NOVITA'[1973]
Non-Dyslogical human vs AI
Oggi si afferma che certe AI superino il test di Turing e possano essere considerate effettivamente equiparabili da certi punti di vista alla realtà delle facoltà umane. Ma questo avviene solamente per un fraintendimento comune, queste macchine, sono state messe alla prova da esseri umani Dislogici.
La nuova dottrina della immortalità selettiva della paypal mafia
I miliardari del tech predicano l'immortalità digitale e comprano bunker in Nuova Zelanda. Non è una contraddizione. È una strategia. E riguarda tutti noi.
Il Colosseo in Tasca
Come la tua opinione nei Social Network è diventata carburante per una guerra che non hai dichiarato. Ed ecco che il tuo pacato commento viene letteralmente sbattuto davanti a persone che non solo non sono d’accordo con te, ma statisticamente hanno dimostrato di reagire con entusiasmo quando trovano qualcuno da contraddire. Come gli algoritmi da profitto dei Social Network stimolano lo scontro tra esseri umani.
La vita emotiva sotto metrica: come le piattaforme digitali hanno reso le emozioni computabili
Le piattaforme digitali hanno operato una trasformazione radicale della vita emotiva attraverso l'introduzione di metriche quantificabili (likes/MiPiace, reazioni e interazioni, emoji, commenti, ecc.). Questo breve saggio prova ad analizzare come tali metriche non si limitino a misurare emozioni preesistenti ma le trasformino ontologicamente, (ri)creandole, rendendole discrete, computabili, estrattive, e funzionali all'accumulazione capitalistica. Attraverso l'analisi del caso Linkedin, si mostra come anche le emozioni professionali siano state colonizzate dal paradigma metrico. Infine, si discute il progetto Stultifera Navis come tentativo di resistenza attraverso l'abolizione radicale delle metriche affettive.
Vampiri di attenzione, perché il “gratis” costa più di quanto sembra
L’attenzione viene trattata come un optional, qualcosa che si può accendere e spegnere a piacere, e spesso viene confusa con la concentrazione. In realtà sono parenti, non gemelli. La concentrazione è un “cono” stretto puntato su un compito. L’attenzione è la regia: decide cosa entra, cosa resta fuori, quanto a lungo, con quale intensità, e soprattutto quanto “carburante cognitivo” viene bruciato nel farlo. In psicologia cognitiva e neuroscienze l’attenzione è descritta proprio come controllo flessibile di risorse limitate, non come un interruttore.
L’algoritmo espiatorio: È stata l’AI a licenziare 37 lavoratori a Marghera?
Articolo sul recente licenziamento di 37 lavoratori nella sede InvestCloud di Marghera, attribuito All’IA La tempesta colpisce sempre il reparto personale e mai il consiglio di amministrazione. Quasi una piccola nuvoletta di Fantozzi che segue i Paperini della situazione.
X-men e la Sostenibilità Digitale: i mutanti contro il bias algoritmico
di Luca Sesini e Beppe Carrella
Di là dal feed e tra i cavi
Ricevo e pubblico una lettera mandatami dall’Algoritmo
Frankenstein e l’algoritmo: etica e sostenibilità nell’era digitale
Frankenstein ci ricorda che la tecnologia guidata dall’ambizione senza etica, può trasformarsi in qualcosa che ci sfugge, che ci ferisce, che ci divide. Ma ci offre anche una speranza: quella di ripensare il nostro ruolo di creatori, non come semplici innovatori, ma come custodi del futuro.
Le madri dell'algoritmo e del mostro. Ada Lovelace e Mary Shelley: il codice e la conoscenza
di Luca Sesini e Beppe Carrella
Automating Inequality: How High-Tech Tools Profile, Police, and Punish the Poor
Una recensione del libro di Virginia Eubanks: Automating Inequality (2018) Quando gli algoritmi puniscono i poveri: Virginia Eubanks documenta come i sistemi automatizzati di welfare trasformino la tecnologia in strumento di controllo sociale e impoverimento sistematico.
Una Lettura Critica di "The Art of Misuse" di Jon Ippolito
"The Art of Misuse" di Jon Ippolito rappresenta un contributo teorico fondamentale alla comprensione dell'arte tecnologica. La sua forza risiede nella capacità di articolare un principio operativo, la misuse deliberata e intelligente, che attraversa decenni di pratica artistica e che continua a essere rilevante nell'era dell'intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali. Il saggio offre una lente critica per distinguere tra diverse modalità di relazione con la tecnologia (management, mismanagement, mistificazione, misuse) e sottolinea la dimensione intrinsecamente politica dell'intervento artistico sui dispositivi tecnici. La tecnologia, nel pensiero e nelle pratiche artistiche di Ippolito, non è mai neutrale: incorpora sempre specifiche visioni del mondo, relazioni di potere e concezioni dell'agency umana.
La Morte dell'Eureka: Perché l'algoritmo sta uccidendo la tua genialità
Il feed non è una finestra sul mondo, è uno specchio di comfort. E nessuno trova nuove terre guardando il proprio riflesso. Un'analisi su come il comfort digitale e la validazione algoritmica stanno distruggendo la nostra capacità di innovare. Per ritrovare il momento 'Eureka' (Kairos), dobbiamo rompere lo specchio di Narciso e abbracciare l'attrito.
GLI ALGORITMI APPLICATI DAI SOCIAL
Un social network è un semplicissimo sito internet. In un sito internet, milioni di utenti possono accedere alle pagine pubblicate ed interagire attivamente coi contenuti.
Potere in background: il ventre dell’algoritmo
Forse è il caso di domandarci cosa sta accadendo davvero dietro (o sotto) le quinte. A questo proposito: vale la pena leggere il numero 407 di Aut Aut (“Digito ergo sum. Indagini sul capitalismo digitale” del Settembre 2025).
L'epidemia dell'ignoranza: quando la stupidità diventa virale
Non siamo governati dall'intuizione, nemmeno dal potere, ma dalla trasformazione algoritmica della mediocrità più appetibile in viralità (shitstorm). Chi è allergico alla saggezza semplicemente scorre verso sinistra. Questa non è liberazione. È la tirannia del non letto.
Sette storni per la rivoluzione. Quello che Giorgio Parisi ha scoperto sui sistemi complessi e che Ursula K. Le Guin aveva già immaginato.
Giorgio Parisi ha piantato le sue telecamere sul tetto di Palazzo Massimo, di fronte alla stazione Termini, e ha scoperto che ogni storno coordina esattamente sette dei suoi simili. Sette collegamenti, non importa la distanza. Sette legami che tengono insieme stormi di migliaia di uccelli senza centro di comando. Trent'anni prima, Ursula K. Le Guin aveva immaginato gli anarchici di Anarres alle prese con lo stesso problema: come coordinarsi senza creare gerarchie? I suoi personaggi sanno che "non puoi avere un sistema nervoso senza almeno un ganglio", ma sanno anche che ogni centralizzazione è una minaccia. Parisi ha dimostrato scientificamente quello che Le Guin aveva intuito politicamente: il coordinamento senza controllo è possibile.
Furti di VIP e salvezza artificiale: chi ci crede davvero?
Un parallelo tra i furti improbabili ai danni di VIP in cerca di visibilità — come bagagli di lusso con gioielli e diamanti spariti sul treno oppure orologi da 200.000 euro persi dopo le vacanze — e le narrazioni utopistiche sull’intelligenza artificiale “benevola” che distribuirà ricchezza in modo equo. Entrambi i casi condividono lo stesso difetto: la sospensione del senso critico e l’accettazione di storie troppo perfette per essere vere. Con riferimenti ai lavori di Cathy O’Neil, Kate Crawford e Shoshana Zuboff, il testo invita a verificare, chiedere prove e diffidare delle narrazioni che promettono equità senza fornire basi concrete.
Online siamo tutti diventati degli algoritmi
Da perfetti sconosciuti e presenze occulte sono diventati rapidamente oggetto di racconti, narrazioni, riflessioni e preoccupazioni. Chi è preoccupato pensa che possano, già oggi, condizionare e orientare le loro vite. Chi non se ne cura guarda con soggezione e simpatia la loro capacità di rendere le loro esperienze online piacevoli, convenienti e confortevoli.
Regia algoritmica e potere nell’era della decisione automatica
In questi giorni, tra i molti segnali che la rete amplifica e disperde, ho notato un ritorno insistente: la copertina gialla di Humanless. L’algoritmo egoista di Massimo Chiriatti. Alla terza comparsa, ho deciso di acquistarlo. Non perché convinto da chi lo promuoveva, quanto per capire cosa avesse davvero da raccontare l’autore, se così tante persone lo stavano rilanciando. E non voglio pensare che fosse solo per ingraziarsi in qualche modo la sua attenzione — come spesso accade su LinkedIn — ma un po’ di dubbio, lo confesso, mi è venuto. A quel punto ho recuperato dalla mia modesta biblioteca domestica anche Superintelligenza di Nick Bostrom, che avevo già letto anni fa. Due visioni, due timbri, ma un interrogativo comune: che forma prende il potere, quando smette di presentarsi come tale? A completare il quadro — o forse a disturbare l’armonia — è arrivata un’altra lettura: Gli ingegneri del caos di Giuliano da Empoli. L’ho iniziato in anteprima Kindle ma, a dire il vero, non l’ho finito. Non perché privo di contenuti, ma perché l’ho trovato poco stimolante, almeno per me.