Consulente filosofico presso Phronesis

Laureata in filosofia e specializzata in psicopedagogia, ha insegnato storia e filosofia nei licei. Consulente filosofico Phronesis dal 2009, ha fondato nel 2011 l’Associazione culturale “Lo Spazio di Sophia” per favorire la diffusione delle pratiche filosofiche. Attualmente si occupa di consulenza individuale e di pratiche filosofiche di gruppo, collabora con diverse riviste e scrive sul blog www.filosofiaperlavita.it. Tra le sue ultime pubblicazioni: A. Colaiacovo, M. Giacintucci, B. Nasuti, Stili di vita, Quanto libere sono le nostre scelte? (Diogene Multimedia 2015); A. Colaiacovo, M. Giacintucci, B. Nasuti, Cibo – dare forma al disordine - Miti, riti, passioni e ossessioni (Diogene Multimedia, 2016), Colaiacovo-L. Collevecchio, Quale futuro? Una società con i tempi al femminile, Diogene Multimedia, Bologna 2021- seconda edizione


L’ambiguità delle tecniche: il mito di Prometeo

Il mito di Prometeo è forse, tra i tanti miti presenti nella cultura greca che parlano ancora di noi, il più potente e il più celebre. Continuamente riesaminato e reinterpretato nel corso della storia (da Hobbes, Rousseau, Vico, Goethe, Schelling, Marx, Weil, Jonas…), mantiene un fondo oscuro e enigmatico. Rappresenta, meglio di qualsiasi altro mito, i caratteri della civiltà occidentale ed è l’aspetto principale con cui, oggi, l’esistenza umana si deve misurare. Il problema del nostro tempo risiede infatti nella straordinaria capacità di conoscenza e di potere tecnologico a cui non corrisponde, però, una altrettanto grande capacità di percepire, immaginare, sentire. Già mezzo secolo fa il filosofo Günther Anders definiva tale condizione “dislivello prometeico”. Un dislivello che può portare l’umanità a scelte catastrofiche.

Le emozioni tra reale e virtuale

Sulle emozioni si fondano i sentimenti che creano legami. Ma che cosa cambia quando la relazione avviene con le nuove tecnologie digitali, le tecnologie immersive, che portano a vivere esperienze sensoriali in modo diretto, senza il corpo?