Posso essere sostituita in ciò che faccio, ma non in ciò che sono, perché nessuno può imitare la mia essenza, ciò che trasmetto senza accorgermene e che, silenziosamente, lascio nel cuore degli altri.
Non conosco il segreto della felicità, ma credo che si nasconda nelle cose più semplici: un buon caffè caldo, una passeggiata a piedi nudi sulla riva del mare, il profumo dell’aria salmastra che mi riconcilia con me stessa e la libertà di non dover rendere conto a nessuno del mio modo di essere.
Sono arrivata a un’età in cui non cerco più risposte ad ogni costo, ma pace. Scelgo con cura i momenti da dedicare al silenzio e alla solitudine: una stanza quieta, una finestra socchiusa, il tempo che rallenta. È lì che ritrovo la mia verità. Lascio andare ciò che non merita il mio tempo e imparo, giorno dopo giorno, che la serenità è una conquista silenziosa.
Shakespeare scrisse: «Sii fedele a te stesso. » È un invito semplice e potente, capace di attraversare il tempo senza perdere la sua forza.
Ed è proprio così che desidero vivere. I miei pensieri sono liberi e nessuno potrà mai incatenarli. Possono piacere oppure no, ma nascono dal cuore, non dal calcolo. A una certa età non si sente più il bisogno di giustificarli o di cercare approvazione: li si affida al mondo con sincerità, perché la verità non ha bisogno di applausi per conservare il proprio valore.
Se anche una sola persona, leggendo queste righe, si sentirà meno sola, allora avrò raggiunto il mio scopo più grande: lasciare una piccola traccia di bene, di speranza e di amore nel cuore di chi incontrerà le mie parole.
Intermezzo. La ragione dello scrivere
«Rientra in te stesso. Esplora la ragione che ti comanda di scrivere.» — Rainer Maria Rilke
Intermezzo. La serenità
“Mutano i cieli sotto i quali ti trovi,
ma non la tua situazione interiore,
poiché sono con te le cose
da cui cerchi di fuggire.”
— Seneca
Riflessione. Abitare se stessi
Da questa consapevolezza nasce una verità semplice, ma non facile da accogliere: cambiare strada, luogo o cielo non basta, se ciò che ci pesa continua ad abitare dentro di noi.
Quando la vita sembra sgretolarsi tra le dita e il cielo si oscura, capita di distogliere lo sguardo. Ci alziamo, compiamo i gesti di sempre, sorridiamo magari per non farci scoprire, ma dentro qualcosa resta in attesa di essere ascoltato.
Così nasce quel vuoto sottile, una malinconia che non fa rumore ma appanna piano la luce interiore.
Eppure, dentro questo smarrimento, esiste un confine invisibile, una soglia delicata:
È in questa soglia che il pensiero si fa verso:
sei al tempo stesso la goccia e il vaso.
Puoi trattenere il dolore come una pioggia silenziosa che scava nel profondo,
oppure puoi scegliere di traboccare,
non come resa,
ma come atto di verità.
Traboccare è lasciare che ciò che pesa trovi voce:
è trasformare il vuoto in spazio,
la ferita in respiro,
la paura in cammino.
Perché la serenità non è un cielo senza tempeste,
ma la quiete che nasce quando smettiamo di fuggire
e impariamo, finalmente,
ad abitare noi stessi.
La serenità ritrovata
La serenità la vivi veramente
quando dal profondo del tuo cuore
sei in pace con te stessa
E allora rivedi la luce del cielo
anche quando è offuscato.
Ti meravigli quando dopo un temporale
appare un meraviglioso arcobaleno
che illumina di mille colori il cielo
Ti rendi conto di ammirare alcune cose
con maggior chiarezza solo mentre
ti allontani
Così come accade con i quadri, e anche con le persone.
Io credo che una goccia
possa guarire
un mare di tristezza.
E amo la goccia che fa traboccare il vaso,
perché è proprio lì dentro
che si nasconde un gran gran bel cambiamento.
Cerchi che si tendono sempre più
Poesie sulla gioia e la felicità
Cerchi che si tendono sempre più
ampi sopra le cose è la mia vita.
Forse non chiuderò l’ultimo,
ma voglio tentare.
Giro attorno a Dio, all’antica torre,
giro da millenni;
e ancora non so se sono un falco, una tempesta
o un grande canto.
— Rainer Maria Rilke