E l’ipocrisia è forse il più tragico dei mali che infestano l’Italia e gli italiani.
Odio questa finta indignazione verso ciò che è diverso, questa rabbia artata ma composta, sfogata pigiando convulsamente una tastiera, basata su informazioni parziali se non del tutto sbagliate. Ma l’importante, per l’italiano medio, è sfogare tutto il suo disappunto, doviziosamente alimentato dal mediocre giornalista di turno.
Prendiamo l’ultimo caso che sta colonizzando i social in questi giorni: i libri usati per addestrare le intelligenze artificiali.
Tutti a stracciarsi le vesti. Come si può permettere la distruzione di migliaia, decine di migliaia forse milioni di milioni di libri solo per addestrare delle intelligenze artificiali?
E giù di piagnistei isterici, come prefiche fuori tempo massimo.
Poi magari sono gli stessi che quotidianamente mi chiamano perchè devono liberare spazio in casa.
Perché spazio in casa per i libri non ce n’è più. Però per il nuovissimo televisore da 90 pollici, lì lo spazio si trova sempre.
Quasi trent’anni fa, con un amico, ci gettammo letteralmente dentro i bidoni dell’immondizia per recuperare libri del seicento e del settecento, che un improvvido quanto ignorante sacerdote aveva provveduto ad eliminare, per fare spazio forse ad un nuovo guardaroba per i luccicanti paramenti sacri. Salvai dall’oblio centinaia di volumi antichi, qualcuno ancora lo conservo per ricordo.
E da trent’anni a questa parte il fenomeno è tutt’altro che scemato. Andate alle cartiere, guardate quanti libri finiscono al macero.
Nell’indifferenza di tutti.
Però il problema è una società che taglia e scansiona i libri per addestrare la sua intelligenza artificiale. Senza tenere conto che magari le opere scansionate vengono così salvate per sempre dall’oblio. Senza considerare che quei soldi che rientrano nel circuito dei librai dell’usato può dare davvero respiro ad un settore in apnea da tempo immemore.
Quindi, cari miei ipocriti, pronti a sdegnarsi ogni giorno pari della settimana, fate qualcosa di concreto.
Non dico che dovete acquistare un libro per salvarlo dalla distruzione, sarebbe chiedere troppo.
Però magari andate in una biblioteca, chiedetene uno in prestito, sfogliatelo. Chissà quanti volumi dimenticati nelle biblioteche pubbliche accumulano polvere, acari e umidità. Chissà quanti volumi in silenzio si stanno distruggendo perché nessuno va più a cercarli.