Go down

Mi auguro di incontrare qualcuno che sappia parlare il mio stesso linguaggio, così da non dover trascorrere una vita intera a dare un volto al mio mondo interiore. Perché il linguaggio dell'amore nasce dentro di me, sfiora l'anima in un solo istante e poi vi dimora per sempre. E chi saprà donarmelo mi insegnerà che il valore più autentico della vita risiede nell'essere, prima ancora che nel fare.


Spesso mi chiedo quale sia stato il segreto che ci ha permesso di camminare insieme, io e il bastone della mia vecchiaia, fin da quando ero una giovane sposa.

Sono trascorsi cinquant’anni di matrimonio e ho vissuto la mia vita di moglie come il dono più prezioso della mia esistenza: in punta di piedi, con infinita consapevolezza e con un cuore colmo di emozioni e sentimenti, senza chiedere nulla in cambio, ma donando tutto a chi ha saputo davvero ascoltare.

A chi, nelle notti in cui tremavo di paura davanti a prove dolorose, non si è mai arreso, ma ha accompagnato il mio respiro e le mie lacrime lungo quell’inevitabile battaglia, regalandomi un orizzonte di luce e graffiando il buio per ricordare a quell’anima ancora bambina che la forza esiste e che la speranza non si spegne.

Come equilibristi abbiamo camminato — e continuiamo a camminare — su una fune sospesa nel vuoto, oscillando tra le prove della vita. Eppure non siamo mai caduti, perché quando l’amore è autentico l’anima trova sempre le sue ali.

I nostri sentimenti continuano ad ardere come una fiamma di speranza, capace di dare voce al coraggio, di vincere il timore e di restare l’uno accanto all’altra oltre ogni apparenza, là dove il cuore riconosce ciò che è veramente essenziale.

 

Possiamo continuare il nostro cammino attraversando irti ostacoli dall’itinerario incerto ma ancora da scoprire, facendo tappa dove ci porta il cuore.

Ci sono viaggi che non sono segnati su mappe e che non ho nessuna voglia di raccontare: quelli in cui mi sono sbucciata le ginocchia e in cui le ferite invisibili mi hanno fatto male.

Ci sono però anche viaggi meravigliosi, dove, seduta raggiante sulla battigia con occhi sognanti, in attesa del tramonto, aspetto con trepidazione l’arrivo di braccia forti che mi possano sostenere quando il vento mi fa barcollare.

Ci sarebbero ancora tante cose da raccontare. Di una cosa sono certa:

Se ho scritto questi pensieri concatenati al ritmo del cuore, per tradurre in parole i riverberi più segreti della mia anima, l’ho fatto per squarciare catene di silenzio, perché sono convinta che molte persone portino catene invisibili che non riescono a superare.

La vita è meravigliosa e ci offre sempre una speranza di salvezza, di pace e d’amore.

Nella mia vita ho sempre cercato gesti e parole per imitare il mondo con le sue aspettative, ma ho imparato che la vera gioia nasce dal libro della mia vita accettando tutto ciò che il destino mi ha donato.

Intermezzo. La gioia del servizio

“Ho dormito e ho sognato che la vita era gioia.

Mi sono svegliato e ho visto che la vita era servizio.

Ho servito e ho scoperto che il servizio era gioia.”
— Rabindranath

 

L’altra parte dello specchio

In un'afosa giornata estiva, il mondo scorre nel suo confuso errare. Si corre senza sosta e i sussurri della memoria affiorano uno dopo l'altro, come foglie trasportate dalla corrente. È proprio allora che il presente si svela nella sua preziosità: un dono che arriva senza clamore, senza uno scopo da inseguire, ma con la semplice grazia di chi ci insegna il valore dell'essere, prima ancora del fare.

Nel candore di silenzi che si fanno nuove parole, nate dal profondo dell'anima come acqua che sgorga dalla sorgente, raccolgo sogni e sospiri ad occhi chiusi e scrivo una nuova pagina della mia storia, affidandola al domani. Oggi mi sento ricca di esperienze che hanno colmato il cuore con la loro profondità e la loro bellezza.

La fotografia di un passato sbiadito si illumina di nuove pennellate di colore, come il volo lieve di una farfalla che ricompone l'armonia della mia vita, permettendomi di dialogare liberamente oltre le apparenze e oltre ogni sigillo.

Non ho risposte, ma soltanto domande che, dopo ogni temporale, scivolano leggere come gocce di pioggia.

Non possiedo nulla di grandioso o di miracoloso. Mi vesto e mi spoglio dell'inutile e, senza veli, mi specchio nel cuore silenzioso della mia anima.

Ogni parola si dissolve come il lieve vibrare di una corda di violino, in attesa di una nota capace di rivelarmi il valore autentico dell'essere.

Non ho certezze, ma solo attese: il dono silenzioso di chi ha imparato ad ascoltare il tempo, lasciando che siano gli attimi vissuti a indicare, con discrezione, la strada verso l'essere

Nel profondo silenzio svaniscono tutte le parole, tese come corde di violino, nell'attesa di un suono misterioso. Con occhi colmi di sogno cerco di cogliere il segreto custodito nel mio cuore, semplice come stille di luce. Perché la vita non è complicazione, ma gioia viva che fiorisce oltre ogni parola.

In questa attesa, sospesa tra speranza e silenzio, una lieve carezza e un respiro appena percettibile riescono a placare il mio spirito inquieto con una forza così delicata da dissolvere ogni dubbio e colmare ogni vuoto. È un'immensa sorgente di energia sottile, inconcepibile alla ragione, che mi conduce nel luogo più profondo del mio essere.

Ho ritrovato me stessa dall'altra parte dello specchio, oltre la voce e oltre le parole. Vivo l'essenza oltre il velo delle apparenze, lasciando che la mia amorevolezza si riveli con naturalezza: come due cerchi senza fine, come due anime che si riconoscono e si cercano, unite da quel piccolo e immenso sentimento chiamato amore

Mi auguro di incontrare qualcuno che sappia parlare il mio stesso linguaggio, così da non dover trascorrere una vita intera a dare un volto al mio mondo interiore. Perché il linguaggio dell'amore nasce dentro di me, sfiora l'anima in un solo istante e poi vi dimora per sempre. E chi saprà donarmelo mi insegnerà che il valore più autentico della vita risiede nell'essere, prima ancora che nel fare.

«L’amor che move il sole e l’altre stelle» — Dante Alighieri

 

Verso la mia Itaca

 

Sempre devi avere in mente Itaca —

raggiungerla sia il pensiero costante.

Soprattutto, non affrettare il viaggio;

fa’ che duri a lungo...

 — Konstantinos Kavafis

 

Fra poco ritornerò nella mia Liguria per le vacanze estive.

La mia mente è già là, sospesa tra l'azzurro del mare e il profumo della salsedine, mentre il cuore mi sussurra con voce lieve:

«Segui il consiglio del tuo cuore, perché nessuno ti sarà più fedele di lui.» — Siracide 37,13

E così ho fatto.

Mi sono fermata ad ascoltare il silenzio e, nel suo respiro più profondo, ho ritrovato me stessa. Ho oltrepassato il velo delle apparenze e delle parole, lasciandomi guidare dall'essenza delle cose, là dove l'anima riconosce la propria verità e l'amorevolezza diventa una forma di luce.

Per raggiungere la mia Itaca devo alleggerire il cammino, lasciando lungo la strada ciò che trattiene il volo: il dubbio che oscura, il timore che arresta i passi, la rabbia che consuma il cuore.

La pace che cerco è un profumo gentile, una brezza invisibile che si posa sulle cose del mondo e le accarezza con infinita tenerezza. È un soffio che vorrei donare a chi incontro, affinché ogni anima possa riconoscere dentro di sé un frammento di serenità.

La pace non si conquista senza attraversare il deserto.

Occorre camminare tra dune mutevoli e venti impetuosi, seguendo rotte incerte dove ogni certezza si dissolve e tutto si trasforma. È un viaggio antico come il tempo, un pellegrinaggio interiore che insegna a distinguere l'essenziale da ciò che è soltanto ombra.

Ogni sfida è un passo verso l’orizzonte.

Ogni ferita una tessera preziosa.

Ogni incontro una stella che illumina il cammino.

Così prende forma il mosaico della mia storia, una storia che affonda le proprie radici nell'infinito e continua a cercare cieli nuovi da abitare.

Vorrei scriverla su pagine ancora bianche, con l'audacia dei sognatori e la pazienza dei viandanti, immaginando un finale che nessuno ha mai narrato, perché appartiene soltanto al mio destino.

Vorrei essere una voce nuova nel silenzio del mondo, un canto lieve capace di destare meraviglia, una piccola fiamma che non teme il vento.

E al ritmo segreto del cuore, continuerò a camminare.

Verso il mare.

Verso la luce.

Verso quella Itaca interiore che non è un luogo da raggiungere, ma un’anima da ritrovare.

Là dove ogni colore rinasce, ogni ferita si fa bellezza e ogni battito diventa un frammento d'eternità.

In questa attesa, sospesa tra sogno e realtà, il tempo scorre lieve tra emozioni e pensieri, mentre la mia vita ondeggia tra attese e speranze.

Ogni cosa arriva e passa, lasciando un significato ad ogni istante del mio cammino.

Mi fermo e osservo il cielo senza nuvole. È così luminoso da oltrepassare il silenzio e le parole.

Mi rifugio all'ombra e riprendo a scrivere, pensando alla mia Liguria che, in questo momento, brulica di bambini felici che giocano a pallone sulla battigia. Urla e schiamazzi che raccontano la gioia autentica e la libertà dell'estate.

Fra poco ci sarò anch'io.


 

 

Pubblicato il 25 luglio 2026

Maria Gabriella Gomez de Ayala

Maria Gabriella Gomez de Ayala / Impresa individuale farmacia Nazionale di Maria Gabriella Gomez de Ayala successore di dr Emilio Colombi