Go down


Oggi ho ritrovato un vecchio mappamondo e, togliendoli dolcemente la polvere con la mano, gli ho chiesto sottovoce:

“Dove ti fa male?” 

“Ovunque…” mi ha sussurrato.

“Ovunque tu posi le

Ho provato una tristezza profonda, uno sgomento silenzioso davanti a un dolore immenso che nemmeno la preghiera e la Provvidenza sembrano più riuscire a placare.

Ogni angolo della terra pare trasformarsi in un moderno inferno dantesco, non soltanto per le guerre sempre più efferate che ogni giorno spezzano, con armi sofisticate e disumane, migliaia di anime innocenti, ma soprattutto per il buio morale e spirituale che lentamente si sta addensando intorno a noi. 

Viviamo in un tempo inquieto, dove persino le poche certezze a cui ci aggrappiamo per non naufragare sembrano sgretolarsi sotto il peso della paura, dell’indifferenza e della solitudine.

Eppure, nonostante tutto, continuiamo ostinatamente a cercare un barlume di luce, una scintilla di umanità capace di ricordarci che la speranza esiste ancora e che nessuna notte, per quanto lunga, potrà mai spegnere del tutto il desiderio di pace custodito nel cuore degli uomini. 

Cerco di ricucire i frammenti di una vita serena sulle ali dei sogni.

Forse sono soltanto utopie, piccoli granelli di gioia sottratti al dolore, ma non rinuncio mai alla forza di credere nella speranza. 

Vivo di silenzi e di quella fuggevole armonia che mi permette di trarre forza spirituale e di dare un senso anche alle nubi che oscurano il cielo.

Cerco le stelle che ancora brillano, per ritrovare un bagliore di luce capace di illuminare il mio cammino, senza inseguire gesti o parole costruiti soltanto per imitare il mondo e le sue aspettative. 

Ho compreso, però, che la vera gioia non nasce da ciò che gli altri desiderano vedere in noi, ma dalle pagine autentiche del libro della nostra storia, da tutto ciò che abbiamo vissuto, amato, perduto e custodito nel cuore con verità e dignità. 

Solo allora riuscirò a entrare in armonia con il mio cammino verso un mondo diverso, più libero e consapevole della propria bellezza, capace di rendermi più forte e più saggia, dove ogni cosa sembra intonare la stessa impercettibile sinfonia.      

Battute e ottave scorrono in un ritmo sospeso nel tempo, mentre io mi fermo ad ascoltare, lasciando che il mio Essere danzi lieve, profondamente connesso a una dimensione nuova. 

Come rugiada, una lacrima inattesa scivola delicatamente su un petalo di rosa.

È il dolce stupore di un abbraccio d’infinito, dove le parole non hanno più bisogno di tingere il cielo, perché basta il respiro leggerissimo della mia anima a sfiorarlo. 

Ed è proprio il mio commosso silenzio ad accarezzare le stelle, mentre questo meraviglioso tramonto dissolve ogni inquietudine nella luce quieta dell’eternità. 

Uomo del mio tempo. Salvatore Quasimodo 

“Sei ancora quello della pietra e della fionda,

uomo del mio tempo…” 

“La speranza è la più grande delle follie.”


 

 

Pubblicato il 20 agosto 2026

Maria Gabriella Gomez de Ayala

Maria Gabriella Gomez de Ayala / Impresa individuale farmacia Nazionale di Maria Gabriella Gomez de Ayala successore di dr Emilio Colombi