Ha lavorato dal 1991 al 2025 nel mondo delle cooperative di consumatori. Dal 2008 al 2025 è stato Direttore di Scuola Coop, Istituto Nazionale di Formazione delle Cooperative dei Consumatori occupandosi di formazione e apprendimento, relazioni, società e innovazione sociale. Parole, disegni organizzativi, benessere, violenza, cultura e salute mentale sono le parole chiave che delineano i suoi interessi. I luoghi che abitiamo, soprattutto quelli rigenerati, come esempi di economia civile e creazione di bel vivere e cittadinanza consapevole sono oggetto della sua maggiore attenzione. Viaggia lento, prevalentemente con i mezzi pubblici e a piedi. E in questi viaggi cerca di andare a dormire e a mangiare in luoghi che siano collegati a progetti sociali. Ha pubblicato con Guerini e Associati La classe, Ripensare la crisi ripensando le organizzazioni e con Pacini Editore, Tanto per cambiare. Paolo Fresu, Berchidda e altre storie di economia civile. Fa parte del gruppo di autori che hanno pubblicato Considerate i gigli…Lettere a Liliana Segre, e La libertà è difficile. Lettere aperte ai condannati a morte delle Resistenza, per le Edizioni Pendragon, a cura di Mattia Fontanella. Collabora con Good Morning Genova di Spazio Comune, Giardini Luzzati Genova.

La Memoria del Presente appunti per un oblio generativo

Forse se esercitassimo la memoria anche in questo senso, se invece di ricordare solo singoli accadimenti della storia sperando di ostacolarne la riproposizione senza alcuno sforzo adulto, se si connettessero al presente per migliorare le nostre relazioni, allora l’oblio fisiologico inevitabile potrebbe essere sostituito da una maggiore consapevolezza della banalità del male, che allora come oggi non è mai scomparsa. E che oggi si mostra esplicita e apparentemente incontrastabile a tutti i livelli. A troppi livelli, per non renderci più preoccupati, ma anche più responsabili. Più aperti alla scomodità del confronto e meno a raccontarci la ninna nanna del ricordo perché non succeda più. Perché la prevaricazione, che è sempre violenta a intensità variabile, non è stata solo un problema esclusivamente nazista, non è mai sta interrotta e sta succedendo anche qui e ora.