Sorvegliare e punire. Nascita della prigione
Anno:
2014
Casa editrice:
Einaudi
Segnalato da
Carlo Mazzucchelli
Altri libri consigliati
da Carlo Mazzucchelli

Sorvegliare e punire. Nascita della prigione

"Si imprigiona chi ruba, si imprigiona chi violenta, si imprigiona anche chi uccide.

Da dove viene questa strana pratica, e la singolare pretesa di rinchiudere per correggere, avanzata dai codici moderni? Forse una vecchia eredità delle segrete medievali? Una nuova tecnologia, piuttosto: la messa a punto tra il XVI e il XIX secolo, di tutto un insieme di procedure per incasellare, controllare, misurare, addestrare gli individui, per renderli docili e utili nello stesso tempo.

Sorveglianza, esercizio, manovre, annotazioni, file e posti, classificazioni, esami, registrazioni. Un sistema per assoggettare i corpi, per dominare le molteplicità umane e manipolare le loro forze si era sviluppato nel corso dei secoli classici: la disciplina."

Articoli correlati

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Un punto di fuga per tutti [II])

Secondo capitolo del mio libro 𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲: 𝗩𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮. Parte I - Il campo prima dell’accelerazione. "Il problema non è più solo che qualcuno ci dica dove guardare. È che il campo abbia già preparato ciò che ci sembrerà naturale vedere. Crediamo di arrivare con lo sguardo. Ma la scena è già lì, predisposta prima di noi."

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Il tempo che esce dal monastero [I])

Primo capitolo del mio libro 𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲: 𝗩𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮. Parte O - Il campo prima dell’accelerazione. Forse la libertà, nel mondo che viene, non comincerà più dalla decisione. Comincerà dalla possibilità di avere ancora tempo prima della decisione.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa (Epilogo)

Il tempo che ci precede è qualcosa di diverso. È il presente sottile in cui una forma può ancora essere riconosciuta come forma, prima che venga scambiata per mondo. Il momento in cui è ancora possibile chiedersi quale idea di essere umano sia nascosta in un'interfaccia, in una metrica, in una soglia, in un agente. Quale libertà rende possibile. Quale libertà rende più difficile. Quali vite dovranno adattarsi alla sua grammatica per risultare leggibili. Quali silenzi scambierà per consenso.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Introduzione)

Condivido con i lettori della STULTIFERANAVIS il mio libro 𝑰𝒍 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒄𝒆𝒅𝒆. Crediamo di scegliere. Ma sempre più spesso entriamo in campi già predisposti: un feed che orienta l’attenzione, un profilo che decide come siamo leggibili, un punteggio che ci precede, un algoritmo che prepara le opzioni prima che la nostra intenzione prenda forma. Il tempo che ci precede racconta la storia degli artefatti che hanno organizzato la vita umana — dall’orologio dei monasteri alla prospettiva, dalla partita doppia alle mappe coloniali, dai moduli burocratici agli agenti artificiali — mostrando come ogni civiltà abbia sempre vissuto dentro tracce lasciate da altri. Ma oggi qualcosa sta cambiando: gli artefatti non si accontentano più di custodire il passato. Cominciano ad anticipare il futuro. Anticipare ha una doppia radice di senso, significa venire prima nel tempo e, insieme, prendere posizione prima che qualcuno arrivi. È più della previsione: è predisposizione. La domanda, allora, non è se le macchine penseranno al posto nostro, è se sapremo ancora progettare il campo in cui il pensiero, la scelta e la responsabilità possono nascere.

Dioniso macchinico

Un testo scritto a quattro mani con Francesco Pizzi. Per una nuova riunificazione - Negli ultimi anni spesso si sente parlare di dionisiaco intendendo con questo termine, a vario grado e intensità, concetti avvicinabili a quelli di liberazione, caos, sensualità, abbandono, rapimento rapsodico e via discorrendo. Il tutto contrapposto a una razionalità monolitica, asfissiante, totalitaria: la famosa “gabbia d’acciaio” di weberiana memoria.

Genealogia di un incontro. Verso il 25 Giugno

Un testo che ripercorre le ragioni dell'incontro online che si terrà il 25 giugno 2026, a proposito di Michel Foucault. Non come celebrazione ma come verifica critica della tenuta del suo pensiero nel presente. Dal contesto italiano delle polemiche ministeriali alle architetture algoritmiche dei social media e dell'intelligenza artificiale: il metodo genealogico come pratica di libertà e strumento per leggere una contemporaneità che Foucault non ha conosciuto, ma per cui sembra aver costruito le domande giuste.

Dalla caverna allo schermo: la progressiva separazione tra corpo vissuto e corpo rappresentato

Questo saggio attraversa la storia della rappresentazione del corpo – dall'Egitto alla Grecia, dal Medioevo al Rinascimento, dal Barocco alle avanguardie, fino all'era degli schermi – seguendo un filo rosso preciso: la progressiva separazione tra corpo vissuto (il corpo sentito dall'interno, esperienza incarnata) e corpo rappresentato (il corpo visto, misurato, codificato dall'esterno).