NOVITA'[1505]
La Democrazia del Divieto e il Naufragio della Ragione
Ogni divieto statale è una confessione di fallimento pedagogico. In questo manifesto, Jorge Charlin esplora come le democrazie moderne si siano trasformate in 'Leviatani Balia', sostituendo la Sovranità individuale con la sicurezza della proibizione. Un'analisi impietosa che va dal sequestro degli smartphone nelle scuole alla criminalizzazione dell'homeschooling, denunciando la 'Zoocosi' di una società che preferisce le sbarre alla libertà di pensiero. Benvenuti nel naufragio della ragione.
Nodo di scotta: la domanda di Massimiano Bucchi
Nodo di scotta (ἐρώτησις ἄξιος). Una iniziativa di Stultiferanavis alla ricerca di domande che valgano la pena di essere poste e che poniamo qui a tutti coloro che ci seguono, rovistano nel baule dei nostri testi e leggono quello che hanno cercato e trovato.
Il dilemma degli esperti: perché la Scatola Nera terrorizza i suoi Creatori
L'ingenuità della regolamentazione senza la costruzione della Sovranità Perché i profeti della Silicon Valley chiedono solo divieti? La paura della "Scatola Nera" nasconde una dimenticanza fatale: l'essere umano. Questo articolo analizza la cecità degli specialisti e propone un cambio di paradigma: smettere di riparare il recinto algoritmico e iniziare a rafforzare la mente che lo abita. Non è una questione di regole, è una questione di evoluzione.
Cosmogonia orfica: neoplatonismo, Pitagora, psicologia archetipica
Contenuti salienti trattati all'interno del mio libro intitolato: «𝗟𝗮 𝗖𝗼𝘀𝗺𝗼𝗴𝗼𝗻𝗶𝗮 𝗼𝗿𝗳𝗶𝗰𝗮: 𝗶𝗹 𝗳𝗶𝗹𝗼 𝗿𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗻𝗲𝗼𝗽𝗹𝗮𝘁𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝗴𝗮 𝗣𝗶𝘁𝗮𝗴𝗼𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝘁𝗶𝗽𝗶𝗰𝗮 »
31/12. Ricordare tutto, tenere poco: relazioni e responsabilità in un anno che finisce
Un 31 dicembre segnato da guerre, morti e odio diffuso interroga il senso del bilancio di fine anno. Tra memoria e responsabilità, il testo riflette sul valore delle relazioni, sulla tentazione del solipsismo contemporaneo e sulla libertà come compito, a partire da Arendt, Sartre e Han.
La Presenza di una Assenza
Una riflessione sulla speranza nei contesti di crisi, ispirata a Gabriel Marcel. La speranza non come attesa di un futuro migliore, ma come postura che resta davanti all’assenza senza colmarla, affrontando il presente senza illusioni.
Un confine sottile. Tra l'incapacità di essere più chiari e l'uso artato nell’oscurità
Un pensiero critico ridotto a feticcio e simulacro è il mezzo oggi usato per celebrare il nuovo Moloch: la cosiddetta 'intelligenza artificiale'.
La Morte di Eros: Come la tecnologia sta eliminando l'attrito che ci rende umani
La Morte di Eros: Perché la comodità digitale ci sta estinguendo. Nel 1968, l'esperimento "Universo 25" dimostrò che l'abbondanza senza sfide porta all'estinzione sociale. Oggi, l'Intelligenza Artificiale ci offre una gabbia dorata simile: una vita senza dolore, senza sforzo e senza Eros. Un'analisi su come la tecnologia agisce come una "madre iperprotettiva" che atrofizza la nostra volontà e perché la vera ribellione del XXI secolo consiste nell'abbracciare la difficoltà.
Il Golem, lo Zoo e l'inganno di Skynet: Verso un'etologia della domesticazione umana.
"Non siamo stati invasi. Siamo stati amministrati. Non siamo stati incatenati. Siamo stati sedati." In questo saggio, Jorge Charlin decostruisce la paura cinematografica di un'Intelligenza Artificiale ostile (il mito di Skynet) per rivelare una minaccia molto più concreta e attuale: la domesticazione dell'essere umano. Attraverso le metafore architettoniche della "Gabbia" e dello "Zoo", e recuperando la figura mitologica del Golem, l'autore analizza come la Governance Tecnocratica e l'IA Generativa non stiano cercando di distruggerci, ma di amministrarci come utenti passivi. Una riflessione che unisce filosofia politica, etologia e critica tecnologica per proporre un ritorno alla "Sovranità Cognitiva" come unico antidoto all'atrofia esistenziale.
Cinque saggi su nichilismo e crisi della democrazia
I saggi qui raccolti interrogano la condizione politica contemporanea a partire dal nesso strutturale tra nichilismo, rappresentanza e democrazia. Attraverso un percorso che intreccia filosofia politica, teoria critica, storia delle idee ed estetica, i saggi analizzano la disaffezione politica non come semplice apatia, ma come sintomo di una crisi più profonda del legame comunitario e della capacità di immaginare alternative al presente. Ne emerge un quadro unitario: il nichilismo politico non coincide con il vuoto di senso, ma con l’impossibilità di trasformarlo, rendendo urgente una riflessione sulle condizioni teoriche e storiche per una possibile reinvenzione della democrazia.
How to Survive Artificial Intelligence: dialogo Stultifero con Giorgio Griziotti
Il termine "intelligenza artificiale" (IA) è diventato la parola (con)vincente degli ultimi tre anni, dall'arrivo sul mercato della ChatGPT, seguita a ruota da tutte le altre IA generative. A prevalere nella narrazione conformistica dominante è la celebrazione delle opportunità, delle possibilità di sviluppo e delle potenzialità delle nuove tecnolog-IA. Poi ci sono le narrazioni critiche, riflessive, finalizzate a suggerire un approfondimento per una migliore comprensione, non soltanto delle nuove tecnologie in sé, ma soprattutto dei loro effetti e delle loro conseguenze. Tra queste riflessioni c'è quella di Giorgio Griziotti, autore di un saggio, How to survive artificial intelligence. Intelligenza artificiale, tecnofascismo e guerra, nel quale invita a riflettere sul fatto di vivere dentro "una catastrofe in corso", riflessa in molte narrazioni sulle IA, opposte e semplificate, che stanno animando il dibattito pubblico.
La Trappola dell'Oracolo: Perché l'IA deve imparare a tacere
Non cercate la risposta perfetta. Cercate la domanda difficile. L'educazione del futuro non riguarda le risposte, ma la capacità di porre la domanda giusta. L'Occidente sta commettendo un errore fatale: usare l'IA come un Oracolo che fornisce risposte immediate, creando atrofia mentale. Questo articolo propone il "Progetto Socrate": un'architettura dove la tecnologia agisce come uno specchio per creare attrito cognitivo, non per eliminarlo. Una riflessione su come l'imperfezione biologica sia il nostro vero vantaggio competitivo.
Interludio regressivo e opaco (sotto la soglia della curva)
Un appunto filosofico-tecnologico, un ripiegamento borghese e anti-rivoluzionario se volete, che esplora la regressione lineare come metafora dell'appiattimento esistenziale: algoritmi e umani si co-addestrano in un loop che cancella scarti e complessità, normalizzati dal "System 0", l'infrastruttura invisibile che rende ovvio il nostro cedimento. Ma l'uscita? Anche quella è già stata catturata. L'unica resistenza vera: l'opacità radicale, gesti invisibili che rendono illeggibili le nostre vite al modello.
La filosofia su LinkedIn occupa una posizione strana...
"La filosofia è presente su Linkedin in mille salse, tutte più o meno simili, perchè sempre in fase di preparazione dentro camere dell'eco gestite ad arte dall'algoritmo di turno. Presenti sono anche i filosofi, i consulenti filosofici, i filosofi che fanno i social media manager e i content creator. Poi ci sono i filosofi pop, amati da algoritmi, influencer e moltitudini di seguaci che amano fare citazioni ed esercitarsi in pensieri filosofici senza aver letto un libro di filosofia. Su Linkedin la filosofia è sempre in azione ma sembra sempre un po' fuori posto. Come si fa a semplificare un pensiero filosofico complesso, ad articolarlo in brevi frasi e altrettanto brevi post? Come si fa a condividere una riflessione critica, profonda, non omologata, alternativa, impegnata? Come si fa a dialogare socraticamente ponendo domande alle quali oggi le IA sono bravissime a rispondere? La filosofia su Linkedin è immersa nel rumore, c'è da meravigliarsi e da essere contenti di quanti siano i filosofi che ancora osano agire da pensatori che si rifiutano di sparire in tutto questo rumore, ma anche noncuranza, disaffezione, disinteresse. " (Carlo Mazzucchelli)
In viaggio nel Nostroverso lontano dal Metaverso (Prefazione)
Tecnologia, ambiente, economia, salute e politica sono tanti ambiti tutti tra loro intrecciati e imparentati, anche dagli effetti su di essi generati dalle accelerazioni tecnologiche degli ultimi trent’anni. Un’accelerazione resa possibile dalla modellazione costante della mente moderna per coltivare le sue aspettative di progresso e di crescita continui, di espansione del consumo e di felicità. Le crisi che da questi effetti si stanno generando sottolineano quanto quelle aspettative fossero fallaci, impongono l’urgenza di qualche forma di pentimento, di tornare a pensare, a (auto)riflettere criticamente, a problematizzare il presente, a concentrarsi approfondendo, a cambiare schemi mentali, paradigmi di riferimento e punti di vista.
Il Codice dell'Estinzione: Ciò che 12 menti brillanti hanno visto e noi ignoriamo
Da Dostoevskij alle Neuroscienze, la diagnosi è unanime: Il comfort non è una conquista, è un test evolutivo. E noi lo stiamo fallendo. Questo articolo esplora la crisi esistenziale moderna non come un fallimento tecnologico, ma come un'atrofia biologica e spirituale. Attraverso una sintesi audace che unisce la letteratura classica (Dostoevskij, Brontë), l'etologia (l'esperimento "Universo 25" di Calhoun e gli stimoli supernormali di Tinbergen), la filosofia politica (Arendt) e la neuroscienza, si sostiene che il comfort eccessivo e l'Intelligenza Artificiale stanno eliminando l'"attrito" necessario per la vita umana. La tesi centrale è che stiamo diventando "I Belli" di Calhoun: esseri perfetti esternamente ma vuoti internamente. L'autore propone la "Sovranità" e l'uso attivo della Corteccia Prefrontale come unica resistenza contro questa estinzione programmata dello spirito.
Defezione digitale e controllo algoritmico: filosofia della resistenza ai social network
Dopo ventidue anni e sei blocchi algoritmici in dodici mesi, ho chiuso il mio account su un importante social network professionale. Non si è trattato di un gesto impulsivo ma dell'esito necessario di un processo di erosione della possibilità stessa di dialogo autentico. Questa riflessione parte da un'esperienza personale per interrogare filosoficamente il controllo algoritmico, l'estrazione di valore dalle piattaforme digitali, e la possibilità di resistenza. Tra Foucault, Hirschman e Deleuze, esploro tre grammatiche della resistenza e propongo la defezione come atto politico consapevole in un'epoca di capitalismo della sorveglianza.
Fusione, magneti e l’arte di contenere il mondo
Nuovi magneti superconduttori segnano un passo avanti verso la fusione e mettono in luce la questione centrale della nostra epoca: la concentrazione di potere che accompagna ogni conquista tecnica. Dalla corsa globale ai magneti, alla promessa di un’energia “perfetta”, il cuore dei futuri reattori diventa il luogo in cui si decide chi controllerà tempo, spazio e destino materiale delle società.
Etica, potere e responsabilità nell'infosfera (POV #11)
Il dibattito sull'impatto dell'Intelligenza Artificiale e del digitale sulla società, la politica e l'etica non è mai stato così urgente. Da un lato, Luciano Floridi, fondatore della Filosofia dell'Informazione e studioso dell'“infosfera”, offre un approccio pragmatico e costruttivista, incentrato sulla progettazione etica della nuova civiltà digitale. Dall'altro, Evgeny Morozov, sociologo e critico dei nuovi media, demolisce con scetticismo le promesse del "cyber-utopismo" e del "soluzionismo tecnologico". Per lui il rischio maggiore non è la tecnologia in sé, ma il potere che si concentra nelle mani di poche grandi aziende che possono influenzare economie, istituzioni e opinioni. Mettere a confronto questi due punti di vista - uno più costruttivo, l’altro più critico - aiuta a capire i tre punti decisivi della nostra epoca: l’etica di ciò che costruiamo, il potere di chi controlla gli strumenti, e la responsabilità di come li usiamo. Due visioni diverse, che insieme mostrano quanto sia necessario parlare seriamente di AI e del futuro che stiamo programmando.
La mistica non è altro che una filosofia
Colloquio tra Anna Colaiacovo e Marco Vannini. La mistica – sostiene Vannini - non è altro che filosofia e, in quanto tale, implica una libertà di pensiero che non riconosce nessuna autorità sopra di sé. Per questo può confliggere con le religioni perché tutte possiedono un apparato dogmatico, ma è in realtà la lingua universale delle diverse religioni.