Dopo numerose esperienze legate all'innovazione basata su asset intangibili (sistemi esperti, knowledge management e collaboration) in grandi corporate, e quindi sulle potenzialità offerte via via dalla Rete (internet, e-business, web2.0, social business), con ruoli di crescente responsabilità, fino a livello P&L, in realtà importanti come Ernst&Young Consultants, mi sono focalizzato sulla trasformazione digitale e lean dell'imprenditorialità (ecosistema startup). Da allora ho esplorato quasi ogni aspetto di questo mondo, e ho ricoperto diversi ruoli: mentore, startup advisor, metodologo, innovation strategist, coach in programmi di corporate startup e open innovation, investitore e startupper. Ho collaborato quindi con centri di ricerca, istituzioni ed enti camerali, acceleratori tra i più autorevoli in Italia e Europa (Bocconi, Luiss Enlabs, TheDoers, Startupbootcamp, WiseGuys...). Ora metto tutto quello che ho imparato in un'agenzia, “evolute ventures” (che include le iniziative “exxilence”, “exxi” e “evolute” diversamente specializzate), ed è a disposizione di startup, micro e piccole medie aziende, corporate. Un mix di competenze storiche e aggiornate, combinate con quelle più specifiche e attuali, come il focus sulla AI. Soprattutto la stessa forma mentis orientata a riconoscere da un lato il senso e le potenzialità delle tecnologie nel trasformare i mercati, e dall'altro i bisogni dei destinatari e le opportunità nel motivare nuove applicazioni. In sintesi, scoprire e disegnare nuovi mondi, e nuovi modelli di business a regolarne il lato economico.

The Brutalist, opera epica quasi mitologica

A dispetto del titolo, The Brutalist non è propriamente un film sull’omonimo movimento architettonico. Il brutalismo assunto a tema centrale del film è quello della vicenda umana del protagonista, prima come immigrato, poi come artista e infine come uomo. Brutalista è quindi l’uomo moderno, in preda alla hybris di determinare il proprio destino e realizzare opere destinate a sopravvivergli, al costo però di perdere la propria umanità, le gioie del presente, la connessione con i propri sentimenti più naturali.

Cosa insegna l’analisi di un film sull’interazione con l’AI

Analizzare un film significa distinguere tra narrazione, estetica, simbolismo e contesto culturale: questo esercizio stimola la mente a riconoscere schemi e relazioni, anche in ambiti non pienamente dominati, che si rivelano competenze essenziali per affrontare sfide complesse in qualsiasi ambito. Questo articolo mostra come l’analisi di un film possa rafforzare le competenze analitiche, il pensiero critico e la proprietà di linguaggio di chiunque desideri affrontare sfide complesse con il supporto dell’AI.

Tra intelligenza artificiale e conoscenza umana

Se “intelligenza” è la capacità mentale di comprendere, ragionare, risolvere problemi e adattarsi a nuove situazioni, spesso associata alla rapidità e flessibilità del pensiero, e “sapienza” è una qualità che denota conoscenza profonda e capacità di giudizio maturata nel tempo, non riferita solo al sapere teorico ma anche alla capacità di applicarlo in modo etico e pratico, potremmo dire che c’è di mezzo il domandare.