Ogni famiglia ha una storia, una storia piena di momenti belli, gioiosi, ma anche tristi e bui che ci appartengono e sono pilastri fondamentali per la costruzione
della nostra identità.
La storia della nostra famiglia ci dice chi siamo, da dove veniamo, cosa ci ha portato fin dove siamo e crea un forte legame con i nostri antenati.
Essa costituisce un tesoro inestimabile, un equipaggiamento di protezione che sovente può tornarci utile facendoci sentire meno soli, rami di un albero dalle forti radici.
Il fantastico ponte che unisce il passato al presente, sono i nonni, che custodiscono un’infinità di ricordi e rappresentano, quindi, la memoria storica della nostra famiglia, l’anello di congiunzione con quel passato che molto può rivelarci tantissime cose di noi fornendoci gli elementi per conoscerci più a fondo.
Sono i nonni che raccontano ai nipoti di vicende lontane nel tempo, di quando erano piccoli, dei loro genitori e ancora di quando erano bambini i loro figli,
adesso genitori, e delle loro marachelle tanto simili a quelle dei loro bambini.
Quante storie! Storie d’amore, storie di amicizia, storie divertenti e storie dolorose, storie di una grande famiglia che, grazie a quei racconti, diventa sempre più famiglia perché la si conosce meglio. E così i nonni narrano episodi di quando mamma o papà erano bambini e delle cose che facevano, di come giocavano, dei litigi coi fratellini, delle vacanze con gli zii e i cuginetti, dei compagni di scuola, della prima vera amicizia…
I bambini adorano queste storie e non si stancano mai di sentirle raccontare e se poi alle parole si aggiungono le immagini, le vecchie foto più o meno sbiadite
che ritraggono i familiari in posti sconosciuti o oggi completamente diversi e con un aspetto a volte irriconoscibile, il racconto diventa magia perché fa affiorare ricordi di un mondo lontano del quale piano piano entrano a far parte e che li accompagnerà per tutta la loro vita.Questa esperienza non è soltanto meravigliosa, ma aiuta nella costruzione di una propria identità che si basa certamente sulla storia personale vissuta quotidianamente, ma che intreccerà le proprie radici a quelle già profonde e robuste della storia familiare.
I nonni, ho letto da qualche parte e condivido, sono una grande biblioteca perché in loro stanno scritti, come sui preziosi libri, i racconti più belli e, ascoltandoli, è come se si leggesse la storia, la propria storia, ma anche quella dei genitori e degli stessi nonni e, sorprendentemente, come si vivesse con loro ogni storia
ascoltata.
Bisogna aver cura di questa preziosa biblioteca di famiglia che sono tutti i nonni e senza fretta, con amorevole attenzione, ascoltarne le storie che hanno da
raccontare su un divano, in cucina, a tavola, sulla panchina di un parco, sul letto prima di addormentarsi.
Se nessuno ascolterà più quelle storie, le nostre radici rimarranno in superficie e la nostra identità non sarà mai ben salda. Ascoltiamo le storie dei nonni 10, 100, 1000 volte perché in questa ripetizione sta un’energia, una forza che irrobustisce grandi e piccini.Frequentiamo, allora, questa ricca biblioteca, conosciamo la nostra storia per
diventare un giorno anche noi narratori e tener viva la memoria della nostra famiglia.
LA PIÙ GRANDE BIBLIOTECA ©
di Germana Bruno
Nonno, nonna, dai, raccontami una storia,
quella della mia famiglia, tu la sai a memoria,
portami lontano, in un luogo sconosciuto,
dimmi da dov’è che io sono arrivato.
Parlami di te, di quando eri bambino
e se come me, eri un birichino,
dimmi di papà, della mamma dimmi,
perché, pure loro, sono stati bimbi.
Questa è tra le tante, la più bella storia,
come nessun altro, tu la sai a memoria
e quando la racconti, come per magia,
quella storia bella diventa anche la mia.
E mi sento bene, forte e preparato
a continuar la storia che tu mi hai raccontato,
sei una biblioteca, grandissima e importante,
custode della storia con cui io divento grande.