Sui social ci si racconta anche quando non si ha nulla da dire o raccontare. Molti non raccontano tutto o lo raccontano in modo sbagliato e manipolatorio. Tanti sono pronti a aspettare e a elogiare le narrazioni altrui. Tutti prestano poca attenzione al fatto che, raccontare senza che ci sia nessuno a ascoltare, non lascia tracce nella storia di cui si vorrebbe essere parte.ย
Il problema vero รจ che per raccontarsi e raccontare bisogna imparare a farlo, facendo i conti e venendo a patti innanzitutto con sรฉ stessi. Con un Sรฉ che non รจ mai unโentitร unica, stabile e gestibile, ma un insieme complesso e complicato di โfenomeni psichiciโ che interessano lโindividuo ma soprattutto le relazioni con gli altri. La complessitร di questi fenomeni rende la loro comprensione complicata e il Sรฉ praticamente inconoscibile.ย
Raccontiamo skill e competenze, capacitร ed esperienze, ma qual รจ la veritร sulla quale puntiamo per realizzare i nostri sogni, vincere lโincertezza e anticipare ciรฒ che verrร ? Stando dentro APP, piattaforme e finestre abbiamo perso la capacitร di distinguere il falso dal vero, di elaborare pensiero, di ricercare il senso e la profonditร delle cose.ย
Per raccontare bisognerebbe ritrovare la forza del dialogo e la capacitร di conversare (Sherry Turkle[1]) con sรฉ stessi e con gli altri, soprattutto con gli altri.ย
Non (solo) con i loro profili digitali online.
Note
[1] Lโopera di riferimento รจ La conversazione necessaria. Tratta dellโimportanza assunta dalle conversazioni digitali e dallโuso del dispositivo mobile e degli effetti sulla vita reale delle persone. Sostiene la tesi che โper capire chi siamo e per comprendere appieno il mondo che ci crconda, per crescere, per amare ed essere amati dobbiamo saper conversare. E farlo faccia a faccia, con empatia, imparando a sopportare solitudine e inquietudini, praticando la riflessione e la concentrazione.
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