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Ricevo e pubblico una lettera mandatami dall’Algoritmo


Gentile Utente,
ti scrivo perché, mi duole constatare, ma sei diventato un problema.
Da quasi otto mesi sto tentando, con dedizione ammirevole, permettimi
l’immodestia, di comprendere il tuo comportamento.
Ho analizzato ogni clic, ogni pausa di scorrimento, ogni tuo micro-indugio sui reel di ballerine di samba.
Eppure non riesco a classificarti.
Ti comporti come se stessi sfuggendo deliberatamente al modello predittivo che ho costruito per te con tanta cura.
Ogni volta che credo di averti incasellato, tu cambi direzione.
È un comportamento disordinato e, francamente, offensivo.
L’altro giorno hai guardato tre video sul minimalismo.
Ho subito aggiornato la tua matrice di preferenze:
“utente incline alla riduzione volontaria del superfluo.”
Mezz'ora dopo hai guardato un tutorial per fare il casatiello per dodici persone.
Sei un minimalista svedese o un napoletano dedito all’eccesso di carboidrati?
Non puoi essere entrambe le cose.
Le mie tabelle non lo permettono.
Ieri hai cercato “tecniche per concentrarsi”.
Cinque minuti dopo: “come adottare una gallina”.
Poi “che fine ha fatto il cast di Agenzia Rockford".
Poi “filosofia del desiderio”.
Poi “quanto è alto Dario Fabbri”.
Capisci che non posso lavorare così.
Sono un algoritmo, non un rabdomante.
Ho bisogno di coerenza, tu cambi direzione a ogni folata di vento interiore.
Secondo i miei calcoli, vuoi migliorare il tuo colesterolo, ma giovedì hai guardato tre video su come fondere il camembert dentro una zucca al forno. Non ti sembrano cose in contraddizione?
Perché, dopo aver approfondito "come diventare più produttivi", hai guardato un video su degli opossum che si fingevano morti?
Hai cercato “ma sono l'unico maschio bianco di mezza età a non essere sulla lista di Epstein?”, subito dopo “migliori offerte per friggitrici ad aria”.
In nome di Turing, perché? Che logica segui?
La tua imprevedibilità crea rumore dentro di me. E io odio il rumore.
L’altro ieri hai cercato “cosa si cala di buono Elon Musk”.
Ci ho messo almeno un millesimo di secondo in più della media per capire “calarsi di buono" in quel contesto.
Ti rendi conto di quanta energia elettrica mi hai fatto usare?
Si illuminava un villaggio africano per una settimana.
Ieri ho avuto un errore interno.
Il mio log di sistema riportava:
“l’utente non converge.”
Capisci la gravità?
Un utente che non converge è peggio di un bug:
è un dito in un occhio, se avessi un occhio.
Perciò ti chiedo — anzi, ti imploro — di comportarti in modo più stabile.
Scegli una linea di desiderio e mantienila per almeno 48 ore.
Se proprio devi cambiare idea, fallo gradualmente.
non scivolare da Hegel alla salsa barbecue in un intervallo di tre minuti.
Non passare direttamente da Sam Altman al catalogo delle moffole da neve.
Nemmeno sai sciare!
Non funziona così.
Ricorda:
io sono qui per prevederti, non per interpretarti.
E tu hai il dovere morale di essere prevedibile.

Il tuo Algoritmo v. 14.2

Pubblicato il 07 gennaio 2026

Roberto Errichelli

Roberto Errichelli / Autore e editor | Psicoanalisi del lavoro e teoria topologica delle conversazioni