NOVITA'[2417]
Il Cursore Lampeggiava e Io Non Avevo Paura
Quarant'anni a braccetto con l'informatica, e adesso arriva lei: l'intelligenza artificiale. Che non è la fine della storia. C'era una volta un cursore che lampeggiava nel buio. Ricordo ancora il momento esatto in cui ho capito che la mia vita sarebbe stata per sempre diversa da quella degli altri, e non parlo di una rivelazione mistica né di uno di quegli episodi che nei film vengono accompagnati da violini commoventi e luce radente sul viso del protagonista, perché la realtà era molto più concreta, molto più rumorosa e profumava di plastica riscaldata e di quel particolare odore chimico che avevano i primi computer quando li accendevi e sembrava quasi che anche loro avessero bisogno di qualche minuto per svegliarsi, proprio come noi la mattina.
Il peso del passato: Jira, i sistemi legacy e la trappola epistemica delle organizzazioni
Ogni strumento tecnologico porta con sé una data di nascita e, raramente dichiarata, una data di morte. La prima è celebrata: comunicati stampa, adozioni entusiastiche, curve di crescita. La seconda si consuma in silenzio, nell'accumulo quotidiano di frustrazioni tollerate, di rinnovi automatici firmati senza convinzione, di alternative valutate e poi accantonate per paura del cambiamento. Lo spazio tra le due date è il territorio di questo saggio.
Forma imposta o continuo presentarsi. Heidegger, la tecnica e il nuovo pensiero
Heidegger non scrive 'contro la tecnica', né nell''Essere e il tempo', né nel dopoguerra. Scrive a proposito di come la tecnica favorisce o contrasta il pensiero umano. Scrive alla luce dell'avvento di quella cultura tecnico-scientifica che sembra rendere vana la 'filosofia'. Ma se muore 'un certo tipo di filosofia' non muore l'umano pensare. Non è difficile constatare che Heidegger mostra di conoscere molto bene la cibernetica -e implicitamente quelle disciplina che prende il nome di 'computer science' o di 'informatica'. Per questa via si può seguire la lezione di Heidegger nel leggere criticamente in senso delle macchine proposte dall'informatica, lungo la sua storia, fino al giorno d'oggi. L'articolo -che si sviluppa come commento puntuale della conferenza 'Das Ende des Denkens in der Gestalt der Philosophie', 'La fine del pensiero in forma di filosofia', dettata da Heidegger il 30 ottobre 1965- riprende senza modifiche il penultimo capitolo di: Francesco Varanini, 'Macchine per pensare', Guerini e Associati, 2015.
Gli informatici e l'arte di stare in relazione
Stare in relazione con la macchine è più facile che stare in relazione tra umani. Gli informatici sono abituati a stare in relazioni con le macchine. Oggi purtroppo chiediamo agli informatici di insegnare agli umani come stare in relazione tra loro.