Go down

“Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati” di Bertolt Brecht.

Libere riflessioni sul disagio moderno, una proposta politica?


Leggendo questo post di Carlo Mazzucchelli , uno dei miei armatori preferiti, insieme a Francesco Varanini che hanno dispiegato le vele della Nave dei Folli STULTIFERANAVIS do corpo a pensieri che mi frullano in testa da tempo, da parecchio tempo.

Il post di Carlo Mazzucchelli su Linkedin

E rispondo direttamente alla domanda di Carlo con un si, sincero e sofferto, perché angoscia paura e malessere che lui descrive li porto con me, mi accompagnano costantemente mentre scorro notizie, post, articoli e saggi che affollano il metaverso, ma anche, e soprattutto, dalla percezione del mondo reale e circostante in cui vivo, lavoro e invecchio, perché lo percepisco pericoloso, disperato ed incattivito.

Le battute raccolte al bar, o fra i pendolari in treno, il comune sentire mi si palesano come ormai totalmente plasmati dalla manipolazione dell'informazione. E l'ascesa delle destre nel mondo mi dimostra che chi parla alla pancia, chi costruisce e mantiene il suo consenso con gli slogan, chi mitizza criminali violenti e li usa come bandiere per agitare il popolino è un dato di fatto.

A forza di sdoganare il peggio, il peggio sta diventando strutturale, e metodo di propaganda, ed ancorché di governo, che mantiene il potere con la stessa logica del Marchese del Grillo, "io so io, e voi non siete un cazzo"

E milioni di piccole persone, i penultimi, si convincono che l'unica soluzione possibile ai loro problemi , reali o indotti, sia colpire gli ultimi, ed è ormai lo stesso clima che si poteva respirare nel 1929, che favorì l'ascesa del Nazionalsocialismo Tedesco, quando da noi , in Italia, già si viveva da dieci anni ostaggi della dittatura fascista.

E questa gente sta tornando, questa gente sta già governando, questa gente non soltanto ha rialzato la testa, ma sta piegando le teste di quelli che ancora hanno il coraggio di dissentire, e lo fa sia con la violenza diretta, come quella dei decreti sicurezza, sia con gli interventi normativi che rafforzano la sorveglianza, la prevenzione "attiva", la negazione del diritto alla riservatezza mascherata da protezione dei minori ( ad esempio leggi Tette e Gattini ~ E-Book di Matteo Flora).

Ma lo fa soprattutto, ed in modo più pericoloso perché meno vistoso ma cento volte più efficace, plasmando l'opinione pubblica con il livellamento algoritmico, costringendo la massa a livellare i suoi pensieri, ad amalgamarsi dentro ad una palude di melma informativa dove la verità non ha più diritto di cittadinanza, dove tutto è vero insieme al suo contrario.

La politica di destra è sempre stata maestra nell'utilizzo degli strumenti di propaganda, di manipolazione della realtà, il primo grande maestro Joseph Goebbels - Wikipedia

capì e sfruttò al meglio le tecniche di cui disponeva per costruire e mantenere il culto della personalità del suo leader.

Con il passare degli anni quelle tecniche sono state riadattate ed affinate, ed il culto della personalità, "l'uomo forte" sono diventati ormai qualche cosa da desiderare, la via di uscita e la soluzione per il popolino non solo l'unica, ma anche quella desiderata.

Sempre riprendendo l'articolo di Carlo, io non credo veramente che la democrazia sia malata in senso assoluto, ma piuttosto sta diventando una versione annacquata, a causa forse della mancanza di stimoli adeguati che hanno disamorato quasi due terzi del corpo elettorale.

Ma in questo sistema sociale ciò che fa più presa, ciò che più smuove, sono le idee polarizzanti: Vannacci che punta (e ci arriverà) al 10% lo fa giocandosi idee e concetti deprecabili, ma che trainano perché polarizzanti: pura demagogia ma che gli frutterà il dieci per cento.

Dall'altra parte della barricata quali alternative esistono? Alternative valide voglio dire.

La Sinistra ha sempre sofferto, da un certo momento storico in poi, di una sorta di complesso di inferiorità, di una capacità insana di dividersi in parti sempre più piccole da un lato, e della smania di inseguire un fantomatico centro, stemperando le sue idee più radicali, per diventare un "Centrosinistra", che è qualcosa che forse aveva senso, che forse poteva essere perseguibile negli anni in cui c'era vita sulla terra, negli anni in cui gli opposti estremismi muovevano le due parti, e le due posizioni erano chiare, delineate, decise sul da farsi, ciascuna per il suo.

D I C O T O M I A: se non ora, quando?

Ora, se da una parte si sfrutta l'effetto polarizzante e si capitalizza, mi verrebbe da chiedere se forse non potrebbe essere il momento storico adatto per rifondare una risposta politica reale, che sia la giusta ed unica risposta possibile al nero che avanza?

L'antitesi del fascismo, che abbia il coraggio di rispolverare idee e concetti di uguaglianza sociale, di anticapitalismo, di internazionalismo e di ecologismo e redistribuzione declinati alla massima potenza?

Una forza politica che dichiari in sede fondativa di voler raccogliere le istanze degli ultimi e che ne faccia programma di governo ineludibile: firmare un patto elettorale vincolante che qualsiasi deroga al programma comporti la decadenza immediata dalle posizioni parlamentari occupate, dimissioni senza possibilità di ritorno.

Insomma una forza politica radicale, intransigente e brutale che mantenga fede alla parola data.

E con questi presupposti, questo nuovo soggetto dovrà parlare con i soggetti citati da Carlo: riprendo il suo testo

"Vallo a dire a un precario, a un migrante, a una donna, a un povero, a un malato, ecc. che quello che sta capitando loro, nella loro nuda vita, non può essere cambiato perché deciso democraticamente in sistemi democratici, da governanti eletti democraticamente, attraverso elezioni democratiche, ecc. ecc."

invece gli si rivolgerà dicendo che non è vero che il sistema non può essere cambiato, e che l'unica promessa che cercherà di mantenere è quella rivolta a loro.

Ci sono le proposte, c'è del buon da raccogliere anche nei programmi delle forze pseudoprogressiste attuali, ma la grande differenza della mia provocazione sta nel fatto che il nuovo soggetto politico che verrà, dovrà avere, o ritrovare il coraggio, di scolpire quelle istanze sulle sue bandiere.

Abbandoniamo la palude centrista, e torniamo a spiegare le vele, il vento del cambiamento potrebbe soffiare inaspettato.

#stultiferanavis

 

Pubblicato il 21 luglio 2026