NOVITA'[2370]
Il sottofondo che scegliamo dice chi siamo
Nel frastuono continuo del presente, c'è ancora chi sceglie di abitare il proprio tempo con bellezza e pensiero.
Al funerale della realtà
La crisi intorno alla verità non si sostanzia "solo" in un aumento esponenziale delle bugie pubbliche, ma come una crisi delle condizioni che rendono possibile conoscere insieme. le società democratiche hanno bisogno di una base epistemica condivisa, cioè di alcuni criteri comuni per distinguere affermazioni attendibili, opinioni, interpretazioni, propaganda e falsità. Non significa avere tutti la stessa opinione. Significa però condividere almeno alcune regole del gioco: le prove contano, le fonti vanno valutate, le contraddizioni vanno prese sul serio, la discussione pubblica deve poter correggere gli errori.
Io non ho paura
Abstract Negli ultimi decenni abbiamo imparato a diffidare di tutto: media, istituzioni, élite. Ma raramente ci fermiamo a osservare come si costruisce questa diffidenza. Già nel 1922, Walter Lippmann spiegava che non reagiamo alla realtà, ma alle immagini che ne costruiamo. Più tardi, Michel Foucault mostrava che il potere più efficace non impone: normalizza. Oggi, con Shoshana Zuboff, vediamo come informazione, dati e previsione stiano convergendo. Il punto non è immaginare regie occulte. È capire una dinamica più sottile: In un sistema saturo di informazioni, non "vince" ciò che è più importante. Vince ciò che è più visibile, più emotivo, più ripetuto. E quando tutto diventa urgente, diventa sempre più difficile distinguere ciò che è davvero rilevante. Non è uno scontro tra libertà e controllo. È uno scontro tra “complessità” e “governabilità”. La domanda non è se il sistema stia cambiando. È già cambiato. La questione urgente è: Chi definisce i parametri entro cui funzionerà?
Intervista ImPossibile a Marshall McLuhan (IIP #30)
Il cervello elettronico e l’ambiente invisibile Intelligenza artificiale, ecologia dei media e trasformazioni della percezione, come le tecnologie cognitive ridefiniscono il rapporto tra sensi, ambiente e organizzazione sociale.
Il problema non è chi ti copia
Non è più solo una questione di creare contenuti, ma di essere riconosciuti mentre circolano. Quando la distribuzione diventa parte della creazione, l’autorialità si fa fragile e il rischio non è essere copiati, ma essere sostituiti.
Letteratura e linguaggio sulle spalle di Blanchot
Senza la pretesa di fornire risposte definitive, quanto piuttosto offrire spunti di riflessione a chi avrà la bontà di leggere questo articolo, provo a rispondere a quelle domande, partendo dalla visione di Maurice Blanchot, autore francese a me molto familiare. Se lo faccio è perché da una parte le conclusioni a cui giunge lo scrittore francese ovvero ad un’idea anonima, impersonale e neutra della letteratura e della scrittura mi ricordano tantissimo il livello del linguaggio odierno su ogni tipo di media (giornali, social, tv, libri); dall’altra perché come si leggerà alla fine di questo articolo, c’è una dimensione di alterità nella letteratura per la quale mi pongo da tempo la seguente domanda, circa le mie opere letterarie (poesia e prosa): chi mi legge?
Internet e new Media: un forte bisogno di Utopia per immaginare il futuro
Un articolo scritto e pubblicato ere geologiche fa, nel 2013 e comparso sul mio progetto online SoloTablet. Per i più l’utopia è qualcosa che non esiste o non è facile da realizzare. In realtà essa ha molte facce e molti significati. Anche quando l’utopia ha preso le sembianze di Internet e dei mondi virtuali e liberi da essa prefigurati. Google, Facebook, Apple sembrano oggi un’utopia realizzata. In realtà sono solo una delle due rappresentazioni dicotomiche con cui si guarda all’utopia (Cyber-Utopia) di Internet . E non tutti sembrano condividerla. Anzi forse non bisogna farlo!
La seconda lacrima
Una riflessione tratta da uno spunto di Kundera sull'incessante produzione di "merda" e il ruolo che abbiamo nella sua produzione
O Medo da IA e o Fim do Monopólio da História
La paura del cosiddetto "establishment" (vecchi media, accademia tradizionale, ecc.) non è che ci facciamo ingannare da un robot. La loro paura è che, con l'aiuto della macchina, scopriremo di essere stati ingannati dagli esseri umani per tutto questo tempo.
Trump e il vortice
Trump, Putin e simili non sarebbero potenti se non cavalcassero il Vortice mortale che sta turbinando intorno al pianeta. "McLuhan vedeva i mass media come un vortice titanico che trascina le società con nuove forme di comportamento - nuovi modi di essere - che minacciano di sopraffarlo completamente o addirittura distruggerlo". È pura energia, senza struttura e fondamento. Re folli ubriachi di velocità pensano di poterlo cavalcare, ma finiscono per essere ridicolizzati, come il patetico Wily the Coyote che fantastica che la velocità possa sconfiggere la legge di gravità.
I pani, i pesci e i manifestanti - Fenomenologia della politica in piazza (in Italia)
Qualche settimana fa, in viaggio, ascoltavo alla radio un interessante servizio sulle primarie americane: si parlava dell'affermazione dell'outsider Bernie Sanders nello stato del New Hampshire, e se ne sottolineava l'inusuale partecipazione popolare ai suoi raduni elettorali. Il tempo di accendere al tablet, alla prima area di servizio, e trovo le immagini di una sua uscita pubblica di particolare successo, in questo stadio di Los Angeles, qualche mese prima. Il dato sull'afflusso: 27.500 persone. Un grande successo, per Sanders e per tutti gli osservatori americani. Se giudicato con le misure italiane, sarebbe invece un flop.
Villaggio globale o vortice?
Provate a pensare a questi primi mesi del 2025 e al tornado Trump che sta devastando il mondo globalizzato, mettendo a rischio quello occidentale nella sua stessa esistenza e in discussione i suoi rapporti con il resto del mondo. Questo tornado può essere connesso a varie metafore. Qui ne accenno due, entrambe prese dal pensiero di Marshall McLuhan: 𝗩𝗜𝗟𝗟𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 𝗚𝗟𝗢𝗕𝗔𝗟𝗘 𝗲 𝗠𝗔𝗘𝗟𝗦𝗧𝗥𝗢𝗠 (vortice). Per chi volesse fermarsi qui, l’ovvia domanda è se Trump sia appunto un “tribalizzatore” violento seriale che ci riporta al villaggio ancestrale o sia piuttosto un Vortice (Maelstrom) capace di centrifugare tutto con la sua forza centripeta, ma soprattutto per il controllo crescente di cui è dotato, grazie alla allenza con i signori delle piattaforme tecnologiche.