NOVITA'[1984]
Ritorno al futuro… con l'AI
E se il prossimo sistema operativo non fosse più uno strumento, ma un interlocutore? L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui interagiamo con la tecnologia, spostando il focus dalle azioni agli obiettivi. Un cambiamento progressivo, quasi invisibile, che riduce la frizione ma ridefinisce anche il nostro ruolo nel processo decisionale. Perché semplificare non significa solo fare prima. Significa anche vedere meno.
Dalle campagne vuote al futuro che manca
Un viaggio tra storia, spopolamento, lavoro, democrazia e immigrazione: dalle campagne svuotate della Rivoluzione agricola inglese all’Italia di oggi, dove i territori che perdono giovani e lavoro rischiano di perdere anche il futuro.
Internet e new Media: un forte bisogno di Utopia per immaginare il futuro
Un articolo scritto e pubblicato ere geologiche fa, nel 2013 e comparso sul mio progetto online SoloTablet. Per i più l’utopia è qualcosa che non esiste o non è facile da realizzare. In realtà essa ha molte facce e molti significati. Anche quando l’utopia ha preso le sembianze di Internet e dei mondi virtuali e liberi da essa prefigurati. Google, Facebook, Apple sembrano oggi un’utopia realizzata. In realtà sono solo una delle due rappresentazioni dicotomiche con cui si guarda all’utopia (Cyber-Utopia) di Internet . E non tutti sembrano condividerla. Anzi forse non bisogna farlo!
Il Peso del Futuro: quando Bernini scolpì l'Umanesimo Digitale senza saperlo
Come il capolavoro barocco dialoga con l'Umanesimo Digitale: ogni passo in avanti è un atto d'amore verso chi ci ha preceduto. Esiste un legame invisibile, ma sorprendentemente solido, tra il marmo freddo e levigato di Gian Lorenzo Bernini e la calda gradazione cromatica di un'immagine che sintetizza l'era digitale. Se osserviamo la celebre scultura Enea, Anchise e Ascanio (1618-1619) conservata alla Galleria Borghese, confrontandola con la raffigurazione visiva del concetto di "Umanesimo Digitale", ci troviamo di fronte alla stessa identica storia, raccontata però in due linguaggi distanti quasi quattro secoli.
E’ tutto una questione di Lampi!
Un testo scritto nel lontanissimo 2011 e pubblicato sul mio portale SoloTablet. Vi si parla di un libro, per me a quel tempo ritenuto importante. Un libro di Albert-Lazlo Barabasi initolato “LAMPI la trama nascosta che guida la nostra vita”, edito e pubblicato in lingua italiana da Einaudi all’inizio del 2011.
L’AI tra mito e infrastruttura (POV #27)
Matteo Pasquinelli vs Nick Bostrom: Da dove proviene l’intelligenza che attribuiamo alle macchine?
Viviamo dentro un ologramma globale?
Ciò che sta succedendo in Medio Oriente in questi giorni non è che l’ultima espressione di una realtà che ci appare e ci viene raccontata nella sua espressione finale, ma che in realtà è il risultato emergente che racchiude in sé tutti i possibili e le altre possibilità che sono andate perse quando lo stato emergente è diventato quello finale.
Prepararsi a (morire) invecchiare
“Entrarono nella camera, si spogliarono e quel che era scritto cha sarebbe accaduto, infine accadde, e un’altra volta, e un’altra ancora. Lui si addormentò, lei no. Allora lei, la morte, si alzò, aprì la borsetta che aveva lasciato in salotto e prese la lettera coloro viola. Si guardò intorno come se stesse cercando un posto dove lasciarla […] non lo fece. Andò in cucina, accese un fiammifero, un umile fiammifero, lei che avrebbe potuto distruggere il foglio di carta con lo sguardo, ridurlo a una polvere impalpabile […] invece era il fiammifero di tutti i giorni che faceva bruciare la lettera della morte, quella lettera che solo la morte poteva distruggere. Non rimasero neanche le ceneri. La morte tornò a letto, si abbracciò all’uomo e, senza ben capire quel che le stava succedendo, lei, che non dormiva mai, sentì che il sonno le faceva calare dolcemente le palpebre. Il giorno dopo non morì nessuno”.
Cambio di paradigma?
Non è l’IA a cambiare il mondo, ma siamo noi che stiamo riadattando il mondo all’intelligenza artificiale e il rischio non è che l’IA diventi simile all’umano, ma che l’umano venga progressivamente adattato ai parametri della macchina.
Il futuro è stato
Il futuro sintetico, se fosse perfetto, sarebbe un futuro morto. La perdita non è la capacità di calcolare, ma il coraggio di interrompere il calcolo quando qualcosa chiede di essere ascoltato. Inutile temere che l’AI resti bloccata nel passato, né che possa davvero attraversare tutto il possibile. Il pericolo è che noi finiamo per confondere la stabilità del modello con la stabilità del mondo.
Credi a Cassandra, segui Morpheus.
Due profeti per il consumo consapevole nell’era dell’informazione di Luca Sesini e Beppe Carrella
Una mente in comodato d'uso?
Alcune delle distopie più note, nel mondo della letteratura e del cinema, erano ambientate in un futuro che i loro autori avrebbero potuto conoscere, ma non è stato così. George Orwell avrebbe avuto 81 anni nel suo “1984”, ma se ne è andato nel 1950, due anni dopo aver scritto il celebre romanzo. Philip Dick scrive nel 1968 “Il cacciatore d’androidi”, da cui è stato tratto il film “Blade Runner”, lo ambienta nel 1992, ma muore dieci anni prima. Fritz Lang era invece sicuramente certo di non sopravvivere al futuro immaginato per il suo celeberrimo “Metropolis”, che aveva scelto di ambientare a cento anni esatti dalla scrittura della sceneggiatura. Questo, tuttavia, non vale per noi, anche se di quel 2026 abbiamo visto, per ora, solo sette giorni…
Prometeo e Iron Man: il fuoco digitale e la sfida della sostenibilità
Il futuro è nelle nostre mani Prometeo ci ha donato il fuoco. Iron Man ci ha mostrato come usarlo con intelligenza. Ora tocca a noi: trasformare il digitale in alleato della sostenibilità, e non in nemico invisibile. Il cloud può essere il nostro reattore Arc, se alimentato da energia pulita e guidato da coscienza ecologica.
Andrà tutto bene. Forse.
Progesso, sviluppo, futuro...una riflessione
Le madri dell'algoritmo e del mostro. Ada Lovelace e Mary Shelley: il codice e la conoscenza
di Luca Sesini e Beppe Carrella
Raging old males
Today old males, drunk with power and afraid of death, are raging. Do not despair: the legends tell us that their stupidity cause their fall.
Leonia e l’ossessione del nuovo - Consumismo e rifiuto nella città invisibile
Dal dialogo tra Marco Polo e Kublai Khan 2 - interpretazioni di Luca Sesini e Beppe Carrella
La Morte di Eros: Come la tecnologia sta eliminando l'attrito che ci rende umani
La Morte di Eros: Perché la comodità digitale ci sta estinguendo. Nel 1968, l'esperimento "Universo 25" dimostrò che l'abbondanza senza sfide porta all'estinzione sociale. Oggi, l'Intelligenza Artificiale ci offre una gabbia dorata simile: una vita senza dolore, senza sforzo e senza Eros. Un'analisi su come la tecnologia agisce come una "madre iperprotettiva" che atrofizza la nostra volontà e perché la vera ribellione del XXI secolo consiste nell'abbracciare la difficoltà.
Il dolore lancinante delle cassandre moderne che guardano Trump e i suoi clown distruggere il mondo occidentale
Abbiamo ancora bisogno di Cassandra. La realtà che oggi viviamo suggerisce si sì, per affrontare le crepe e le crisi in continua emersione, ma soprattutto per interrogarsi su cosa fare per ompedirne di nuove. Pensare di risolvere quelle già presenti sarebbe un atto di presunzione.