Capitolo 3 – Quiete dell’anima
«La pace viene da dentro. Non cercarla fuori. » — Buddha
La quiete che ritrovo quando mi rifugio nella mansarda non nasce soltanto dal silenzio che mi circonda, ma da quello che lentamente prende dimora dentro di me. È una pace sottile, quasi impercettibile, che scioglie i pensieri e alleggerisce il cuore. In quello spazio raccolto ritrovo emozioni dimenticate, frammenti di luce e parole che non hanno più bisogno di essere pronunciate.
Il mondo continua il suo affannoso cammino, spesso smarrito tra rumori, attese e inquietudini. Eppure comprendo che la vera armonia non consiste nel cambiare ciò che è fuori di noi, ma nel riconciliarci con ciò che abita dentro di noi.
Quando l’anima ritrova il proprio centro, ogni cosa muta aspetto. Le distanze si accorciano, le ferite diventano maestre e perfino il tempo perde la sua fretta. Rimane soltanto una presenza silenziosa, capace di accogliere ogni cosa senza resistenza.
La quiete non è assenza di dolore, né fuga dalle difficoltà. È il respiro profondo che rimane quando la vita continua a scorrere con le sue ombre e le sue luci. È un luogo interiore al quale posso sempre far ritorno, come un viandante che, dopo lungo cammino, riconosce finalmente la strada di casa.
È proprio questo il mio mondo perfetto: non un sogno lontano, ma una dimora segreta dell’anima, dove il ghiaccio dell’ego si dissolve al tepore della consapevolezza e lo sguardo torna a sollevarsi verso il cielo, in cerca di un raggio di sole.
Osservo lo scorrere del tempo con occhi vigili e incantati. Entro nel fluire delle cose senza trattenerle, lasciando che passino attraverso di me come acqua limpida tra le mani. Le accolgo così come sono, senza volerle forzare, perché anche l’imperfezione possiede una sua misteriosa armonia.
Stelle
Tornano in alto ad ardere le favole.
Cadranno con le foglie al primo vento.
Ma venga un altro soffio
ritornerà scintillamento nuovo (Giuseppe Ungaretti)
Io sono qui per il semplice piacere di esserci. Mi ritrovo nelle mie emozioni e lascio che il cuore riconosca ciò che le parole non sanno dire, sfiorando respiri impalpabili sospesi in un tempo senza confini, dove ogni distanza si dissolve nell’armonia dell’anima, senza rive né limiti.
Eppure tutto questo rimane una speranza sospesa, un anelito alla libertà del pensiero e del cuore.
Domani mattina, al suono della sveglia, farò ritorno al mondo reale. Riporrò la fantasia nel silenzio del cuore, come un tesoro prezioso da custodire con cura.
La farmacia mi attende con le sue sfide quotidiane, con le storie, le preoccupazioni e le fragilità di chi vi entra in cerca non soltanto di un rimedio, ma anche di una parola gentile. Eppure porterò con me la luce di questi giorni, perché nessuna realtà, per quanto esigente, può spegnere i sogni che continuano a vivere nell’anima.
Ci sono notti che non accadono mai
e sogni che restano appesi all’alba.
Io li raccolgo uno a uno
e li conservo nel cuore.” (Alda Merini)
Forse la quiete dell’anima è proprio questo: non sottrarsi al mondo, ma attraversarlo con una luce custodita dentro. Continuare a sognare, a servire, ad amare, anche quando fuori tutto sembra correre troppo in fretta.
E quando il mondo si fa rumoroso, tornare a quella piccola stanza dell’anima dove tutto tace, tutto respira e tutto ritrova il proprio significato.