Studiare per diventare interpreti e traduttori al tempo dell’Intelligenza Artificiale
Anno:
2025
Casa editrice:
Armando editore

Studiare per diventare interpreti e traduttori al tempo dell’Intelligenza Artificiale

Questo libro è una lettera aperta a chiunque abbia sentito un nodo allo stomaco guardando un cursore lampeggiare su uno schermo, chiedendosi: "C'è ancora posto per me in questo futuro?".
"Studiare per diventare interpreti e traduttori al tempo dell’Intelligenza Artificiale" non è un manuale tecnico, ma un viaggio emotivo e professionale. Tutto inizia in uno studio universitario piovoso, alla SSML San Domenico di Roma, dove incontriamo Elisa, una studentessa brillante ma paralizzata dalla "domanda da un milione di euro": stiamo studiando per diventare disoccupati?.
Attraverso gli occhi di Elisa e la guida saggia del professor Franco Bagaglia – un "Umanista Digitale" che ama la filologia tanto quanto il codice Python – il lettore viene preso per mano e condotto fuori dalla nebbia della paura. Il libro trasforma l'ansia dell'obsolescenza nell'eccitazione della scoperta. Pagina dopo pagina, scopriamo che l'Intelligenza Artificiale non è il mostro che ci ruberà la voce, ma l'amplificatore che ci permetterà di farla risuonare più forte.
È una storia di metamorfosi: dal timore di essere sostituiti da un algoritmo, alla consapevolezza di poter diventare "alchimisti" della parola, capaci di usare la tecnologia per trasformare il piombo grezzo della traduzione automatica nell'oro della comunicazione umana autentica.
Il Messaggio che vuole veicolare
Il cuore pulsante del libro batte su tre concetti fondamentali:
1. Non competere, ma dirigere (La Metafora del Direttore d'Orchestra): Il messaggio centrale è che l'essere umano non deve gareggiare con la macchina sulla velocità o sulla memoria, una battaglia persa in partenza. Il linguista del futuro è un Direttore d'Orchestra: l'IA suona gli strumenti (traduce, trascrive, organizza i dati), ma è l'umano a dare il tempo, l'interpretazione e l'anima alla sinfonia. Senza la bacchetta dell'umano, l'IA produce solo suoni tecnicamente corretti, ma privi di emozione.
2. L'Umanità è il vero "Valore Premium" (Il paradosso della tecnologia): Più l'IA diventa brava nei compiti meccanici, più il valore delle competenze esclusivamente umane sale alle stelle. Il libro insegna che l'empatia, l'ironia, la sensibilità culturale, la capacità di capire il "non detto" e di gestire le emozioni in una trattativa o in un ospedale sono territori in cui la macchina fallisce e l'umano trionfa. Il messaggio è liberatorio: l'IA ci toglie la fatica del lavoro ripetitivo per lasciarci la parte più nobile e creativa della professione.
3. Dalla paura alla "Danza" (L'Evoluzione Professionale): Il testo vuole sradicare la narrazione catastrofista della "sostituzione". Invita i giovani a non arroccarsi nel passato, ma a imparare a "danzare con le macchine". Non siamo di fronte alla fine della professione, ma alla sua rinascita in forme nuove: dall'Architetto di Dialoghi al Curatore di Dati Culturali. Il futuro appartiene a chi smette di resistere all'onda e impara a surfare, unendo la cultura classica alla potenza digitale.