NOVITA'[2759]
Ciò che sappiamo della vita
Nel 2017, ad Harvard, Sherry Turkle intitolò un'orazione al modo in cui la tecnologia ci fa dimenticare ciò che sappiamo della vita. Quella frase ha poi viaggiato, cambiando forma, fino ad ispirare i testi di Anil Seth sulla coscienza artificiale. Ma che cosa dimentichiamo, esattamente, se tutta l'informazione è ancora a un tocco di distanza? Attraverso il mito di Theuth, l'acrasia di Aristotele, la conoscenza tacita di Polanyi e la sindrome del riferimento che scivola di Pauly, il saggio che segue sostiene che non si tratta di ignoranza né di amnesia, ma di un sapere che possediamo ancora e abbiamo smesso di esercitare, e che una cultura, generazione dopo generazione, smette di trasmettere. Non serve impararlo di nuovo: servono strumenti che, invece di ricordare al posto nostro, ci rimettano nelle condizioni di praticarlo.
Dove continuano le conversazioni?
Una memoria relazionale può davvero sottrarsi alla mercificazione? Siamo ancora capaci di riconoscere un invito che non nasconda una transazione? Che cosa, nella conoscenza, resiste ancora alla traduzione in quantità misurabile?
Conversare e Discutere
Sebbene io mi occupi di filosofia e argomentazione, preferisco le conversazioni alle discussioni, un’apparente contraddizione che merita di essere esplorata.
Il lusso invisibile dell'AI. Ovvero: perché usare ChatGPT per scrivere un'e-mail è come andare dal fruttivendolo in elicottero
L'accessibilità ubiqua dei Large Language Models ha prodotto un paradosso: usiamo strumenti computazionalmente costosi con la stessa disinvoltura di un motore di ricerca, senza considerare la sproporzione tra il consumo energetico della richiesta e il valore informativo della risposta. La democratizzazione dell'accesso alla potenza computazionale, lungi dall'essere solo una conquista, comporta un rischio epistemologico: la progressiva perdita del "calibro cognitivo", ovvero della capacità di valutare preliminarmente la complessità di un problema e scegliere lo strumento appropriato. Esternalizzando questa valutazione all'IA, si innesca un loop di competenza in cui la delega perpetua genera ulteriore incapacità di discernimento.
Connessioni, interazioni, conversazioni, relazioni
Questo testo è stato tratto dal mio libro 𝐋𝐚 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐭à 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐫𝐨𝐧𝐚𝐯𝐢𝐫𝐮𝐬. Riflessioni brevi, pensieri critici, punti di vista non conformistici e visioni politicamente scorrette.