Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Quando il campo cambia natura [VIII])

Ottavo capitolo del mio libro ๐—œ๐—น ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฒ: ๐—ฉ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—บ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ. La cosa che questo capitolo cerca di rendere visibile non รจ che il punteggio esista. Il punteggio ha una sua razionalitร , dentro i campi che lo producono. La cosa da vedere รจ che il campo in cui questa razionalitร  รจ diventata normale non รจ stato scelto. Si รจ sedimentato. รˆ cresciuto attraverso milioni di valutazioni, aggiustamenti, conferme, piccole ottimizzazioni locali. E ciรฒ che si sedimenta senza essere scelto puรฒ sembrare naturale proprio nel momento in cui รจ piรน necessario interrogarlo. La cosa piรน difficile da vedere non รจ il punteggio. รˆ il momento in cui hai smesso di chiederti se fosse il metro giusto.