Immersi in serie televisive e narrazioni online, non riusciamo piรน a distinguere lโutopia dalla distopia. Forse perchรฉ viviamo giร dentro una diffusa realtร distopica, condizionati da film, video e narrazioni horror, catastrofisti, pieni di eventi ripetitivi, senza fine, che tanto ci piace consumare.ย
Utopia รจ sinonimo di sogno, desiderio, immaginazione, mutamento, speranze in cittร del sole e (cyber)mondi migliori. Antidoto alle paure e al nichilismo, le utopie non sempre mantengono le loro promesse, a volte generano incubi e spettri. Lโutopia di Internet รจ una di queste. I mostri sono identificabili nelle sue gabbie tecnologiche che hanno liquefatto ogni sfera privata.ย
Le paure, la disillusione, il malessere psichico che ne derivano, ci fanno amare le distopie. Non quelle di Huxley, Orwell o Bradbury ma della Atwood, Alderman, Eggers, di Hunger Games e Black Mirror, Alt-Right e populismi vari emergenti.ย
Si fugge dal virtuale-reale affidandosi a nuovi simbolismi narrativi fatti di realtร aumentate e iperrealtร (irrealtร ) che replicano il reale in modo distopico.ย
La distopia prevale perchรฉ รจ svanita lโattesa di un futuro migliore. Si vive nel presente, il futuro รจ vissuto comeย minaccia, da temere e da evitare.ย
Per tornare alla dimensione utopica serve coraggio e immaginazione!
Tratto dal libro di Carlo Mazzucchelli La civiltร del vento al tempo del coronavirus pubblicato nella collana Technovisions di Delos Digital.