La Liguria è la mia seconda casa. Praticamente da quando ero in fasce i miei genitori mi portavano nella casa di mio nonno, dove trascorrevamo le vacanze estive.
Con il trascorrere degli anni, il mio babbo acquistò un piccolo appartamento sulla Riviera Ligure, che divenne la nostra seconda casa. Ogni volta che era possibile vi trascorrevamo intere settimane, immerse in questo meraviglioso angolo di pace e di serenità.
Erano gli inizi degli anni Sessanta e, per arrivare a Genova, dovevamo percorrere ancora la vecchia Camionale: una strada a due corsie, tortuosa e piena di curve strettissime. Inevitabilmente tutta la famiglia, tranne mio padre che era alla guida, soffriva il viaggio con lo stomaco sottosopra.
Ma appena arrivavo a destinazione, tutto cambiava.
Alla vista del mare ogni malessere svaniva come per incanto.
Lasciavo cadere a terra il vestito ancora impolverato dal viaggio e correvo verso l'acqua, tuffandomi tra le onde.
Il mare, da sempre, è stato il luogo dove ritrovavo la mia libertà. Il suo respiro sembrava sciogliere ogni paura e restituirmi quella leggerezza che solo l'infanzia conosce. Bastava il profumo della salsedine, il rumore dello sciabordio sulla battigia e l'orizzonte senza confini perché il mio cuore tornasse a sorridere.
Sono trascorsi molti anni da allora, ma ogni volta che ritorno in Liguria provo la stessa emozione di quella bambina. Cammino lentamente sulla riva, ascolto il dialogo incessante delle onde e mi sembra che il tempo si fermi per concedermi il privilegio di ritrovare me stessa.
La Liguria non è soltanto un luogo della memoria. È la terra dove il mio cuore ritrova la sua voce, dove ogni alba rinnova la speranza e ogni tramonto accarezza l'anima con i suoi colori. È il porto sicuro dei miei ricordi, il rifugio della mia interiorità, il luogo dove ho imparato che la felicità, spesso, ha il colore del mare e il profumo della salsedine.
Ogni giorno, in questa oasi di pace, mi riprendo un granello di vita che per troppo tempo non ho saputo vivere fino in fondo. Non perché ci fosse qualcosa a impedirmelo, ma unicamente per la superficialità con cui, talvolta, ho dato per scontata la bellezza di ciò che possiedo e che dovrei custodire come un tesoro prezioso
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Scrivo spesso che la vita è un dono meraviglioso, un tripudio di luce e di colori. Eppure, a volte, gli occhiali dell'anima si appannano e lo sguardo perde la sua limpidezza: ciò che fino a ieri brillava di meraviglia appare meno radioso, meno luminoso.
È proprio allora che comprendo quanto sia importante fermarmi, respirare e tornare a contemplare ogni piccolo dono con occhi nuovi, perché la bellezza non smette mai di esistere: sono io, talvolta, a dimenticare come riconoscerla
La bellezza é amore e con l'amore posso correggere i miei difetti e aiutare gli altri senza giudicarli, con umiltà e benevolenza
«Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.» (Matteo 7,5)