NOVITA'[1765]
Ontologia punk. Versioni del reale e sintesi radicali nella progettazione contemporanea
Il reale non costituisce un dato. Si configura quale versione. E solo decidendo quali versioni consideriamo stabili possiamo affermare di possedere una visione del mondo. L'ontologia, in questo senso, non si riduce a una branca astratta della filosofia: si manifesta quale pratica collettiva e quotidiana che plasma continuamente il nostro modo di abitare il mondo. La cultura cyberpunk lo aveva intuito con straordinaria lucidità: la realtà costituisce un'interfaccia instabile, un campo semantico in costante riconfigurazione. Progettare – un piano strategico, una norma sociale, un sistema informativo – significa agire su quella instabilità. Ogni backlog è una dichiarazione implicita su ciò che conta. Ogni struttura di accesso e autorizzazione disegna una mappa invisibile del potere. Ogni metrica definisce cosa merita di essere misurato e, implicitamente, cosa può essere ignorato.