"La cavalletta non si alzerà più". Un libro dentro un libro

Qualche sera fa ho cominciato a ri-guardare L'uomo nell'alto castello, la serie Amazon tratta dal romanzo di Philip K. Dick. L'avevo vista quando uscì, anni fa, e come capita con le cose buone, ricordavo l'atmosfera più che i dettagli. America occupata, metà ai nazisti e metà ai giapponesi, Roosevelt assassinato nel 1933, la storia andata storta. Ho ricominciato dall'inizio. C'è una scena nel primo episodio in cui la protagonista, Juliana, guarda per la prima volta una pizza di pellicola cinematografica che circola clandestinamente nella Resistenza. Sullo schermo scorrono immagini di archivio: lo sbarco in Normandia, la resa della Germania, le folle che festeggiano nelle strade. Immagini di un mondo in cui la guerra è finita come sappiamo tutti che è finita, ma che in quel mondo non è mai esistito. Juliana piange. Io, rivedendola, ho pensato all'intelligenza artificiale.

Una presa di cultura

I dati sull’editoria e sul numero di lettori sono impietosi. Sono a disposizione di tutti. Ed è veramente una magrissima consolazione sapere che non vieni letto non perché sei tu ma perché la lettura non fa più parte dell’antropologia di questo paese. È una profonda tristezza tutto ciò. È quotidianamente doloroso sapere di essere circondato da individui che non aprono un libro o che, tra quei pochissimi che lo fanno, non (ti) leggono, per invidia oppure perché scrivono anche loro e, reputandosi migliori degli altri o credendo di essere dei nuovi Calvino, non si abbassano ad aprire le pagine scritte da altri. Un paese così è destinato ad affondare ed è esattamente quello che sta succedendo da anni, senza che quasi nessuno se ne preoccupi. Culturalmente l’Italia è un paese di sfollati, vittima di uno spopolamento intellettuale imbarazzante.

Aforismi sulla tecnologia e sulla tecnoconsapevolezza

Non solo aforismi ma pensieri, citazioni, riflessioni, frasi non necessariamente celebri ma utili a contestualizzare la consapevolezza in un ambito tecnologico e digitale. L'elenco è lungo, non esaustivo, sempre in aggiornamento. Le frasi che lo compongono sono state categorizzate, per quanto è stato possibile, dentro categorie specifiche. Un modo per facilitare la lettura anche se forse questa operazione non era necessaria. I lettori infatti troveranno forse più utile scorrere quanto da noi proposto, soffermandosi su ciò che ritengono più consono alle loro sensibilità, bisogni e conoscenze.

Memoria, sviluppo, responsabilità. Un dialogo con Fabio Siviero su L’ultimo miracolo

In questo dialogo, Fabio Siviero riflette sul valore della memoria locale come strumento critico per interrogare il presente. A partire da L’ultimo miracolo, il racconto del boom economico nel Veneto diventa occasione per porre domande sulla direzione della nostra società, sul significato attribuito al progresso e sulle sue eredità materiali e simboliche. Il territorio non viene assunto come margine, ma come luogo in cui i processi storici si rendono visibili e discutibili.

In viaggio nel Nostroverso lontano dal Metaverso (Prefazione)

Tecnologia, ambiente, economia, salute e politica sono tanti ambiti tutti tra loro intrecciati e imparentati, anche dagli effetti su di essi generati dalle accelerazioni tecnologiche degli ultimi trent’anni. Un’accelerazione resa possibile dalla modellazione costante della mente moderna per coltivare le sue aspettative di progresso e di crescita continui, di espansione del consumo e di felicità. Le crisi che da questi effetti si stanno generando sottolineano quanto quelle aspettative fossero fallaci, impongono l’urgenza di qualche forma di pentimento, di tornare a pensare, a (auto)riflettere criticamente, a problematizzare il presente, a concentrarsi approfondendo, a cambiare schemi mentali, paradigmi di riferimento e punti di vista.

Amicizia e rinascita tra le pagine

Tutto comincia con un libro ritrovato, una biblioteca che custodisce più ricordi che volumi e due anime che si incontrano per caso sul lago di Como. Ci sono libri che non si limitano a raccontare ma ti insegnano a guardare diversamente la vita, la perdita e la speranza. Perché a volte un libro arriva nel momento giusto, quando il cuore ha bisogno di parole che curano e di storie che ti fanno sentire meno solo.

Un libro di cui consiglio la lettura

Il libro che suggerisco per una lettura attenta è 𝗧𝗘𝗖𝗡𝗢𝗙𝗔𝗦𝗖𝗜𝗦𝗠𝗢. Lo ha scritto Donatella Di Cesare che insegna Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma. È una delle voci filosofiche più presenti nel dibattito pubblico, sia accademico sia mediatico. I suoi libri sono tradotti e discussi all’estero. Tra gli ultimi titoli: Terrore e modernità (2017) e Marrani. L’altro dell’altro (2018). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato, tra gli altri, Stranieri residenti. Una filosofia della migrazione (2017); Sulla vocazione politica della filosofia (2019), Il tempo della rivolta (2021) e Utopia del comprendere. Da Babele ad Auschwitz (2021).

Una danza tra chi siamo e chi vorremmo essere.

Quante volte ci siamo sentiti divisi tra ciò che siamo e ciò che vorremmo diventare? Tra il bisogno di essere visti ed il timore di essere scoperti? C'è una tensione sottile, quasi universale, che attraversa molte vite: il desiderio di mostrarsi per intero e, insieme, la paura di farlo davvero. "La ballerina che fuggiva dall'amore" non è solo un romanzo, ma una lente attraverso cui osservare le nostre maschere, i nostri silenzi e quella parte nascosta di noi che aspetta solo un'occasione per danzare.

"Mens sana in libro sano"

Mens sana in libro sano. Questo antico adagio, rivisitato per l'era moderna, non è solo un gioco di parole, ma la chiave per comprendere una profonda verità sul benessere della nostra mente. Mentre la saggezza classica legava la salute mentale a quella fisica, la nostra epoca ci obbliga a riconoscere un'altra essenziale fonte di nutrimento: il libro. Attraverso un'analisi lucida e profonda, esploreremo il concetto di "libro sano" e il suo ruolo vitale nella nostra dieta intellettuale. Scopriremo che la lettura non è un semplice passatempo, ma una vera e propria forma di terapia, un esercizio di resistenza cognitiva e uno strumento potente per la nostra autotrasformazione

Quando la poesia è un bisturi per l'anima

Si dice spesso che la poesia non sia una necessità. Forse non lo è per la sopravvivenza fisica, eppure, come il battito di un cuore invisibile, la poesia può diventare essenziale. Non per accrescere la nostra conoscenza, ma per espandere la nostra capacità di sentire. Non ci rende più colti in senso accademico, ma ci rende indubbiamente più umani, scavando in profondità dove la logica e la ragione faticano ad arrivare.

Scrivere l'anima attraverso la poesia

Ci sono anime che sanno trasformare le proprie ferite in poesia. Cinzia Canali è una di queste. I suoi "pezzi rotti al sole" brillano di una luce che solo chi ha attraversato il buio può riconoscere.

Una bibliografia tecnologica personale

Un regalo bibliografico a chi, partecipando o visitando la STULTIFERANAVIS, mi segue e mi legge. Da anni promuovo una riflessione critica sulla tecnologia e i suoi effetti. L'attività intrapresa è stata all'origine di una curiosità inesauribile verso tutti i libri riferiti in qualche modo alla tecnica e alla tecnologia. Ne è nata una biblioteca di casa composta da centinaia di libri, ma soprattutto una bibliografia, arricchitasi nel tempo, fatta di mille intrecci e riferimenti incrociati, di tanti fili che hanno alimentato la mia curiosità e portato alla scoperta di sempre nuovi autori (di fantascienza e non solo) di autori, studiosi, filosofi, tecnologi e molto altro. Quella che propongo qui è la bibliografia legata al mio libro 𝗡𝗘𝗜 𝗟𝗔𝗕𝗜𝗥𝗜𝗡𝗧𝗜 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗧𝗘𝗖𝗡𝗢𝗟𝗢𝗚𝗜𝗔. La propongo facendone dono a chiunque fosse alla ricerca di informazioni, suggestioni di lettura e idee. Potrebbe anche servire a giovani alle prese con le loro tesi di laurea, prima di laurearsi, guardarsi intorno e decidere se e quando emigrare!

Il libro: un paradosso affascinante

Il libro rappresenta il paradosso più affascinante della storia tecnologica umana: nella sua apparente semplicità meccanica si nasconde la più sofisticata macchina di espansione mentale mai concepita. Come affermava Umberto Eco, "il libro è una macchina per pensare", non perché ci impone cosa pensare, ma perché ci insegna come pensare, attivando processi cognitivi che nessun algoritmo può replicare.

Il segnalibro dell'esistenza

Il segnalibro ci insegna l'arte della pazienza e della fiducia. Nel chiudere un libro, lui resta lì, fedele custode del nostro punto nel racconto. Similmente, nelle pause della nostra vita il cammino non si perde, anzi, si arricchisce di nuove prospettive grazie a questi momenti di apparente immobilità.

La lettura approfondita emerge come una pratica distintiva

Chi legge abitualmente sviluppa una capacità unica di navigare la complessità. Attraverso l'esposizione a diverse narrative, teorie e prospettive, il lettore assiduo costruisce una forma mentis che gli permette di interpretare situazioni complesse con maggiore lucidità. Questa competenza è fondamentale nel mondo aziendale di oggi, dove le sfide raramente hanno soluzioni lineari.

Stiamo davvero usando la conoscenza per trasformare la nostra vita?

La vera rivoluzione sta nel comprendere che ogni libro, ogni insegnamento, ogni idea non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Non è un gioiello da custodire, ma un attrezzo da usare. Non è un fine, ma un mezzo per attraversare i fiumi della nostra esistenza verso una comprensione più profonda, una consapevolezza più autentica, più vissute della vita stessa.