Noam Chomsky, linguista, filosofo e docente emerito al MIT e padre della grammatica generativo-trasformazionale, ha dedicato gran parte del suo lavoro non solo allo studio del linguaggio, ma anche all’analisi dei meccanismi di potere, consenso e manipolazione nelle società contemporanee.
Nel suo pensiero è possibile individuare alcune strategie di controllo sociale attraverso i media e, oggi, queste teorie, rilette alla luce dell’Intelligenza Artificiale, assumono una forza nuova, perché l’IA non nasce nel vuoto: si innesta in strutture di potere già esistenti, amplificandole.
1. Strategia della distrazione. L’IA moltiplica la confusione informativa: feed infiniti, contenuti personalizzati, notifiche continue. L’attenzione diventa la risorsa più scarsa, mentre le decisioni economiche, politiche, sociali, scivolano sullo sfondo
2. Creare problemi e offrire soluzioni. Crisi occupazionali, inefficienze, sovraccarico cognitivo: l’IA viene proposta come soluzione inevitabile a problemi che spesso il sistema stesso ha contribuito a creare. Il classico schema problema–reazione–soluzione oggi diventa algoritmico
3. La gradualità. L’automazione non arriva improvvisamente, ma per micro-passaggi: una funzione delegata oggi, una decisione automatizzata domani. Così ciò che sarebbe inaccettabile diventa normale
4. Il differimento. Le conseguenze più critiche vengono sempre spostate nel futuro: non ora, più avanti, quando sarà matura. Intanto l’infrastruttura si consolida
5. Infantilizzazione del pubblico. Interfacce sempre più semplici, linguaggi rassicuranti, dove l’utente è sollevato dallo sforzo cognitivo, ma anche dalla responsabilità critica
6. Prevalenza dell’emozione sulla riflessione. Gli algoritmi ottimizzano engagement, non verità. L’IA non crea dinamiche come rabbia, paura, ma le può rendere sistemiche
7. Ignoranza tecnologica strutturale. La distanza tra chi progetta, controlla e governa l’IA e chi la subisce cresce e se la conoscenza diventa asimmetrica, diventa potere
8. Normalizzazione della mediocrità (vedi Idiocracy). Se tutto è delegabile, anche il pensiero lo diventa. L’eccellenza critica non è incentivata; è sufficiente “funzionare” dentro il sistema
9. Auto-colpevolizzazione. Se perdi il lavoro, se non sei competitivo, se non tieni il passo, la colpa è individuale e non del modello economico o tecnologico che ridefinisce i criteri di valore
10. Conoscere gli individui meglio di quanto essi conoscano se stessi Profilazione, predizione comportamentale, inferenze psicologiche. Il potere non è più solo repressivo, ma anticipatorio.
Il punto non è demonizzare la AI ma riconoscere che l’AI sta diventando, se non lo è già, un moltiplicatore di strutture di potere. Senza Governance, senza pensiero critico, senza alfabetizzazione cognitiva e sociale, rischia di rendere invisibili – e quindi inevitabili – dinamiche che Chomsky denunciava già decenni fa e...la rana bollita è servita