Mi presento, sono il 2026 e voglio essere tuo amico, ma ho bisogno del tuo aiuto e della tua partecipazione.
Tutti e tutte mi hanno atteso con speranza e gioia, hanno festeggiato il mio arrivo con luci, suoni e tavole imbandite e per me questo è un grande onore, mi sono sentito ben accolto, gratificato. Però, ahimè, lo stesso è stato per gli anni che sono arrivati prima di me e, tuttavia, sono poi stati maltrattati e imbruttiti con parole, azioni, storie che li hanno resi uguali, se non peggiori, a quelli precedenti.
Anno nuovo mi chiamano, ma per essere davvero nuovo non basta il cambio di una semplice cifra, ci vogliono davvero delle novità che riescano ad attuare un cambiamento, che ripuliscano i giorni di cui sono composto dalle cose inutili, dalla cattiveria, dell'indifferenza e che li profumino di bontà, altruismo, amore, pace e speranza.
Io sono qui adesso e voglio ricordarti che il tempo passa, ma che può esserci sempre un nuovo inizio nonostante tutto, basta volerlo.
Io posso fare ben poco, anzi niente, sei tu, soltanto tu che puoi rendermi nuovo coi tuoi buoni propositi che non rimangano tali, ma che vengano realizzati con pazienza e coraggio in modo da fare di me un anno veramente nuovo e diverso.
Diverso sì, hai inteso bene, perché questa parola, temuta da tutti e tutte, è il segreto della felicità e la chiave per entrare nel giusto modo nel nuovo anno, che poi sarei io.
L’anno che se n’è appena andato, lasciandomi il posto, ha sofferto molto proprio perché tanti uomini e tante donne non riescono ad accettare il fatto che ci sia qualcuno diverso da loro e, credendosi dalla parte del giusto e della “normalità”, vivono e agiscono con la pretesa di far prevalere il loro modo di essere, di vivere e di pensare e fanno la guerra, si fanno del male. Non hanno capito, poveri loro, che quello che credono sia un pericolo è, invece, una vera e propria ricchezza poiché ognuno porta con sé dei valori, delle esperienze e delle idee che, incontrandosi e confrontandosi tra essi, possono aiutarli a comprendere meglio il mondo. E, a proposito di mondo inteso come pianeta, devo dire che voi umani non ne avete avuto molto rispetto: lo state trattando malissimo come se ne foste i padroni e, con le vostre stesse mani, vi state facendo molto male perché non capite che distruggendo la Terra distruggete voi stessi.
Siete stati molto superficiali, avidi e ingordi, ma non tutti per fortuna! Ci sono uomini e donne che hanno fatto e fanno grandi cose per fare di me un anno nuovo e da loro tutti e tutte dovrebbero prendere esempio: fatelo, riparate questo mondo che sta andando a pezzi, amatevi, fate la pace, solo in questo modo io sarò “nuovo”, tu sarai mio amico, mia amica e sarò davvero un…
… “Buon Anno per tutti e tutte!”.
IL BUON PROPOSITO
di Germana Bruno
Quel che di buono io mi propongo,
lo posso fare se ho il cuore ramingo,
se per il mare o le strade io vado
e mi riprendo se affogo oppur cado.
.
Vagherò ovunque per mare e per terra
e vedrò amore, la pace, odio e guerra,
incontrerò gente di tutti i colori,
mi ci mischierò e dipingerò fuori.
I buoni propositi che siano questi:
cambiare il mondo con piccoli gesti,
lasciar da parte il broncio e la rabbia
e non nascondersi sotto la sabbia
.
Un buon proposito è bello e gentile
e può produrre un effetto speciale,
sa contagiare i grandi e i bambini
rendendo tutti più felici e vicini.
CAMBIA UNA CIFRA!
Non è quel numero che cambierà il mondo,
quell’unità scritta lì in fondo,
non sarà il cambio di un calendario
a calar giù d’un tratto il sipario
e cambiar scena, situazioni e vicende
se resti immobile e non fai niente.
Quello che cambia le cose davvero,
è la tua azione, il tuo pensiero
che vale più di qualsiasi cifra,
che quel che è sotto riporta sopra
e lo scenario davvero trasforma,
cambia il suo senso e la sua forma.
“Cambia una cifra”! Sii esagerato,
fai un cambiamento spropositato,
trascina gli altri nel miglioramento,
non uno, dieci, ma più di cento,
per questo il numero è sì importante,
insieme si fanno passi da gigante.
BUON ANNO…
Buon anno e tanti auguri a chi nessuno li fa,
Buon anno a chi non ha una mamma e neanche un papà.
Buon anno a te che dormi su una panchina,
ed è già un dono risvegliarti la mattina,
Buon anno a chi, mentre io preparo il mio cenone,
cerca tra i rifiuti magari un sol boccone.
Buon anno a te, fratello mio,
che qui sei approdato con l’aiuto di Dio
e Buon anno a chi, invece, non è mai arrivato,
perché il mare tutti i suoi sogni ha annegato.
Buon anno al maltrattato e al deriso
a causa del colore del suo viso
o perché tra le stelle ha un altro Dio,
Buon anno a chi non sta come sto io.
A chi sta male o a chi è solo, Buon anno,
e si dissolva ogni suo malanno,
Buon anno a tutti noi e che il Signore ci perdoni
se con i gesti e con le nostre azioni
nulla facciamo perché sia davvero buono
quest’anno che così, non avrà niente di nuovo.