L'AI e il paradosso della competenza

In un’epoca dove molti promettono che la tecnologia penserà al posto nostro, la responsabilità di pensare bene resta irriducibilmente umana. Il paradosso dell’expertise è proprio questo: gli strumenti che dovrebbero liberarci dal pensiero richiedono più pensiero, non meno. Più disciplina, non meno. Più consapevolezza, non meno. La tecnologia amplifica. Ciò che viene amplificato dipende da ciò che si costruisce prima di incontrarla.in un’epoca dove molti promettono che la tecnologia penserà al posto nostro, la responsabilità di pensare bene resta irriducibilmente umana. Il paradosso dell’expertise è proprio questo: gli strumenti che dovrebbero liberarci dal pensiero richiedono più pensiero, non meno. Più disciplina, non meno. Più consapevolezza, non meno.

Perché l'introduzione acritica dell'intelligenza artificiale nelle scuole è un problema?

Le linee guida ministeriali parlano di "utilizzo etico", di "mitigazione dei rischi", ma questo linguaggio rischia di fare l'effetto della proverbiale foglia di fico, a nascondere le pudenda di un'operazione che non può per definizione essere etica, né mitigata in alcun modo nel momento in cui a portarla avanti è Big Tech. La professoressa Daniela Tafani ci aiuta a comprenderne le ragioni:

Business school, non fate moralismi!

In una discussione della scorsa settimana, un collega ha insistito: "Le business school non dovrebbero fare la morale. Il loro compito è quello di insegnare il management e l'economia, non di imporre valori. Le questioni morali appartengono alla coscienza privata o, al massimo, all'etica elettiva, non al curriculum di base".

La scuola da ripensare: la protesta degli studenti tra modello tradizionale e metodo Montessori

La vicenda della maturità “muta” rappresenta molto più di una bravata mediatica: è il campanello d’allarme di una generazione che chiede una scuola migliore. Una scuola che formi senza far soffrire inutilmente, che educhi senza mortificare. Gli studenti hanno lanciato un messaggio coraggioso, pagando di persona (rischiando la bocciatura) per dare voce al disagio loro e di molti compagni. Spetta ora alle istituzioni dimostrarsi all’altezza, abbandonando rigidità autoritarie e aprendo le porte a un dialogo costruttivo.