Vivere il virtuale รจ un modo per respirare aria di futuro. Un futuro percepito come felicitario, benefattore, sempre sorridente, pieno di promesse, ricco di emozioni.ย
Offline il futuro appare malato, arrabbiato, ingiusto e diseguale, un po' perverso, distopico. La schizofrenia che ne deriva fa perdere la calma, genera inquietudine, nervosismo, ansie e malumori che si manifestano nei tanti gesti violenti, prima di tutto sulle donne, sui piรน deboli e sui diversi, della quotidianitร dei nostri giorni.ย
Il futuro digitale ci piace, rasserena, รจ binario, semplificato, sintetico e memetico, ci equipara agli altri, nei comportamenti, nei linguaggi e nelle aspettative, ci libera dal pensiero critico, ci fa vivere in ambienti/caverna (riferimento alla Caverna di Platone), cittร /centri commerciali (Saramago[1], Ballard[2]) capaci di assorbire qualsiasi cosa determinando il destino di tutti con la promessa della salvezza futura.ย
Il futuro vive di possibilitร e creativitร , non puรฒ essere automatizzato, neppure attraverso lโuso di intelligenze artificiali, รจ frutto di scelte che emergono da una presa di coscienza e dalla libera volontร . Non รจ prevedibile come lo รจ quello della macchina tecnologica e neppure determinabile da algoritmi intelligenti, piattaforme, strumenti analitici e Big Data.ย
La scelta non รจ tra futuro digitale e futuro ma tra futuri automatizzati e futuri liberi.
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[1] Caverna รจ un libro di Josรจ Saramago. La caverna del romanzo รจ un centro commerciale.
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[2] Regno a venire, romanzo di J.G Ballard. Protagonista รจ il Metro-Centre, tempio del consumismo piรน sfrenato
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