DOLORE
La follia ulula stanotte
alla smorta luce della luna:
anima pallida piena di dolore.
Dentro e nel buio
gli occhi del ricordo sono sbarrati
e lacrime sanguina la faccia della luna.
Sono gocce che stillano copiose
dalle fredde e crocifisse palpebre
che le schegge delle speranze infrante
inchiodano all’orbita della disillusione.
Questa notte non arriva l’ebbro sonno
a coprire di un manto di stelle le pupille oscene
né la mano pietosa dell’oblio sa togliere
i chiodi delle acuminate pene.
Questa notte i lupi dello strazio e della rabbia
dilaniano ogni speranza della carne
e io muoio fra le loro zanne
scrollando invano
il cancello chiuso dei sogni.
***
Una notte insonne, una notte di dolore, una notte di incubi osceni: questo racconta la poesia “Dolore”.
Potrebbe essere il diario di una notte di sofferenze passata in ospedale, o il diario di una notte di solitudine dopo un abbandono improvviso e inaspettato.
E’ difficile esprimere con le parole l’abisso in cui si precipita in certi momenti della vita: le metafore che il poeta utilizza in “Dolore” per dire questo abisso non hanno bisogno di spiegazioni…