAVIS

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