Nella cultura ebraica, il termine Gisher, che significa ponte, riveste un'importanza simbolica profonda e nodale. Esso rappresenta non solo una struttura fisica che connette luoghi separati, ma anche un concetto metaforico che unisce persone, idee e mondi. "Ci sedemmo dalla parte del torto perché gli altri posti erano occupati" B. Brecht Questa citazione riflette la mia visione della consulenza: un accompagnamento che rifugge le soluzioni preconfezionate, prediligendo approcci originali e collaborativi. Da sedici anni opero in questo multiverso professionale. Nel cuore del mio lavoro — Eros e Logos — convivono Sviluppo Organizzativo, Facilitazione di Processo, Consulenza al Ruolo: ciascuna metodologia volta ad assicurare l'efficacia degli interventi, mai predeterminata. Il concetto heideggeriano di Dasein mi ispira a sostenere Gruppi e Individui ad abitare le Organizzazioni con autenticità, coinvolgendomi attivamente e responsabilmente. Dietro le tecniche: arte e vocazione La consulenza si apparenta alla tradizione greca delle technai, dove padronanza tecnica e creatività si fondono. Le Organizzazioni sono ecosistemi vibranti: luoghi dove senso e significato emergono attraverso esperienze condivise. Mi affascina il Genius Loci — lo spirito distintivo di ogni luogo — che onoro per coltivare ambienti coesi. La mia metodologia integra psicosocioanalisi e project management, creando sinergia tra struttura e flessibilità. La consulenza è anche campo di pratiche etiche: mantengo presenza autentica, rispettando l'unicità di ogni Organizzazione-Partner. L'amore e il lavoro sono i capisaldi della nostra umanità
— S. Freud Colmo il divario tra visione strategica ed esecuzione operativa, costruendo modelli agili dove ogni ruolo è allineato agli obiettivi. La consulenza al ruolo permette a leader e professionisti di abitare la propria posizione con massima consapevolezza. La lezione più significativa: un buon consulente deve godere dei momenti di semplice umanità — come condividere un caffè — gesto che racchiude lo spirito dell'interazione genuina e del dialogo aperto.

Actor-Network Theory e AI: esplorazioni sull'agenzia distribuita e la co-produzione di realtà

Il presente contributo esplora la "fertilità" dell'Actor-Network Theory (d’ora in avanti ANT) come strumento per comprendere l'Intelligenza Artificiale (AI) come fenomeno socio-tecnico. L'argomentazione sostiene che i sistemi di AI sono actanti attivi con un'agenzia distribuita, che partecipano alla co-produzione di realtà. Attraverso i concetti fondamentali dell'ANT - come l'ontologia relazionale, l'ibridità e le black box - il paper analizza l'influenza dell'AI sulle strutture organizzative e sociali. Si esamina come l'AI ridefinisca le interazioni e impatti la gestione algoritmica, le dinamiche di potere, la responsabilità e la conoscenza, presentando esempi di come essa trasformi i modelli di governance e di lavoro. This paper explores the 'fertility' of Actor-Network Theory (ANT) as a tool for understanding Artificial Intelligence (AI) as a socio-technical phenomenon. The argument posits that AI systems are active 'actants' with distributed agency, participating in the co-production of realities. Through ANT's fundamental concepts—such as relational ontology, hybridity, and black boxes—the paper analyzes AI's influence on organizational and social structures. It examines how AI redefines interactions and impacts algorithmic management, power dynamics, responsibility, and knowledge, using examples to show how it transforms governance and work models.