NOVITA'[1842]
The Generative Value of Friction in Digital Media: Neuroscience, Education, and Play
This article, first published in Journal of Digital Media & Interaction ISSN 2184-3120 Vol. 8, No. 20 (2025), pp. 105–119 DOI:10.34624/jdmi.v8i20.40175, explores the conceptual value of friction in digital interactions, opposing the dominant rhetoric of “zero friction” in contemporary design, which reduces experience to mere efficiency. The removal of friction raises fundamental questions about the nature of experience and the formation of knowledge, since human experience has historically involved engagement with the resistance of the external world — an element that stimulates attention and meaning. In digital contexts, interface design aims to maximize fluidity, minimizing difficulty and interruption. While this improves usability, it can also diminish cognitive engagement and the capacity for critical interaction, fostering a perception of the world as entirely controllable and devoid of mystery. The article argues that friction can instead constitute a generative resource, not only in videogames — where it takes the form of intentional difficulty that prompts strategic reflection — but also in learning and neuroscience, as a space for error, recalibration, and cognitive effort. The analysis proposes a conceptual framework connecting these domains, showing how friction can become a condition for learning, engagement, and transformation. Keywords: Friction; Error; Digital interaction; Transformative learning; Game-based learning; Neuroplasticity
Il Codice dell'Estinzione: Ciò che 12 menti brillanti hanno visto e noi ignoriamo
Da Dostoevskij alle Neuroscienze, la diagnosi è unanime: Il comfort non è una conquista, è un test evolutivo. E noi lo stiamo fallendo. Questo articolo esplora la crisi esistenziale moderna non come un fallimento tecnologico, ma come un'atrofia biologica e spirituale. Attraverso una sintesi audace che unisce la letteratura classica (Dostoevskij, Brontë), l'etologia (l'esperimento "Universo 25" di Calhoun e gli stimoli supernormali di Tinbergen), la filosofia politica (Arendt) e la neuroscienza, si sostiene che il comfort eccessivo e l'Intelligenza Artificiale stanno eliminando l'"attrito" necessario per la vita umana. La tesi centrale è che stiamo diventando "I Belli" di Calhoun: esseri perfetti esternamente ma vuoti internamente. L'autore propone la "Sovranità" e l'uso attivo della Corteccia Prefrontale come unica resistenza contro questa estinzione programmata dello spirito.
Ontologie plurali e scienze cognitive: verso una tassonomia dinamica della mente
La cognitive ontology non riguarda solo la corrispondenza tra mente e cervello: è una questione epistemologica. Quali sono le entità ammissibili in una teoria della cognizione? Gli sviluppi della neurofisiologia, della filosofia della mente e della 4E Cognition hanno introdotto una visione pluralista, in cui le funzioni mentali sono processi distribuiti, dinamici e contestuali. Questo articolo analizza il passaggio da una tassonomia statica a una ontologia processuale della mente, dove le categorie cognitive tradizionali vengono ridefinite come strumenti descrittivi, non come essenze. Una prospettiva che connette neuroscienze, intelligenza artificiale e filosofia della conoscenza.