La teologia della Trasfigurazione non è l'estasi di un momento, ma la metamorfosi permanente dell'essere umano attraverso la grazia divinizzante della Sua Luce!
Metamorfosi del cuore
Squarcia la notte il fulmine divino,
un taglio d’oro nella tela scura.
Ma resta cieco l’uomo sul cammino se quella luce non lo trasfigura.
Brilla il Verbo sul monte di pietra,
lama viva che scava il profondo.
Ma l'occhio malato si arretra,
resta chiuso alla gloria del mondo.
Se la carne non muta sostanza,
lo splendore diventa condanna:
una lampada accesa a distanza
che non nutre, non sazia, non manna.
Inutile la gloria sulla cima
se l’anima rimane addormentata.
La veste bianca della terra prima
va respirata, accolta ed indossata.
Non si può consumare quel mistero
come si guarda un sole che tramonta.
Il gusto della luce si fa vero solo
se il cuore cambia e si racconta.
Padre, rompi la scorza del cuore,
fa' che l'occhio diventi sorgente.
Non sia un freddo e fugace fulgore,
ma letizia che invade la mente.
Diventa carne il raggio
del Tabor, rompe i gusci
di pietra e le paure.
Solo chi muta forma
nell'amor gusta l'eterno
tra le valli oscure.
Ora il sapore dell'infinito
si rivela nel pane e nel fuoco:
l'uomo vecchio, dal raggio ferito,
lascia il buio e dimentica il gioco.
Saliamo col corpo pesante,
scendiamo col gusto del cielo:
la luce non dura un istante
se l'amore dissolve ogni velo.