Il virtuale. La rivoluzione digitale e l'umano
Anno:
1997
Casa editrice:
Raffaello Cortina Editore,
Segnalato da
Carlo Mazzucchelli
Altri libri consigliati
da Carlo Mazzucchelli

Il virtuale. La rivoluzione digitale e l'umano

Il saggio di Lévy intende essere una presentazione chiara di quel che significa oggi servirsi della realtà virtuale ma soprattutto vuole rappresentare il primo manuale di "filosofia virtuale" che delinea i possibili universi in cui domani ci troveremo a vivere e mostrare come nella vicenda siamo tutti coinvolti, filosofi e politici, ciarlatani e prostitute, sacerdoti e comuni uomini della strada.

E' come se tutti avessero a disposizione la lampada di Aladino, ma il Genio può anche esigere un prezzo. Se si tratta di un prezzo per crescere, invece che per decadere a semplici "replicanti", dipende dalla capacità di ciascuno di scegliere, in un momento in cui le decisioni sono sempre più rischiose ma affascinanti.

Articoli correlati

Méditation sur la mémoire

Un saggio sulla memoria, in forma di meditazione, di Pierre Levy, filosofo e Membro della Société Royale du Canada (2025). Un testo denso, che richiede attenzione e concentrazione, ma che può soddisfare lettori diversi, interessati ad approfondire più che a scorrere velocemente un testo, a riflettere su concetti che servono a comprendere la nostra realtà di umani che, a differenza delle macchine artificiali, mostrano una complessità inarrivabile anche nel modo con cui fanno esperienza della memoria. Una memoria che, dice il filosofo Pierre Levy, è un elemento centrale dell’esperienza temporale, dell’identità e della creatività.

La personne artificielle

Questo testo riflessivo sull'intelligenza artificiale non è rivolto a ingegneri, investitori, manager o politici, sebbene tutti questi interlocutori siano, ovviamente, benvenuti. Auspico invece un pubblico attento tra intellettuali, creatori, insegnanti, studenti e tutti coloro che si considerano umanisti. Non tratterà quindi di soluzioni magiche, né di aumento della produttività e rischi di disoccupazione, né di strategia industriale, né di lamentarsi del (reale) declino del rendimento scolastico degli studenti, né di denunciare la pigrizia di chi fa scrivere i propri testi da un programma di chat, ma piuttosto di una meditazione su cosa ne sarà dell'individuo nell'era dei simboli elettrificati. Per condurre questa riflessione, proporrò innanzitutto un quadro antropologico invariante che chiarisca come produciamo significato, sia per l'individuo che per la comunità nel suo complesso. Mostrerò poi come, sullo sfondo di questa struttura invariante, si siano succedute tre configurazioni principali negli ultimi due o tre millenni, corrispondenti rispettivamente all'era della scrittura a mano, della stampa e dei simboli elettrificati. Questi tre regimi ermeneutici si sono accumulati e ibridati per creare la stratificazione che conosciamo oggi. Per chiarezza, tuttavia, descriverò semplicemente ogni strato a turno, evidenziandone le caratteristiche peculiari. Infine, approfondirò il caso dell'ermeneutica digitale, il ruolo svolto dall'intelligenza artificiale al suo interno e la nuova figura di persona che ne emerge.