Oggi è la festa dell’Ascensione.
Nella pace raccolta della mansarda ascolto il silenzio e l’armonia nascosta del tempo, mentre cielo e terra sembrano trattenere il respiro in un istante d’eternità.
In queste pause luminose avverto dentro di me il fluire di un fiume interiore: calmo, profondo, capace di attraversare l’anima senza fare rumore. Ogni distanza si dissolve. Gli affluenti diventano fiumi, i fiumi si aprono al mare e ogni confine perde significato, come se tutto fosse parte di una sola corrente.
Così ogni attimo e ogni emozione che mi sfiorano si trasformano in ricchezza interiore, in occasioni preziose per comprendermi, ritrovarmi e prendere piena coscienza di me stessa.
Nel cuore del silenzio le parole si sciolgono come corde di violino che hanno terminato il loro canto. Rimango sospesa nel tempo, in attesa di un sussurro capace di risvegliare i sentimenti più profondi e quegli occhi sognanti che ancora cercano pace, armonia e bellezza.
Devo attingere luce dal mio spirito e dare significato alle nubi che attraversano il cielo, perché talvolta oscurano quella scintilla che da sempre illumina il mio volto e la mia dimensione più autentica: la parte di me che non ha mai smesso di offrire conforto, speranza e dolcezza a chi ha cercato la mia mano e ha scelto di credere in me.
Vorrei che le mie parole fossero lievi pennellate sulla tela dell’anima, colori capaci di generare emozioni vere, sfumature delicate che portino luce a chi attraversa il buio dell’indifferenza e della solitudine, a chi continua a cercare una voce amica, una presenza discreta, una speranza a cui aggrapparsi.
Ho conosciuto la sofferenza, sia del corpo sia del cuore. Più volte ho dovuto affrontare la rabbia, lo smarrimento e quel senso di impotenza che accompagna chi si sente ferito dalla vita.
Ma proprio il dolore mi ha insegnato una verità preziosa: non esiste soltanto la sofferenza di chi porta una ferita, ma anche quella di chi ama e assiste senza poter alleviare davvero il peso che grava su una persona cara.
Da questa consapevolezza nasce forse la parte più vera di me: il desiderio di trasformare ogni ferita in comprensione, ogni caduta in sensibilità, ogni lacrima in una sorgente di umanità.
Se le mie parole riusciranno a diventare un piccolo rifugio per chi ha smarrito la serenità, allora il dolore non sarà stato vano.
Intanto il sole tramonta lentamente e si tinge di rosso, regalando al cielo sfumature che sembrano custodire il segreto del tempo. Ogni cosa si colora di una luce nuova e, per un istante, tutto trova il proprio significato.
Allora comprendo che la pace non è assenza di prove, ma la capacità di attraversarle senza perdere la fiducia nella luce.
E nel silenzio della sera rimango sospesa, come un respiro tra terra e cielo, affidando al vento i miei pensieri e al cuore la certezza che ogni sofferenza, un giorno, possa trasformarsi in amore...
Pensiero di Kalhil Gibran
“La sofferenza è lo spezzarsi del guscio
che racchiude la vostra comprensione.”
“Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi, di canzoni che facciano danzare le statue.” Alda Merini