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Qui il SI e il NO si riferiscono a un altro referendum, quello del 2016, che seguì quello del 2006 fino all'ultimo del 2026 (la legge del 6 dice qualcuno).

Si o no (Poesia)

Si vota.

Un diritto, un dovere, 
un ricatto al potere.

La pancia, la testa, 
la scelta è grottesca.

Abbiam perso il senso,
consenso e dissenso.

Sonno e ragione,
o ragione che ha sonno?

Nessuno ha capito,
nemmeno il partito.

E saremo scontenti,
Vincenti o perdenti.


La poesia è stata ispirata dalla lettura di un articolo pubblicato dal sociologo Domenico De masi su Linkedin

Il 5 dicembre mezza Italia esulterà e mezza Italia soffrirà. Chi avrà votato SI sarà ben consapevole di avere approvato alcuni articoli buoni e, insieme ad essi, alcuni articoli cattivi. Chi avrà votato NO sarà consapevole di avere bocciato alcuni articoli cattivi e, insieme ad essi, alcuni articoli buoni. In entrambi i casi avrà votato più con la pancia che con la testa.

Ma cosa è la pancia e cosa è la testa? Per “pancia” si intende la sfera emotiva, cioè il complesso delle nostre opinioni, dei nostri sentimenti, delle nostre emozioni e dei nostri comportamenti. Si tratta, dunque, di elementi sfumati, imprecisi che possono essere manipolati attraverso appelli emotivi capaci di creare un’atmosfera favorevole o sfavorevole per il SI o per il NO. Per “testa”, invece, si intende la nostra sfera razionale, analitica, composta da conoscenze logiche e da abilità psichiche, cioè da elementi precisi, razionalmente dimostrati.

La distinzione tra sfera razionale e sfera emotiva corrisponde almeno in parte a ciò che i neurologi “situazionisti” chiamano “emisfero destro” e “emisfero sinistro” del cervello. L’emisfero destro elabora le percezioni visive, le immagini e le emozioni. L’emisfero sinistro presiede ai processi analitici, alle concatenazioni logiche, alle operazioni linguistiche e a quelle sequenziali. Si dice che il cervello sinistro è il nostro “ingegnere” meticoloso che analizza gli stimoli uno ad uno; il cervello destro, invece, è il nostro “poeta” intuitivo che coglie gli stimoli nel loro insieme. Il musicista studia attentamente lo spartito con il suo cervello sinistro; l’ascoltatore si abbandona al fascino di un concerto con il suo cervello destro. 

Il referendum costituzionale del 4 dicembre è una faccenda maledettamente razionale. L’Illuminismo ci ha insegnato che la ragione è la funzione massima dell’uomo e Goya ci ha messo in guardia ricordandoci che “il sonno della ragione genera mostri”. Ma tutto legittima l’ipotesi che, nella decisone di voto, questa volta prevarrà nettamente la pancia. Persino due giornali prestigiosi come il “Financial Time” che ha tifato per il SI e l’ “Economist” che ha tifato per il NO, hanno fatto ricorso prevalentemente alla sfera emotiva dei lettori (si tenga conto che l’ “Economist” appartiene per il 43,4% alla Exor, cioè a John Elkan e a Marchionne).

Ma noi sappiamo che ogni problema razionale ha anche una soluzione emotiva: ed è quella sbagliata.

Pubblicato il 26 marzo 2026

Valeria Tonella

Valeria Tonella / Senior business consultant - Imprenditrice - Artista

http://www.anthora.it