Mi occupo di persone, di relazioni e di come stanno insieme nei luoghi di lavoro. Credo che le organizzazioni possano crescere quando coltivano cura, ascolto e consapevolezza reciproca. Accompagno persone e gruppi nei loro percorsi di sviluppo: li aiuto a collaborare meglio, ad affrontare le sfide con coraggio e a costruire relazioni di lavoro sane, generative e rispettose. Lo faccio attraverso formazione, facilitazione e progetti di sviluppo organizzativo. Per oltre 20 anni ho lavorato nella comunicazione — soprattutto nella comunicazione della salute — in contesti complessi, tra aziende farmaceutiche, agenzie e funzioni corporate. È lì che ho imparato che la comunicazione non è un reparto: è un modo di essere in relazione, dentro e fuori le organizzazioni. Oggi porto questa esperienza nella formazione, come base concreta per aiutare le persone a capirsi, ascoltarsi e lavorare insieme in modo più autentico. Nel mio lavoro integro approcci di counseling, group relations, tecniche come la metodologia degli autocasi. Credo che l’ascolto sia un atto etico e una forma di cura: quando ci sentiamo davvero ascoltati, possiamo cambiare. Mi stanno a cuore ambienti di lavoro in cui si possa stare bene, crescere senza competere, fare domande, sbagliare, imparare e riconoscersi come persone. E in cui i risultati siano conseguenza della qualità delle relazioni.
Un viaggio nelle contraddizioni umane: la lotta con l’Angelo
Non sono un biblista. La mia passione per la Bibbia e per le sue storie è nata ascoltando un progetto straordinario della trasmissione radiofonica Uomini e Profeti di Rai Tre, che per un paio d’anni si dedicò alla lettura integrale della Bibbia e al commento del testo, con studiosi ebrei, cattolici e protestanti. Quando ascoltai la lettura del brano della Lotta ne rimasi folgorato: pochi versetti, poche parole, ma un richiamo potentissimo al sacro, al numinoso (direbbe Jung), a una dimensione spirituale capace di toccare anche un lettore laico come me.