Mi occupo di persone, di relazioni e di come stanno insieme nei luoghi di lavoro. Credo che le organizzazioni possano crescere quando coltivano cura, ascolto e consapevolezza reciproca. Accompagno persone e gruppi nei loro percorsi di sviluppo: li aiuto a collaborare meglio, ad affrontare le sfide con coraggio e a costruire relazioni di lavoro sane, generative e rispettose. Lo faccio attraverso formazione, facilitazione e progetti di sviluppo organizzativo. Per oltre 20 anni ho lavorato nella comunicazione — soprattutto nella comunicazione della salute — in contesti complessi, tra aziende farmaceutiche, agenzie e funzioni corporate. È lì che ho imparato che la comunicazione non è un reparto: è un modo di essere in relazione, dentro e fuori le organizzazioni. Oggi porto questa esperienza nella formazione, come base concreta per aiutare le persone a capirsi, ascoltarsi e lavorare insieme in modo più autentico. Nel mio lavoro integro approcci di counseling, group relations, tecniche come la metodologia degli autocasi. Credo che l’ascolto sia un atto etico e una forma di cura: quando ci sentiamo davvero ascoltati, possiamo cambiare. Mi stanno a cuore ambienti di lavoro in cui si possa stare bene, crescere senza competere, fare domande, sbagliare, imparare e riconoscersi come persone. E in cui i risultati siano conseguenza della qualità delle relazioni.

Da soli, non siamo liberi. Un racconto di un seminario sulla libertà nelle organizzazioni.

Com'è stato un seminario dedicato alla libertà nei contesti lavorativi. Attraverso il dialogo tra filosofia (Étienne de La Boétie, Isaiah Berlin, Hanna Arednt) ed esperienza organizzativa, con il prezioso contributo dei partecipanti, abbiamo esplorato il rapporto tra autonomia, ruolo, responsabilità e partecipazione. Ne è emersa un’idea di libertà non come assenza di vincoli, ma come possibilità di pensare, prendere parola, incidere e costruire insieme agli altri uno spazio di lavoro più vivo.

Un viaggio nelle contraddizioni umane: la lotta con l’Angelo

Non sono un biblista. La mia passione per la Bibbia e per le sue storie è nata ascoltando un progetto straordinario della trasmissione radiofonica Uomini e Profeti di Rai Tre, che per un paio d’anni si dedicò alla lettura integrale della Bibbia e al commento del testo, con studiosi ebrei, cattolici e protestanti. Quando ascoltai la lettura del brano della Lotta ne rimasi folgorato: pochi versetti, poche parole, ma un richiamo potentissimo al sacro, al numinoso (direbbe Jung), a una dimensione spirituale capace di toccare anche un lettore laico come me.