Milano, le nuove generazioni e il prezzo della prossimità

Milano è la città che funziona, e proprio per questo mostra meglio di ogni altra dove il funzionamento diventa esclusione. Produce lavoro qualificato in abbondanza, ma rende sempre più difficile, a chi quel lavoro lo comincia adesso, viverci: la gentrificazione non cambia solo i quartieri, cambia chi può entrare, e funziona come un filtro generazionale in cui l'accesso al centro dipende ormai più dal patrimonio dei genitori che dal merito. La lettura qui è dichiaratamente schierata, e si appoggia a una tradizione critica precisa: gli studi urbani radicali del diritto alla città (Lefebvre, Harvey) e dell'abitare diseguale (Hochstenbach), l'economia politica del precariato e della giustizia sociale (Standing, Fraser, Fumagalli), e quella psicologia critica del lavoro che, dal Manifesto di Bal alla psychology of working di Blustein, rifiuta di ridurre problemi strutturali a questioni di resilienza individuale. È uno sguardo che colloca il disagio non nelle persone, ma nei rapporti materiali tra lavoro, reddito e territorio. Il risultato è una città che lavora altrove: i suoi giovani la servono, la attraversano e poi se ne vanno, perché restare costa troppo. Resta la domanda più scomoda, quella da cui parte ogni lettura critica: chi può permettersi di lavorare nella città che ha bisogno del suo lavoro?

Car* amic* della GenZ ti scrivo

Una lettera aperta alle ragazze e ai ragazzi della GenZ, i teenagers, avremmo detto un tempo. Una lettera che dichiara la mia / nostra difficoltà di respirare la stessa aria che voi respirate e la paura di ricordare che abbiamo anche noi avuto paura.

Corrompere i giovani della GenZ

Giovani ribelli, rivoluzionari, e anziani coriacei e critici, hanno oggi il bisogno di trovare forme militanti di ribellione con l’obiettivo di contrastare la narrazione dominante, che li vorrebbe eternamente giovani e passivi, disorientati e “interminabilmente privi di ogni marca di esistenza positiva”. La collaborazione tra anziani e giovani deve nascere dalla comune percezione di trovarsi sulla soglia di un nuovo mondo, dentro una crisi dalla quale gli scenari futuri che potrebbero presentarsi romperanno ogni residuale collegamento con le tradizioni millenarie passate.